CORONAVIRUS: 2 MEDITAZIONI da fare, come farle e perchè funzionano

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CORONAVIRUS: 2 MEDITAZIONI da fare, come farle e perchè funzionano

Guarda il video di circa 17 minuti e quando vuoi fare la meditazione guidata consigliata trovi il link appena sotto il video:

clicca qui per fare la meditazione Karuna Guidata

(oltre alla meditazione guidata di circa 25 minuti trovi anche preziose informazioni su Karuna la meditazione della compassione e su come funziona)

il mantra suggerito è questo:

TAYATA OM BEKANDZE BEKANDZE MAHA BEKANDZE RANDZE SAMUNGATE SOHA

se vuoi puoi fare partire il video-audio col mantra cliccando qui sotto:


Trascrizione del video: CORONAVIRUS: DUE MEDITAZIONI DA FARE, COME FARLE E PERCHÈ FUNZIONANO

Oggi parliamo di meditazione e Coronavirus.

Si è diffuso il terrore su questa infezione e quindi vedremo come la meditazione ci può essere di sostegno: la cosa può suonare un po’ strana, e anche a me lo sembra, ma mi è proprio stato chiesto; e se guardiamo bene proprio al Coronavirus, vediamo che effettivamente esistono un paio di meditazioni che possono venirci in aiuto, e anche profondamente.

Ti offrirò due meditazioni diverse, due tipologie di meditazione completamente differenti; di cui la seconda assomiglierà un pochino a una pillolina magica, da assumere anche facilmente, ma quella a cui io credo più fortemente è la prima: si tratta di una meditazione che va a lavorare molto più sottilmente, molto più nel profondo, e che va a creare proprio una bolla di protezione; aiuta proprio a non esporci al rischio del Coronavirus.

Perchè questa meditazione funziona e come sta accadendo

Per capire bene queste meditazioni, che ti spiegherò in seguito nei dettagli come fare, c’è bisogno prima di approfondire cosa sta succedendo con questo virus, e di capire anche come funziona il nostro sistema immunitario (le due cose sono strettamente legate).

A cosa stiamo assistendo con questa faccenda del Coronavirus?

Stiamo assistendo a un terrore, a una paura diffusissima che si sta protraendo; non è che abbiamo paura di venir schiacciati da un elefante e basta spostarsi: siamo letteralmente esposti, per tante ore e tanti giorni, proprio al terrore.

Questo stato di cose, come ti potrà confermare qualsiasi medico, ci espone proprio a una serie di reazioni chimiche nel nostro corpo che ci espongono allo stress, all’ormone che viene prodotto nelle situazioni stressanti e che si chiama Cortisolo.

A livello fisico, quando c’è paura, iniziano a nascere tutta una serie di problemi a livello circolatorio, digestivo, problemi del sonno e altri disagi: tutta una serie di concatenazioni e, appunto, un notevole aumento del livello di Cortisolo; inoltre, l’essere esposti alla paura in maniera costante abbassa notevolmente le nostre difese immunitarie.

Guardandoci intorno cosa vediamo?

Paura.

E quindi, a livello medico, noi ci stiamo esponendo a qualsiasi altra malattia.

Guarda caso, i malati più gravi di Coronavirus sono persone colpite anche da altre patologie e che, di conseguenza, avevano anche un sistema immunitario compromesso.

Immagina cosa può succedere in un mondo immerso nella paura.

Questo stato di cose ci espone ancora di più a questo virus e a non rispondere ad esso in maniera adeguata.

È paradossale: noi abbiamo paura di qualche cosa e questa stessa paura ci espone ancora di più all’oggetto del nostro timore; non c’è soluzione, non serve nemmeno avere paura della paura.

Allora ci si può domandare quale sia la soluzione; è normale essere spaventati in questi casi, è umano.

Innanzitutto serve la consapevolezza: stare con i piedi per terra e la meditazione in generale (perciò ti invito alla meditazione in generale, come quella del “Calmo dimorare” che trovi gratis qui).

