Come Meditare Correttamente e Posizione Meditazione

Come Meditare Correttamente e Posizione Meditazione

Hai mai avuto dubbi su come si fa a meditare correttamente?
Spesso perdiamo molto tempo a pensare alla corretta posizione, ma come vedrai, basta un piccolo accorgimento:

per meditare correttamente -ancora più della posizione- ritengo sia fondamentale capire “cosa fare”, quale atteggiamento mentale assumere.. Oggi parliamo dell’essenza della meditazione e torniamo alle “basi”

Puoi guardare il video (di circa 13 minuti) o leggerne la trascrizione qui sotto:

Un altro pezzo “rubato” al “come meditare coaching” clicca per saperne di più su come funziona: “come meditare coaching

Ci sono due domande di Giulia.

La prima dice: “Ho difficoltà a trovare la corretta posizione in meditazione. Spesso mi trovo ricurva e non capisco se sto facendo bene. Mi aiuti?”

Posizione in meditazione

come meditare correttamenteOgni tanto è utile ripartire dall’ABC quindi fa benissimo porsi queste domande.

C’è un trucco che mi ha aiutato tantissimo. Anzi, te ne dico due.

Immagina di avere una corda che ti tira su e ti tiene sollevato dalla cima della testa, dove si trova la vertigine.

Il mento quindi, va leggermente rivolto in dentro verso il petto,  e la spina dorsale diventa dritta ma non rigida.

Se immagini questo filo che ti tira in alto succede una cosa molto semplice. La colonna si mantiene non rigida ma bella dritta in modo naturale.

Il resto del corpo lo puoi abbandonare, possiamo anche lasciare le spalle morbide, appoggiandole alla colonna.

Se la colonna è portante, il resto del corpo lo possiamo tranquillamente adagiare, su questo sostegno.

Anche solo questa posizione ti può aiutare.

Consiglio di non appoggiarsi allo schienale: in caso di difficoltà, meglio appoggiarsi sulle reni, magari mettendo un cuscino tra noi e lo schienale.

La pancia va in dentro, la posizione è fiera. Immagina una montagna, senti una rilassatezza  e allo stesso tempo una fierezza.

L’equilibrio che aiuta a ottenere l’attenzione derivante dalla colonna vertebrale dritta, e la rilassatezza è derivata al fatto che il resto del corpo è abbandonato alla colonna.

Io suggerisco di immaginare la corda, altri consigliano di rilassare le spalle immaginando di portare due secchi in mano, con il peso sulla cinta che ti tira avanti e altro, ma qui le cose diventano esagerate.

Basta pensare alla fierezza della colonna vertebrale, al resto del corpo rilassato e vedrai che questo ti aiuterà. Iniziamo così e ogni tanto ricordiamoci di questa cosa.

Se durante la sessione di meditazione ci vengono dei dubbi sulla correttezza della posizione, la cosa da fare è molto semplice.

Con attenzione e consapevolezza, senza farlo d’istinto, scegliamo di muoverci ondulando un po’ avanti e un po’ indietro fino a trovare di nuovo il centro. Se ogni tanto ripetiamo questa cosa, sarà più facile ritrovare la posizione.

Vediamo un’altra domanda di Giulia.

Come Meditare Correttamente

“Dopo mesi di meditazione ho l’impressione di non farlo correttamente. Finalmente con Come Meditare Coaching mi sento guidata da qualcuno di molto pratico. Mi aiuti a ricominciare in modo chiaro per capire una volta per tutte come meditare correttamente?”

Abbiamo già parlato della posizione: immagina il filo che ti solleva in modo da tenere la colonna vertebrale dritta ma non rigida e il corpo rilassato.

Direi di non perdere altro tempo sull’argomento perché ho dato un’indicazione che comunque non è legge: si può meditare in qualsiasi posizione.

Avere la colonna dritta ma non rigida aiuta a non addormentarti e a non stare troppo ricurvi o scomodi: è un equilibrio tra le due cose.

cosa fare per meditare correttamente

Possiamo verificare da soli se ci abbandoniamo troppo, se tendiamo a vagare con la mente, a distrarci facilmente: magari siamo troppo rigidi e facciamo fatica, o ci vengono brutti pensieri perché siamo agitati.

Dobbiamo stare attenti perché potremmo anche farci male fisicamente. Serve un buon equilibrio tra le due cose: normalmente stare comodi aiuta a mantenere mente e corpo rilassati, quindi le due cose vanno di pari passo.

Detto questo, tendenzialmente il consiglio è tornare, riportare l’attenzione al corpo o al respiro. In questo caso il respiro ci aiuta tantissimo ed è il lavoro principale da fare.

Mi rilasso, mi siedo, osservo il corpo, osservo il respiro, poi ci accorgeremo lentamente di qualcosa.

Quando siamo rilassati è più facile che la mente si liberi e che cominci a esplorare. Cosa esplora? Esplora tutto quello che succede.

A un certo punto invece di essere strettamente legato al respiro, noterai cosa succede dentro e intorno a te e prenderai nota di tutto.

