Cosa fare durante la meditazione

Cosa si fa durante la meditazione

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 Cosa si fa durante la meditazione?

cosa fare in meditazioneIl meno possibile.

La cosa che facciamo è quella di ricordarci di non fare niente, ma di essere.

E questa è una cosa da fare.

Sì ma, che vuol dire?

Materialmente che devo fare?

Inizialmente, tu ti metti lì; ti siedi – idealmente, ma si può fare in qualunque posizione – e, se non hai disagio, oltre a sederti puoi tenere gli occhi chiusi, che è anche meglio (perché, quando stiamo seduti e con gli occhi chiusi, la mente tende a sopirsi, a calmarsi, senza essere distratta da mille pensieri).

Lo scopo della meditazione è appunto, come accennavo, fare il meno possibile; quindi, per esempio, pensare il meno possibile.

Questo non vuol dire che non devi pensare (perché è impossibile); si tratta piuttosto di non dar retta ai pensieri quando escono, ma sapere comunque che ci sono: quindi di non seguirli, facendoti irretire da loro e facendoti trascinare via da questa sequenza infinita di pensieri, ma di allenarti a riconoscerli.

Non è una cosa semplicissima da fare, visto quanto siamo abituati a identificarci con i nostri pensieri e a credere a quello che ci dicono.

Ad esempio, una cosa che ti possono dire è: “Io non riesco a meditare, non sono proprio capace” (questo è un pensiero, e te ne puoi rendere conto).

In realtà, meditare significa stare nella posizione di colui che osserva, e che si conosce sempre più.

Cosa fare all’inizio della meditazione

All’inizio, è utile calmare un po’ la mente, e quindi è utile rilassarti; per rilassarti, e non dare troppo retta ai pensieri, è utile cercarci un punto di riferimento, perché se non abbiamo un punto di riferimento – e siamo all’inizio – è facilissimo perderci di nuovo.

E allora, come punto di riferimento, usiamo il respiro.

Si possono usare anche altre cose: i mantra; le sensazioni corporee, e quindi ci facciamo una scansione del nostro corpo.

Però, se usiamo il respiro, normalmente ha anche un effetto calmante, e questa calma ci aiuta a dare meno retta ai pensieri, che altrimenti sorgono in continuazione.

E quindi ci rendiamo conto che i pensieri ci sono, ma si diradano; poi, ci ridistraggono, e allora noi che cosa facciamo?

Portiamo l’attenzione al respiro.

Cosa si fa in meditazione piena

Quindi, in estrema sintesi: che cosa facciamo in meditazione?

Cerchiamo di essere.

E cosa vuol dire “essere”?

Essere presenti, essere testimoni: sapere che stiamo pensando, sapere che stiamo provando delle sensazioni; sapere che cosa ci sta capitando.

E sapere che cosa ci sta capitando, vuol dire essere in quello che ci sta succedendo.

Quindi è questo che facciamo: cercare di essere presenti a noi stessi, qualsiasi cosa ci stia capitando.

Quindi, come vedi, non è che questo abbia molto a che fare con il fare.

Cosa fare quando non sai bene come fare

Ha, invece, a che fare con il fare quando ti chiedi: “Cosa devo fare”?

Quando ti chiedi questo, vuol dire che lì c’è della distrazione: i pensieri ti avevano trascinato via fino a quell’istante e, a quel punto, ti dici: “Oddio ma che sta succedendo, cosa devo fare?”

Quindi, ogni volta che ti chiedi cosa fare: semplicemente, riporta l’attenzione al respiro.

E, mentre segui il respiro, piano piano puoi vedere che ci sei, sei presente; e quindi, sta sorgendo di nuovo l’essere.

Viviti quel momento.

Qualsiasi cosa poi emerga: un pensiero; una sensazione; oppure un suono che ti sta accalappiando e portando via, e ti stai distraendo: notalo, va bene, non c’è nulla di sbagliato in meditazione – assolutamente, va tutto bene.

cosa è sbagliato fare meditando

È sbagliato non meditare: mettersi seduto e lasciarsi trascinare via dai pensieri, senza metterci un po’ di energia e di attenzione.