Ma non è questo che ti voglio proporre  perchè, in realtà, c’è una soluzione molto più profonda ed efficace; quella che in tutte le tradizioni religiose riguarda lo sviluppo di un’attitudine esattamente contraria alla paura.

Cosa fa la paura?

Anche la psicologia lo dice: nel corpo puoi proprio sentire fisicamente, ti sarà capitato, una sorta di corazza a livello del petto; il petto si contrae quando si è spaventati.

Se il petto si contrae ti è molto più difficile aprirti alla gioia e all’amore nei confronti degli altri.

Guarda caso, tornando a osservare le dinamiche della situazione, stiamo iniziando a diffidare gli uni degli altri: non andiamo più nei luoghi pubblici, ce lo hanno proprio vietato.

Chiudono i teatri e tutti gli altri centri di aggregazione; quando c’è una crisi, invece, sarebbe proprio bello potersi aiutare gli uni con gli altri.

Non sto dicendo di fare il contrario di quello che ti viene detto e di esporti ai rischi, sto dicendo di osservare le dinamiche.

Possiamo benissimo proteggere noi stessi e gli altri, per esempio con una mascherina, ma non dobbiamo per forza diffidare degli altri e non aiutarli; al contrario è bello sapere che c’è qualcuno che si è prodigato per aiutare gli altri.

Un’altra dinamica che possiamo osservare quando abbiamo paura, è che noi deleghiamo una parte della nostra libertà: permettiamo al potere costituito di aumentare il controllo su di noi.

Lungi da me il voler fare del complottismo o cose del genere, sto semplicemente dicendo di osservare la realtà: noi stiamo autorizzando qualcuno, per il nostro bene, a limitare la nostra libertà; come, per esempio, la libertà di movimento, arrivando anche a recluderci dentro casa.

Tutto ciò può accadere solo se siamo in presenza di una paura riconosciuta e molto diffusa, e questo è proprio quanto si sta verificando.

Perchè dico “lungi da me voler fare del complottismo”?

Perchè parlare di complotti non ci aiuta: invece della paura avremo la rabbia, ma anche la rabbia comprime il petto (e in aggiunta abbiamo anche altre cose a livello addominale) e non è perciò risolutiva.

Esiste una soluzione, di cui tutti i saggi hanno parlato, e che dice di aprire il cuore all’amore e di amare il proprio nemico; lo sviluppare una attitudine amorevole nei confronti degli altri quindi, questo sì che ci può essere di grande aiuto.

La soluzione 1: la meditazione Karuna della Compassione

C’è una pratica meditativa che favorisce l’apertura del cuore e ci aiuta a guardare alla sofferenza degli altri con occhio diverso, in maniera meno diffidente e con più apertura: questa pratica si chiama Karuna (“compassione”).

Tra parentesi ho letto dei libri, nei quali sono riportati i risultati delle ricerche scientifiche sulla meditazione, e da questi libri si apprende che tra le meditazioni più potenti c’è proprio quella della compassione; questa cosa mi ha colpito molto.

Cosa fa Karuna?

Da millenni si dice che Karuna si contrappone a due “nemici” (le virgolette sono d’obbligo: non esistono nemici nella compassione).

Uno è l’egoismo, il vedere solo il nostro giardino, i nostri problemi; tutto ciò che ci chiude: questo primo livello su cui agisce questa meditazione ci fa aprire agli altri, ci aiuta a relativizzare i nostri problemi, a capire che anche gli altri ne hanno, e a guardare le cose in uno spettro molto più ampio; tutto questo contribuisce a renderci più sereni.

coronavirus e meditazioni buddisteInoltre Karuna ci aiuta ad allontanare l’ansia; e anche la crudeltà, che si sviluppa quando, essendo chiusi in noi stessi dall’ansia, non guardiamo al nostro vicino empaticamente.

Karuna è molto potente anche perchè si appoggia a una di quelle che Buddha chiamava “Le quatto sublimi dimore”:

un gruppo di quattro meditazioni sorelle che ci permettono di trovare dimora tra quattro particolari stati della mente; la principale tra queste meditazioni, detta la pratica di Metta, apre il nostro cuore alla possibilità di essere felici noi e tutto il mondo che ci circonda.

