Meditazione Sui Pensieri Positivi

Meditazione Sui Pensieri Positivi

“Sono sempre Laura (quella della meditazione contro i pensieri negativi), conosci una meditazione sui pensieri positivi?

È forse meglio focalizzarsi su una meditazione a favore dei pensieri positivi o è meglio fare una meditazione contro i pensieri ossessivi e negativi?

Grazie Laura”

Guarda il video – Meditazione per i pensieri positivi

o continua a leggerne la trascrizione sotto

Beh Laura, anzitutto hai già intuito che tra un pensiero positivo e uno negativo c’è un abisso; però dobbiamo chiarirci su cosa intendiamo per “positivo” e “negativo”: le definizioni possono portarci fuori strada.

Ti ho già detto, quando ho risposto alla tua domanda su come eliminare i pensieri negativi (clicca qui per saperne di più sulla meditazione per eliminare i pensieri negativi), che i pensieri possono essere accolti (anche quelli negativi), e quindi li puoi trascendere, puoi andare oltre, sviluppando un atteggiamento benevolo, di accoglienza, rispetto a quello che c’è:

nella meditazione Vipassana (clicca qui per saperne di più sulla meditazione vipassana) stiamo appunto con quello che c’è, facciamo questo nella “meditazione per indaffarati” (www.meditazioneperindaffarati.it) e anche nel “come meditare coaching” (clicca qui per saperne di più) facciamo la stessa cosa: tutto è orientato nell’allenarci a stare con quello che c’è, e quindi anche con i pensieri negativi.

Però è vero che possiamo indirizzare la nostra mente verso qualcosa di positivo, e adesso ti dico cosa possiamo fare.

Come indirizzare la nostra mente verso qualcosa di positivo

Il mio invito è, se ci sono dei pensieri negativi, di accoglierli, di vedere come ci fanno stare, di conoscerne la natura, di trascenderli; e vedrai che, già lo stare con il respiro, ti calma.

Ma se l’intenzione è proprio quella di sviluppare qualcosa di positivo, mettere dei semi di positività, ecco un’altra meditazione che mi sento di suggerirti:

si chiama pratica di Metta -quella che io chiamo “la meditazione dell’apertura del cuore” o “meditazione della pace interiore” (clicca qui per accedere gratis ai primi video del corso)- e favorisce un sentimento di benevolenza: dà un senso di grande pace, nascono pensieri positivi.

La chiave è quella di dire “che tu sia felice, che io sia felice, che tutti gli esseri siano felici”; hai notato che io spesso chiudo i miei video con “che tu sia felice e che tutti gli esseri siano felici”?

Questo genere di pensiero positivo aiuta a sviluppare un’attitudine di accoglienza e di benevolenza e poi, proprio grazie alla pratica di Metta, si sviluppano altre qualità affini a questa benevolenza.

Mi spiego meglio: nell’antica lingua Pali, Metta significa “benevolenza/amorevolezza” (qui ne parla wikipedia) e, insieme a questa pratica, ne esistono altre tre, sorelle, molto affini ad essa; e già con la sola Metta tendi a sviluppare queste altre tre qualità in aggiunta alla benevolenza.

Queste qualità sono:

1) Metta, la benevolenza

2) la gioia compartecipe, cioè il gioire per la gioia degli altri (anche questo è molto piacevole e, come vedi, affine alla precedente);

3) la compassione (clicca qui per saperne di più sulla meditazione della compassione): rivolgere la nostra benevola attenzione verso la sofferenza degli altri e voler bene alle altre persone perchè, proprio come noi, anche loro soffrono (e questo ci aiuta, inoltre, a diminuire il carico di sofferenza che grava su di noi);

4) l’equanimità

meditazione sui pensieri positivi: Dalla Benevolenza  all’Equanimità

meditazione-per-i-pensieri-positivic’è poi un’altra pratica, che si accompagna ad esse ed è la pratica per eccellenza, e ti consente di fare un saltino in più: si tratta dell’equanimità, ovvero la capacità di accogliere tutto quello che ci capita in maniera equanime, ovvero in egual misura: ci capita qualcosa di negativo?

bene, lo accogliamo perchè è quello che ci accade nel qui e ora: siccome ora c’è questo io sto con quello che c’è; ci capita qualcosa di positivo? ok, lo accogliamo ma non ci attacchiamo ad esso:

non lo trattiamo come qualcosa che dura per tutta la vita, ogni esperienza ha un inizio, uno sviluppo e una fine; tutto viene e va, non c’è bisogno di attaccarsi a nulla, nemmeno alle esperienze positive: c’è questo?

bene, io sto con questo; è positivo? ok, mi fa stare bene: lo guardo ma non mi ci aggrappo perchè, se mi ci aggrappo, poi dopo soffrirò quando l’esperienza muterà.

Tutto quello che sperimentiamo nel qui è ora è destinato a concludersi, come questo video che si sta avviando alla sua fine.

Quindi, sì, è possibile orientare la mente e il mio invito è quello di praticare la meditazione dell’apertura del cuore: la pratica di Metta.

Clicca qui per scoprire i primi video gratis del corso sulla pratica di Metta

o qui per scoprire come uscire dagli stati di sofferenza con la meditazione della compassione

 

 

clicca qui per scoprire altro su questo argomento
Claudio

non è questa la via: più cerchi qualcosa meno lo trovi. Più vuoi ostacolare qualcosa (come i pensieri negativi) meno stai con quello che c’è.

Paradossalmente è proprio la presenza a darci la pace: presenza anche nei momenti di difficolta accogliendoli.

Ti consigliodi ascoltarti un po’ dei miei podcast: //www.pacificamente.it

valerio

Ho poco spazio archivio dell cellulare quasi in esaurimento i podcast non so se posso scaricarl si possono anche leggerli senza scaricarli?

valerio

Mi sento tremendamente altalenante in alcuni momenti mi tiro su sto nel presente e mi dico che preoccuparsi non serve a niente ma in altri mi chiedo e poi dove trovo forza coraggio e ottimismo quando arriva il momento + difficile? Ho dubbio che forse dovrei fare opera autoconvincimento positivo quotidiano per poi per essere poi pronto ma percepisco il mio autoconvincimento positivo come forzatura e riparte altalena alti e bassi…

valerio

La benevolenza verso chi soffre o anche sta peggio. mi sembra comprensibile, giusto umano, ma nel momento in cui si soffre o si e’ molto tristi e’ consigliabile? Non e’ come aggiungere ulteriore tristezza?

Claudio

Quando soffriamo noi è semplicemente più difficile aprire il nostro cuore e guardare oltre i nostri problemi individuali.

Tuttavia quando ci riusciamo quello che otteniamo è un alleggerimento del peso della nostra sofferenza: se non altro perchè la sofferenza intorno a noi ci impone di relativizzare la nostra.

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