Ma l’attenzione la metti in qualsiasi cosa tu fai; quindi, se ti accorgi che però – nonostante ci stai mettendo la tua buona volontà, la tua dose di energia e attenzione – ti stai comunque distraendo, va bene lo stesso.

Non devi esagerare nello sforzo.

Si tratta di rilassarti, e di stare con quello che c’è: e quindi di essere presente, con quello che c’è.

Ricapitoliamo.

Cosa fare?

Cerca di appoggiarti al respiro; ogni volta che ti senti confuso, o confusa, e ti chiedi cosa fare: semplicemente porta l’attenzione all’esperienza del respirare.

Cerca di portarti, quanto più possibile, nell’esperienza di quanto stai vivendo; cominciando dal respiro, perché ovviamente è in quello che stai ponendo la tua attenzione.

Quando starai presente a te stesso o a stessa, permettiti di accogliere tutto quello che succede.

Ti distrai?

Sei confuso?

Ti poni delle domande?

Ok: cosa ti sta succedendo?

Indaga.

Indaga con curiosità; e non parlo di indagare razionalmente, ma esplorando cosa sta accadendo nel tuo qui e ora.

Stai pensando, indaghi: cosa mi sta succedendo mentre penso?

Sto respirando, indaghi: cosa sto vivendo in questo momento?

Questo è il tipo di curiosità, e di indagine, che fai durante la meditazione.

Durante la meditazione, c’è chi ti dice: “Non fare niente”.

In realtà, è vero che c’è poco da fare e che c’è tanto da essere, ma, nell’essere, c’è tanta roba che emerge; e il vuoto che noi cerchiamo di creare, tenderà a riempirsi di un sacco di cose.

Senza dare troppo retta a quello che emerge, però cerca di vivertelo tutto quello che ti arriva.

Cosa vuol dire “vivertelo”?

Significa, per esempio, che arriva un pensiero che ti dice: “Non riesco a meditare”; questo pensiero c’è, non lo cacci via.

Lo accogli: “C’è un pensiero che mi dice che non riesco a meditare. Ok, lo riconosco: è un pensiero”; e poi se ne va, da solo.

E poi emerge un altro pensiero: “Però, quando vedo Claudio, gli devo proprio fare questa domanda, perché a me questa cosa proprio non mi convince”; anche questo è un pensiero.

All’inizio è più difficile accorgersi di questi pensieri – soprattutto di questi, che sono un po’ più subdoli – e tendi a credere che non riesci davvero a meditare; ci sta che puoi essere un po’ confuso – e che tendi quindi a fare delle domande – ma riconosci che è tutto un lavoro cognitivo.

E che è anche una aspettativa, un senso di prestazione: devo meditare bene, e devo sapere quello che mi deve succedere.

Che cosa ti deve succedere?

Ogni qui e ora, ogni momento, è diverso: da un momento all’atro, per ciascuno di noi; e da una persona a un’altra.

Quindi cosa ti deve succedere?

Quello che ti succede.

Momento per momento.

Non lo posso sapere io, prima; ma non lo puoi sapere nemmeno tu, prima.

Lo puoi vivere momento per momento.

Ecco, la curiosità è questa: cosa fare? stare momento per momento con quello che c’è.

Tranquillamente, senza troppe aspettative e senza anticipare nulla, ma rilassandoti.

Detto in soldoni, in maniera ancora più chiara (ti ho voluto dare la versione completa, ma posso farlo anche più semplicemente): stai con quello che c’è, rilassati.

Normalmente non stai con quello che c’è, dai retta ai pensieri; rilassa questa mente: è sempre così occupata, persino durante la notte – e anche quando sogniamo – ha un sacco di lavoro da fare.

Autorizzati a staccare la spina un attimo, metti la mente e i ragionamenti in stand-by.

E ogni volta che ti accorgi che un pensiero sta entrando nel tuo campo di esperienza, va bene: riconoscilo.

Non aggiungerci il carico di: “Non deve succedere”; perché sono altre aspettative.

Chi l’ha detto che non deve succedere, è quello che sta succedendo.

Se quello che devi fare in meditazione è stare con quello che c’è, e sta succedendo quello, stai con quello.

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