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Libri consigliati

scopri ad esempio: libri consigliati

  • i due libri che ultimamente sto caldeggiando molto e aiutano a fare pace con se stessi ed amarsi di più
  • il libro (doppio) che è in cima al doni che ho fatto e che ritengo sia da tenere sempre sul comodino e darci una sbirciata veloce ogni sera prima di addormentarsi: una coccola -spesso divertente- che riscalda il cuore

Leggo le domande di Marco:

Hai consigliato due libri di Anita Moorjani, uno si chiama “Morendo ho ritrovato me stessa” e il secondo è “Il paradiso è già qui”.

Esatto. Sono due libri che consiglio caldamente, sono uno più bello dell’altro.

Il primo libro di Anita Moorjani

Il primo è “Morendo ho ritrovato me stessa”: consiglio di leggerlo per primo perché più emblematico anche se, secondo me, il secondo è addirittura più potente.

Emblematico e simbolico, vi racconta la sua storia vissuta.

Per me è meglio leggere il secondo in seguito perché bisogna conoscere la sua storia, il suo vissuto.

Domani sarà ospite a casa mia una persona che ha fatto un’esperienza simile a quella di Moorjani. Non conosce Moorjani e mi ha raccontato cose molto simili.

Moorjani ha avuto una di quelle esperienze che chiamano premorte.

Il suo corpo era martoriato, distrutto da un tumore, un cancro.

Entrava in ospedale sulla sedia a rotelle senza riuscire a reggere la testa, con la pelle ricoperta di bubboni e metastasi che le avevano lacerato la pelle.

In quelle condizioni al marito era stato detto che non avrebbe superato la notte.

Così infatti è stato: durante la notte lei se n’è andata, è andata da qualche parte, nell’aldilà. Ha visto, ha sentito quello che succede.

Ce ne sono molte di esperienze del genere: ci sono raccolte di queste esperienze che consiglio a tutti di leggere, ci danno il senso di come la coscienza continui.

Questa persona che verrà ospite da me non era credente.

Ha cominciato a sentire un amore, una presenza, un qualche cosa dell’aldilà.

Da atea ha cominciato a credere che c’è qualche cosa di amorevole che ci accompagna, anche nell’”aldiquà”.

In effetti cosa ha fatto Anita Moorjani mentre era nell’aldilà?

Ha visto che è tutto perfetto, ha visto che la malattia era perfetta, ha visto che la morte era perfetta, ma che anche la vita era perfetta.

Ha sentito che la sua funzione era quella di tornare, pur non sapendo come, in quel corpo martoriato per riprendere la vita e raccontare agli altri con fiducia, con amorevolezza.

Un senso divino di quanto siamo esseri divini e perfetti, una perfezione che le ha dato la sicurezza di poter tornare in quel corpo: sarebbe guarito visto quanto aveva realizzato.

Così dopo due settimane è tornata, è uscita dall’ospedale. Tutti gridavano al miracolo: è uscita dall’ospedale con le sue gambe.

Prima di questa esperienza lei si era rifiutata di fare la chemioterapia ma dopo non le ha fatto più paura.

Quello che traspare alla fine di questo libro è che è tutto perfetto. Noi siamo esseri perfetti, siamo meravigliosi.

Le nostre paure però, quello che ci viene detto, quello che recepiamo sin da bambini, dalle tradizioni culturali, tutto ciò ci limita e ci fa soffrire ed è spesso causa di vere e proprie malattie.

Ma realizzare quanto siamo perfetti con tutti i nostri difetti, anche la malattia, che è perfetta perché ha una sua funzione, è meraviglioso.

Per fare un esempio, lei è una persona che mangia sano ma che alla fine si concede anche il gelato. Il gelato al cioccolato perché è tutto perfetto.

Va bene mangiare sano ed ogni tanto va bene anche sgarrare, basta non lasciarci vincere dalla paura.

Questo è il messaggio che arriva: arriva tanta tanta fiducia leggendo questo libro, per questo io lo caldeggio tantissimo.

Il secondo che ha scritto è un po’ diverso…

in “E se questo fosse il paradiso?” lei ha già successo, ha già raccontato la sua storia, viene invitata a varie conferenze.

Ha già vinto il tumore però per esempio racconta di come il nostro quotidiano, le condizioni in cui siamo immersi, gli altri, ci trascinino facilmente nella paura.

