La Vipassana migliore

La Vipassana guidata migliore

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La migliore Vipassana guidata.

La Vipassana migliore in assoluto non è guidata: è quella che fai in silenzio e accogli quello che c’è.

Nella tua mail mi dici di fare la Vipassana per osservare la comparsa di pensieri compulsivi, il rimuginio ecc.

Tu sai già come farlo.

Qui c’è però una fregatura: se tu che sai già come farlo, hai tanto bisogno di farne altre e altre ancora, sempre guidate da me, è come se delegassi, esternamente a te, la capacità di osservare quello che succede dentro di te.

Non cadere in questo errore.

Non cadere in un atteggiamento ossessivo compulsivo, dove per controllare le cose hai bisogno di strumenti, strumenti e strumenti, e devi collezionare Vipassane una dopo l’altra.

La vera Vipassana è stare con tutto questo.

Con tutta la compulsività, con tutta la frustrazione di non avere quello che vuoi, con tutto il rimuginio

Fai pace con tutto ciò: osserva quello che c’è.

Il grande potere della Vipassana è che – nonostante ci possano essere distrazioni, nonostante ci possano essere rimuginii, nonostante ci possano essere pensieri compulsivi, voglia di collezionare, voglia di fare bene, avere i dubbi – tutto ciò è osservabile.

A un certo punto ci possono essere pensieri che ti dicono che non stai facendo bene; e dubbi che ti fanno dire: “E adesso come faccio?”, “Ho bisogno di questo”.

Tutti questi sono pensieri.

Ti stanno accalappiando, ci stai credendo; non ti accorgi neanche che sono pensieri, pensi che sia tutto vero: che non riesci, che non ce la fai, che hai bisogno

Ma a un certo punto, se ci stai e se osservi quello che c’è, noterai tutto questo accavallarsi dei pensieri.

Noterai magari l’ultimo, l’ultimo trucchetto della mente per distrarti e farti avere dubbi, noterai il disagio che provi; tutta questa roba può essere osservata, e quando cominci a osservarla la trasmuti.

Se io ti guido, ti posso guidare in base a quello che sto provando io, a delle idee che mi possono venire, ma non ti potrò mai guidare come potresti fare da solo, osservando quello che succede dentro di te nel qui e ora.

Per questo la Vipassana migliore non è guidata.

Di Vipassana te ne ho date tante, e di tante versioni diverse, non aggiungerne altre: falla tua.

Lo ripeto: falla tua.

Falla tua, impara a stare con quello che c’è; usa pure quelle guidate, se hai paura di distrarti troppo, ma a un certo punto lasciale andare, usa un bel timer, e stai lì in silenzio a osservarti.

Anzi, ti invito a farlo.

Ogni tanto falla guidata, se senti ancora tanto il bisogno di un appoggio, ma di tanto in tanto – diciamo quattro a uno: quattro guidate e una no – cominci a farne qualcuna in silenzio.

Anche se ti sembrerà di esserti distratto molto e di non riuscire, nota la distrazione; il bello di Vipassana è che tutto fa brodo: tutto può essere osservato.

Tutto questo è materia di osservazione, ed è solo osservandolo che lo superi.

Quindi ti invito caldamente a mettere da parte qualche meditazione guidata di Vipassana e a farla in silenzio.

Poi magari ne farai tre guidate e due in silenzio e, mi piace pensare, che alla fine le farai tutte in silenzio (e ogni tanto ne farai una guidata, magari diversa dalla Vipassana).

Questo è il mio invito per te.

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