Come meditare per aprire i chakra

Come meditare per aprire i chakra

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Come meditare per aprire i chakra?

Ogni tanto mi viene fatta questa domanda.

Io non sono un grande fan dell’apertura dei chakra, ti spiegherò come fare ma, per prima cosa, ti spiegherò perché non sono tra i cultori di questa pratica; in quanto vorrei darti una chiave di interpretazione, cosa che ritengo un preambolo fondamentale, rispetto all’utilità o meno di aprire i chakra.

I chakra sono delle ruote di energia, ce ne sono diversi e sono distribuiti, grosso modo, lungo la colonna vertebrale; la loro apertura permette di ritrovare molte energie, ma soprattutto una maggiore presenza, maggiore consapevolezza, maggiore amorevolezza e una maggiore apertura del cuore.

L’apertura dei chakra è anche accompagnata da un lavoro su se stessi, ed è questo il punto, questo è il motivo per cui io tendo a non spiegare subito, a chiunque, come aprirli e perché non sono un grande fan della cosa.

Perché il lavoro su sé stessi, sulla propria presenza e sulla propria consapevolezza, è prioritario rispetto all’apertura dei chakra; l’apertura dei chakra avviene ugualmente, anche se uno non fa un lavoro diretto su di essi.

Ci sono scuole di pensiero che affrontano questi due aspetti di pari passo, quindi si lavora su un chakra e poi su un altro; specie a livello delle scuole di yoga che, sebbene abbiano come fine ultimo il risveglio della coscienza, lavorano anche molto a livello fisico (sebbene, bisogna dirlo, in occidente l’aspetto fisico è spesso quello più enfatizzato).

Noi, invece, possiamo lavorare direttamente sul risveglio della coscienza; cosa che ci fa, per esempio, aprire il cuore: quando troviamo la pace, il cuore si apre.

Il chakra del cuore è uno dei chakra fondamentali, perché è quello che permette di raggiungere un equilibrio tra di essi; anche dal punto di vista del suo posizionamento, considerando la colonna vertebrale con inclusa la testa, è situato infatti proprio in una posizione centrale.

Spieghiamo meglio cosa sono i chakra.

Il chakra è una ruota, come una turbina che muove energia, davanti e dietro; immagina, per esempio, quello posto in corrispondenza del cuore come una turbina, posta verticalmente, che smuove l’energia davanti e dietro la zona del petto; il primo e l’ultimo chakra, alla base della colonna e sulla sommità della testa, sono posti invece in posizione orizzontale; e poi ce ne sono anche altri posti in posizioni intermedie tra quelli elencati.

Per l’apertura dei chakra si fa riferimento alla kundalini: un’energia che dal chakra inferiore si muove verso l’alto.

Si tratta quindi di accendere un’energia; però io invito ad accendere questa energia soltanto a chi fa già, e da un po’, un lavoro su sé stesso, e allora la cosa ha senso.

Altrimenti che cosa accade?

Accade che vogliamo sviluppare dei “poteri”, ma sono poteri fini a sé stessi.

Vogliamo quindi aprire il cuore, ma come siamo in grado di aprirlo se non amiamo il vicino?

Se non ci rendiamo conto di quanto ci arrabbiamo se qualcuno ci viene addosso col carrello della spesa, quando siamo al supermercato?

In questi casi c’è ancora un lavoro da fare su noi stessi, sulla nostra consapevolezza rispetto al nostro stare nel mondo.

E quindi io invito a fare questo.

Tuttavia, se già lo fai e lo fai da tempo, quello che suggerisco di fare è quello di osservare i flussi di energia.

meditazione-kundalini-caduceoNormalmente, quello che sana – e non è un caso se il simbolo della medicina sono due serpenti che ruotano attorno a un asse verticale – è l’energia che, dal basso, si dirige lungo la colonna vertebrale, permettendo a questa energia, “bassa” e in relazione agli istinti “bassi”, di fluire verso l’alto.

Io ora, per esempio, sono seduto per terra e ho il cielo sopra di me, e il concetto è proprio questo: si tratta di far fluire l’energia dal basso verso l’alto, ma il basso è il sostegno, senza questo sostegno non potrei essere un anello di congiunzione tra la terra e il cielo; e per fare questo ho bisogno di una base sicura (termine utilizzato, non a caso, anche in psicologia).

Bowlby, lo psicologo che ha elaborato la famosa “teoria dell’attaccamento” ha proprio detto che, se non abbiamo una “base sicura”, noi non riusciamo ad esplorare il mondo e costruire qualcosa.