Ad esempio una sua amica le ha consigliato di farsi curare.

Ha cominciato a curarsi per un male che non esisteva, per prevenire il male, ma così ha sviluppato una paura, un’angoscia. Il suo quotidiano era pieno di rituali per curarsi, cose di cui non aveva bisogno. In questo modo ha notato quanto fosse ricascata nel tranello.

Il secondo libro ci aiuta a vedere le trappole quotidiane che ci fanno cadere in questi errori.

C’è un altro passaggio bellissimo di una conferenza: una mamma racconta la sua esperienza davanti alla platea di persone.

Prende la parola e dice che sua figlia è appena morta.

Era addolorata e aveva bisogno di essere consolata.

Tutta la platea si aspettava probabilmente che lei l’avrebbe rassicurata su quanto fosse meraviglioso stare nell’aldilà, di quanto fosse bellissimo, di quanto non vi fosse sofferenza.

Lei non lo fa: scende dal palco, va da questa donna e l’abbraccia forte.

Il giorno dopo le arrivano delle email con delle critiche.

Lei comincia a ragionare: forse ho sbagliato, forse avrei dovuto fare diversamente.

Si fa condizionare dalle email e sente un senso di colpa.

Si accorge però di alcuni feedback diversi, come quelli della mamma.

Si accorge che alla fine noi siamo perfetti per quello che siamo nel qui ora.

Io qui ora posso reagire in modo diverso.

Probabilmente a quella mamma in quel momento non sarebbero servite delle fredde parole consolatorie: in quel momento era più utile l’abbraccio, un calore umano, comprensione.

Se io ti dico “non soffrire” quando hai appena perso un figlio e non mostro empatia nei tuoi confronti, non ha senso, è inutile che ti porto la soluzione.

Ti posso portare la soluzione ma forse ciò di cui hai bisogno è qualcuno che accolga il tuo dolore prima di portarti una soluzione.

Questo è un bellissimo gesto che Moorjani ha fatto spontaneamente, di cui si era poi pentita.

La sua saggezza innata l’aveva comandata in quel senso, l’aveva spinta in quella direzione.

Ecco, noi siamo esseri meravigliosi, ognuno di noi sa come comportarsi nella sua unicità, perché noi siamo meravigliosi perché siamo unici.

Tu sei diverso da me, io sono diverso da te, ciascuno di noi è unico e bellissimo, meraviglioso per quello che è. Ricordiamocelo.

Possiamo essere di grande supporto agli altri se ci permettiamo di essere noi stessi, senza omologarci ad un’etica comune che però etica non è, in quanto ci impedisce di brillare di luce propria e che alla fine spesso ci soffoca per renderci un pochino tutti uniformi.

Questo però va oltre, è una mia considerazione. Si avvicina ai temi di pacificamente.

Altri libri consigliati

Comunque rileggo quello che stavi dicendo in sala, stai finendo “Il potere di adesso”: potente come libro! Immagino, ti stia piacendo. In effetti lo consiglio a tutti coloro che sono interessati a scoprire il potere che la meditazione ti aiuta a sviluppare: la “Presenza”, il “Risveglio”.

L’autore, Eckhart Tolle, ha la capacita di spiegare con parole molto chiare e nette il Potere che può esercitare l’Adesso nelle nostre vite: è sicuramente uno degli autori contemporanei più puntuali e moderni nello svelare segreti antichi spesso troppo nascosti nelle pieghe delle saggezze delle varie religioni.

Il libro che consiglio più di tutti

Marco ha poi comprato “La preghiera della rana volume 1 e volume 2”.

Secondo me questo libro in due volumi si puoi leggere contemporaneamente ad altri libri perché “La preghiera della rana” è così carino, pieno di storie brevissime, da leggere una o due al giorno.

Piccoli cammei simpatici e talvolta buffi che scaldano il cuore e fanno riflettere, da “consumare” a piccole dosi..

Leggi un libro qualsiasi e magari prima di spegnere la luce lo chiudi, apri un attimo la “preghiera della Rana”, leggi una storiella poi richiudi e ti addormenti.

Secondo me “La preghiera della rana” puoi leggerlo, qualsiasi libro stai leggendo: è il libro che consiglio maggiormente e che ho regalato più spesso in vita mia.

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