Meditazione Guidata: attaccamento alla meditazione

Meditazione Guidata: attaccamento alla meditazione

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Anche tu cerchi sempre di fare una Meditazione guidata?

Carlo domanda: “Sbaglio a fare sempre le meditazioni guidate?

Ecco cosa rispondo a Carlo, un amico-cliente del Come Meditare Coaching guarda il video (circa 6 minuti):

oppure continua a leggere la trascrizione del video…

Carlo domanda:

ciao Claudio, mi piace molto la meditazione guidata che proponi, nel senso che medito quasi sempre con quella.

Da abbonato al tuo coaching ricevo puntualmente nuove e sempre più interessanti meditazioni guidate e mi ritrovo a farne intensamente magari per una settimana di fila (per poi riprendere quella meditazione guidata vipassana a cui sono affezionato.

Tu dici che sarebbe opportuno fare a meno delle meditazioni guidate e allo stesso tempo dici che ne fai di nuove anche per te stesso mi spieghi meglio cosa fai tu per te stesso e cosa consigli di fare? sbaglio a fare sempre le meditazioni guidate?

No, non sbagli a fare le meditazioni guidate, specie se, come dici, le vari ogni tanto.

Meditazione Guidata attaccamento

Anche io ho una meditazione guidata che preferisco rispetto alle altre, specie in certi periodi magari faccio più una piuttosto che un’altra, e già te l’ho anticipato:

io le faccio le meditazioni guidate, anzi io ho cominciato in qualche modo a registrare le meditazioni proprio per me, perché in alcuni momenti, tipo appunto da sdraiati, io ho bisogno di sentire una voce altrimenti mi addormentavo.

Visto che volevo farla in un certo modo ho cominciato a registrarmi, quindi ho scritto il testo, l’ho letto e poi l’ho fatta per me stesso.

Quindi va benissimo fare una meditazione guidata, certe volte ce n’è proprio bisogno, perché sentiamo di più il bisogno di una guida, di un appoggio.

Quand’è che seguiamo la guida?

Quando abbiamo paura di perderci. Allo stesso tempo, perderci un po’, specie in una meditazione come la meditazione Vipassana, può essere utile.

Che cosa voglio dire con questo?

Intanto legandoti troppo ad una meditazione, poi ti abitui e la meditazione diventa tutta piatta, tendi a perderti il momento presente.

Tra l’altro, in una meditazione guidata, si può dire per esempio di stare attento al pensiero, ma magari in quel momento il pensiero non ce l’avevi, oppure di osservare il respiro, l’inizio, lo sviluppo e la fine, ma in quel momento non c’è l’inizio, non c’è lo sviluppo, non c’è la fine perché tu stai vivendo un’esperienza diversa da quella che la guida, e quindi la meditazione guidata sta proponendo.

Ed è bello, in un percorso di consapevolezza, soprattutto in meditazione Vipassana che è a mio avviso la meditazione di consapevolezza per eccellenza, è bene stare con l’esperienza piuttosto che con la guida, vedi la differenza.

Questo non vuol dire che è sempre sbagliato fare la meditazione guidata, o è sempre sbagliato non farla. È bello ogni tanto cambiare esperienza, non appoggiarsi troppo a una meditazione piuttosto che un’altra.

Anche io ho la mia preferita, capisco che tu ne hai una che preferisci alle altre.

Ogni tanto permettiti di usare un timer piuttosto che usare sempre e solo le meditazioni guidate, oppure tu dici che fai per una settimana la nuova meditazione che ti arriva nel Come Meditare Coaching, che va benissimo, e la fai per una settimana.

Magari prova a fare qualche esperienza successiva, o anche dello stesso tipo di meditazione, quindi con la stessa enfasi, lo stesso focus di quella meditazione fatta da te, né qui ora, quindi non so, se è una meditazione sdraiata fai una meditazione sdraiata senza guida, certo con quella sdraiata ho preso l’esempio più particolare, fai una meditazione dell’apertura del cuore.

Ormai conosci, hai un’indicazione su come farla, l’hai ascoltata più volte, ti sei allenato a farla proprio nella pratica, senza troppe istruzioni e materiali da leggere, l’hai fatta, rifatta e rifatta ancora, hai capito più o meno come funziona: ecco, falla per conto tuo e vedrai che quella meditazione sarà ancora più in linea con il qui ora di quel momento, quindi ancora più efficace come sviluppo della consapevolezza.

 

Quindi, ecco cosa ti consiglio di fare: cerca di variare il più possibile, usa tutte le volte che vuoi una meditazione guidata perché può esserti utile avere un appoggio, e ogni tanto sperimenta anche senza appoggio.

Più riesci a farle senza appoggio meglio è, anche perché sei più libero, non hai bisogno di un mp3 né di altre cose, vai più sciolto.

Allo stesso tempo, anche con le nuove meditazioni guidate che ti arrivano di volta in volta, puoi sperimentarle: all’inizio appoggiandoti alla guida, e poi, una volta…è un po’ come l’esempio della città che ti facevo prima: all’inizio vai con la guida, poi magari le strade le hai fatte, le hai rifatte, le hai percorse, conosci bene la strada, e non hai più bisogno di una guida.

Puoi andare per conto tuo. Questo è un po’ lo scopo; poi magari un giorno sei stanco, sei più distratto, hai più bisogno di un appoggio, e ti riappoggi alla guida, ce l’hai lì, ci sono le meditazioni guidate di cui disponi e quindi ne fai uso liberamente quando più ne hai voglia.

Tra l’altro nel Come Meditare Coaching vedi che ci sono meditazioni guidate molto diverse l’una dall’altra, con funzioni anche un pochino diverse ed enfasi diverse, quindi può anche darsi che le hai sperimentate un po’, ritorni a fare una meditazione guidata classica come fai tu e poi magari a distanza di un paio di mesi vuoi rifare una meditazione guidata che avevi ricevuto qualche mese fa, e va benissimo, questo non può che farti del bene perché a quel punto magari hai bisogno di rinfrescare la memoria, rifacendo proprio quella guidata.

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Raffaele Panella

Ciao Claudio, potrei secondo te auto-registrarmi le meditazioni guidate presenti sul volume di Thich Nhat Hanh “Lo splendore del Loto?”, avrei anche una campana per scandire inizio e fine. Mi piacciono molto, alcune le ho memorizzate e provate ripercorrendole mentalmente ma non è un sistema che mi è sembrato molto adatto.
Grazie per tutti i tuoi consigli!

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