Karuna differisce dalla pratica di Metta perchè non si ferma alla benevolenza (che poi è il significato della parola “Metta”), ma ci permette di indirizzare questa benevolenza verso la sofferenza; il focus è pensare a ciò che mi fa star male, alla mia sofferenza, prendermene cura e volergli bene.

Questo non vale solo per me ma per tutti quanti: prendendo soggetto per soggetto e lavorando su questo atteggiamento di benevolenza riguardo alla sofferenza.

Ti lascio un link dove puoi scaricare gratuitamente una Karuna guidata che può aiutarti a sviluppare questo benevolo stato mentale.

clicca qui per fare la meditazione Karuna Guidata

Mi ha divertito un post di Salvatore Brizzi in cui diceva, proprio per motivi simili a quelli che ti ho enunciato prima, che la soluzione migliore per reagire al Coronavirus è proprio quello di aprire il proprio cuore.

Brizzi insiste molto sulla frase di Gesù “Ama il tuo nemico” e ci esorta ad aprire il nostro cuore, tanto che dice: “Stai con il cuore, sviluppa il cuore e, se non ne hai uno, costruiscitelo”.

Come costruirlo?

Sicuramente aprire il cuore ci è di aiuto e la compassione è la leva più indicata per riuscirci, soprattutto in questi giorni drammatici che stiamo vivendo.

Quindi Karuna è particolarmente indicata in questo periodo ed è per questo che insisto molto su di essa.

C’è poi un’altra meditazione che ti volevo offrire.

La soluzione 2: il mantra del Buddha Blu della Medicina

L’idea mi è venuta leggendo su internet che il mio maestro principale, Mario Tanavaro (che è stato per anni un monaco buddhista della tradizione Theravada da cui viene Karuna), ha invece proposto una meditazione di un’altra tradizione a cui si è avvicinato dopo essersi smonacato: la tradizione tibetana.

Nella tradizione tibetana, che è un pò più esoterica, si utilizzano vari strumenti  come, per esempio, i mantra, e in questa meditazione che ti voglio proporre viene utilizzato proprio un mantra.

Io non sono solito recitare i mantra, preferisco utilizzare strumenti di consapevolezza come la Vipassana o come Karuna, comunque si tratta di un mantra potente, a detta dei seguaci di questa tradizione, ed è il mantra del Buddha blu: il Buddha della medicina;

un Buddha sicuramente amorevole, la compassione del resto è molto presente nel buddhismo tibetano, e la qualità della manifestazione di questo Buddha specifico è quella curativa.

Questo mantra tradizionalmente va ripetuto 108 volte (ti lascio qui il mantra e ti lascio anche un link a un video di Youtube in cui il mantra viene recitato per 108 volte).

La frase da ripetere è questa:

 

TAYATA OM

BEKANDZE

BEKANDZE MAHA

BEKANDZE

RANDZE

SAMUNGATE SOHA

 

Il mio maestro Tanavaro suggeriva anche di prendere un bicchiere d’acqua, di recitare queste 108 ripetizioni al bicchiere e poi di bere l’acqua.

È una soluzione, come vedi, un po’ da pillolina magica; comunque una cosa non esclude l’altra e le due meditazioni possono essere fatte anche insieme: infatti anche recuperare l’apertura del cuore e la compassione può proteggere noi stessi e gli altri.

Perciò il mio invito è: aprire il cuore all’amore, allontanare il più possibile una paura, che da una parte ci sta ma dall’altra non ci aiuta, e di stare in questo contesto con il cuore il più possibile leggero.

Quindi: “Aiutati che Dio ti aiuta” ma, allo stesso tempo, guardiamo anche al nostro prossimo e cerchiamo di ricordarci che siamo tutti parte di uno.

Non mi resta altro che salutarti e: che tu sia felice (e libero dalla sofferenza) e che tutti gli esseri siano felici (e liberi dalla sofferenza).