Come potremmo librarci verso l’alto se non ci sentiamo al sicuro perché non abbiamo un sostegno da parte della terra?

Quindi, questa energia che andiamo a sviluppare, fa parte di un flusso che possiamo anche percepire, ma lo percepiamo se abbiamo già fatto un lavoro su noi stessi, di sensibilizzazione e di auto osservazione.

Possiamo notare dei circoli di energia all’interno di noi stessi: io, per esempio, quando bevo tanto caffè, la sento una energia strana che si muove; e questo lo puoi fare anche tu, senza fare chissà quale lavoro.

Osservare questi flussi di energia che circolano all’interno del nostro corpo, ci può essere di aiuto.

Stimolare l’osservazione, cercando di fare questo lavoro partendo dalla radice della colonna vertebrale fino alla radice della testa, può essere un modo per allineare tutti i chakra: perché tutti i chakra sono allineati proprio lungo la nostra colonna vertebrale.

Però, il modo che suggerisco di utilizzare, è quello di non andare a interferire troppo con la volontà.

In quanto, come accennavo prima, più voglio andare a sviluppare un potere fine a se stesso, e meno io apro il cuore.

Perché avviene questo?

Perché il mio scopo non è “bianco”, è “nero”: non è il lato chiaro della forza, è il lato oscuro della forza, come si dice in “Star Wars”.

La forza è sempre quella, ma poi finisci per cascare nel suo lato oscuro: perché cerchi il potere.

Cos’è infatti il poter aprire un chakra?

È, appunto, la ricerca di un potere, il poter fare quella cosa; lasciamo invece che questa cosa avvenga spontaneamente.

Poi, è chiaro, se sei già un praticante e hai già sviluppato una certa dose di consapevolezza, vediamo pure cose succede quando muoviamo i flussi di energia

Il mio suggerimento è proprio questo: usare questo potere, quello del movimento dei flussi di energia, come strumento per una maggiore consapevolezza, per una maggiore presenza a quelli che sono i nostri potenziali.

E per fare questo il mio suggerimento è molto semplice: quando sentiamo di avere una energia molto bassa, di elevarla facendola scorrere, da dietro, verso l’alto; è come se tu la accumulassi, dal basso, e poi la facessi salire.

Talvolta, può essere talmente forte che è utile immaginare sulla sommità del capo come una fontanella che fa uscire questa energia in eccesso, e immaginare di donarla a tutti coloro che sono bisognosi di questa energia, o a chi sta male, come fosse una sorta di benedizione.

Questo è il modo migliore per fare salire una energia bassa: dirigerla verso l’alto e non finalizzarla a sé stessi; quando utilizziamo dei poteri per fini egoici, siamo di nuovo nel “lato oscuro della forza”, ma quando la offriamo – e per di più si tratta pure di un eccesso – ecco che di nuovo il cuore si apre; e quindi siamo tranquilli, perché il cuore – che come dicevo svolge una funzione di equilibrio tra tutti i vari chakra – ne viene, in qualche modo, stimolato e acceso.

Solo fare questo esercizio, che va verso l’alto e attiva quelli che sono i tre chakra cardine: quello più basso, quello più alto, e quello mediano del cuore, permette anche agli altri di ritrovare un loro equilibrio, in modo assolutamente semplice e naturale.

Come vedi, facendo solo pochissima forzatura, ed essendo sicuri che, questa forzatura, non sia finalizzata a scopi egoici, ma rivolta verso gli altri.

Tuttavia, in riferimento all’ego, vorrei tornare a quanto dicevo all’inizio di questo discorso, quando parlavo dell’utilità del fare un lavoro di autoconsapevolezza.

Lavoriamo su di noi, sul nostro ego, cercando di capire come stiamo al mondo,

“Conosci te stesso”: questo è quello che dicono un po’ tutte le religioni.

Quando conosciamo noi stessi abbiamo le chiavi per capire davvero il mondo, ed è questo il mio vero invito, e vorrei tornare a quello.

Non mi resta altro che salutarti, invitarti – perché no? – ad accendere i chakra (che magari ti saranno definiti meglio, uno per uno, da degli esperti di yoga), e di offrire, soprattutto, questa energia che vorresti sviluppare al mondo intero.

E, soprattutto, di cercare la presenza; in questo modo siamo tranquilli, e siamo sicuri di non andare ad attivare cose che poi non sappiamo gestire.

Per questo preferisco suggerire la meditazione di consapevolezza, la Vipassana www.meditazionevipassana.it

O la Meditazione che Buddha chiamava “Metta” che favorisce la benevolenza, la pace interiore e l’Apertura del Cuore: www.comemeditare.it/metta

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