 

https://youtu.be/ieOtbwb9Yss

 

 

 

 

 

 

 

 

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michele

Ciao claudio, ti faccio una domanda un po diversa: per caso conosci la pratica del chod?
Siccome ho letto un libro ”nutri i tuoi demoni” di T.Allione, in cui spiega la tecnica suddivisa in 5 fasi, che serve principalmente per venire a contatto con i nostri demoni/paure. La tecnica si basa principalmente sulla visualizzazione creativa e sulla meditazione.
E’ una pratica millenaria buddhista e siccome l’ho scoperta grazie a questo libro volevo sapere se fosse valida,visto che ho un po di scetticismo al riguardo 😀

Claudio

ciao Michele conosco bene Nutri i tuoi demoni e consiglio caldamente questa tecnica basata sul Chod.

Conosco proprio il lavoro specifico della Lama Allione e ne apprezzo sia la potenza di una pratica spirituale secolare che il modo molto psicologico per renderla fruibile e psicologicamente avanzata per un contemporaneo occidentale (a patto che abbia voglia di mettersi in gioco).

è un lavoro di integrazione con le nostre parti in ombra che troppo spesso preferiamo lasciare come sceletri nell’armadio anziche renderle parti di noi e trasformarle in alleati.

Il modo poi di usare le due sedie è una tecnica a me molto famigliare, visto che mi sono formato counselor in una scuola con una matrice nella psicoterapia della Gestalt. Infatti è una tecnica molto potente chiamata “sedia vuota e sedia bollente”.

Insomma la Allione ha fatto un ottimo lavoro unendo una tecnica antica a teniche di psicologia contemporanea, è una tecnica che ogni tanto uso anch’io su di me (forse oggi la faccio).

Che dire di più: falla e vedrai..

michele

Ciao Claudio,
Innanzitutto grazie per le spiegazioni cosi dettagliate!
(pensavo di essere uno dei pochi a conoscere il libro e la tecnica)

Ho provato una volta la tecnica e sinceramente non ho visto benefici per questo sono scettico,
soprattutto per quanto riguarda il mettersi ”nei panni” di un problema/paura dando le risposte,
mi sembra come se io forzassi le risposte,come se tutto fosse un po condizionato da me stesso.
Ovviamente questa è la mia idea da non esperto di questa pratica.
Tuttavia sostengo sempre il potere della visualizzazione in generale,
in quanto secondo me dopo la meditazione, la ”visualizzazione” è una delle tecniche più potenti.

Ti ringrazio ulteriormente per le tue spiegazioni approfondite!! 😀

Claudio

Non sono al posto tuo quindi non saprei tuttavia non mi sorprenderebbe se lo scetticismo fosse presente anche prima del fare la tecnica.

Ad esempio la sedia vuota e la sedia bollente è una tecnica molto molto potente, ma è da fare solo quando il cliente si fida di chi gliela propone ed ha già creato un clima di reciproca conoscenza altrimenti potrebbe risultare troppo strana e non immergercisi profondamente.

è umano e ci sta

carlodelli

Salute Claudio!
Un abbraccio! Sì, perché non ho nessuna paura del coronavirus. SE ho fatto un percorso di crescita spirituale vero come mai potrei avere paura di questo contagio?? Chi ha capito davvero come contattare con la meditazione il Sé Superiore NON PUO’ aver paura.
E’ come tante persone che si credono cristiane e poi hanno paura della morte!! NON sono cristiane!
Cioè… sono imbarazzato, mi verrebbe da dirlo in livornese, sarebbe efficace e anche divertente ma sembrerebbe scortese… ma se chi ti segue da tempo ha paura del virus credo abbia capito poco… non so se mi sono spiegato…
L’unica cosa che dovrebbe far paura, ma solo nel senso di operare per risolverla, è l’INCOSCIENZA umana…
Come diceva Einstein: “Due cose sono infinite: l’Universo e la stupidità umana, ma della prima non sono sicuro”
Un nuovo abbraccio Caludio! Namastè!

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