Ti distrarrai ancora, cento volte, mille volte. Ogni volta che ti rendi conto di essere distratto, torna al respiro o al corpo.

La mente si espande di nuovo tu puoi stare in questo stato.

Durante la meditazione può succedere di tutto.

Puoi provare sensazioni di grande piacevolezza, estatiche. Puoi provare una profonda pace.

Puoi persino vedere quanto sei nervoso quel giorno. Magari non ti piace affatto e non vedi l’ora di smettere di meditare e di andartene.

Altre volte hai messo il timer e hai la sensazione che il tempo non passi più. O il tempo può correre fin troppo velocemente.

Potresti dire: ”Oh guarda, è già finita, stavo così bene”.

Ogni sessione è diversa, non aspettiamocene una uguale a un’altra già vissuta perché con la meditazione andiamo a stare in quello che c’è, ma quello che c’è nel qui ora è sempre diverso dalla volta precedente.

Ci possono essere esperienze simili, una dopo l’altra, o tante diverse: non è detto.

Apriamoci alla meditazione e all’accogliere l’esperienza che sorge nel momento in cui siamo lì.

Il “trucco” del cinema

Quando mi siedo a meditare c’è un atteggiamento psicologico che mi aiuta tantissimo: immaginare di essere seduto al cinema.

Mi dico: “Vediamo un po’ cosa succede oggi, vediamo cosa c’è oggi”.

Osservando il corpo alle volte mi accorgo della presenza di alcune tensioni, di alcuni dolorini, dei gorgoglii.

Magari sono raffreddato e non me ne ero reso conto, perché semplicemente non avevo riportato l’attenzione al corpo.

Magari mi rendo conto di alcuni dolorini di cui non mi ero accorto perché magari ci convivevo facendo uno sforzo, trattenendomi invece di porvi rimedio.

Se sono raffreddato di conseguenza cerco di stare più attento a coprirmi bene, a come uscire, a soffiarmi di più il naso o assumendo più vitamine.

Posso porvi rimedio e questo è fondamentale.

Posso anche osservare quanto sono nervoso, quanto sono consapevole, quanto sono distratto: anche questo è un livello di consapevolezza davvero molto utile.

Se non avessi meditato magari non mi sarei accorto di essere tanto nervoso e avrei rischiato di litigare con qualcuno: allora starò più attento a come mi comporto.

Posso rendermi conto di essere molto distratto: anche in questo caso posso stare più attento quando chiudo il gas in cucina o dedicare più attenzione alle cose più delicate.

In questo modo ecco che creo meno danni. Posso anche rendermi conto di dove ritorna la mente: non si dice forse che la lingua batte là dove il dente duole?

In questo modo ci rendiamo conto di cosa c’è in essere che non va, facendo più attenzione a quello che ci accade intorno.

Questo porterà alla luce tante cose interessanti e non sempre piacevoli, ma di cui si può piacevolmente prendere nota integrandole meglio nel quotidiano, capendo come funziona.

Questo ci dà pace perché quando capisco come funziona, posso porre dei rimedi e uscire più rapidamente dalla buca del marciapiede dell’esempio.

Potrei persino evitare la buca.

Ecco come meditare correttamente. Possiamo fare tutto questo grazie alla meditazione.

Ricapitolando:

  • la posizione non è fondamentale ma è d’aiuto tenere la colonna dritta ma non rigida.
  • Cerca di essere accogliente rispetto l’esperienza.
  • Ogni volta che poi torna alle sensazioni corporee e al respiro,
  • permettiti di accogliere rimanendo in una posizione di osservatore.
  • Accogli le esperienze che sorgono mentre stai meditando.

In questo senso tecnicamente la meditazione è molto semplice da fare. Ritorniamo proprio all’essenziale.

Ringrazio per la domanda sul come meditare correttamente.

I pensieri “amici”

In molti pensano che sia corretto eliminare i pensieri ma non è così.

I pensieri non sono nemici da eliminare, ma sono dei pessimi padroni: non possiamo permetterci di lasciare che governino troppo la nostra mente.

Possiamo però usarli, quindi facciamolo.

Quand’è che li usiamo? Li usiamo quando siamo consapevoli di quello che stiamo pensando, quando siamo protagonisti della nostra vita.

Posso quindi rendermi conto che i miei pensieri mi stanno portando altrove: in quel momento spesso ci critichiamo per aver pensato ma è in quel momento che ci siamo accorti della presenza del pensiero.

Grazie a questo possiamo tornare ad essere padroni della vita.

Siamo noi ad essere consapevoli della presenza di un pensiero e in quel momento il pensiero diventa il soggetto, non più il soggetto della nostra vita.

L’oggetto viene osservato ed io torno protagonista della mia vita.

In altre parole: come meditare correttamente?

Facendo pace con noi stessi, con i pensieri, con la distrazione, col nervosismo e con tutto ciò che fa parte di noi, accogliendo questi aspetti come parte di noi che in quel momento c’è, sapendo che prima o poi c’è.

Ecco come meditare correttamente.

 

Marco dice:

“Devo ringraziare la meditazione perché grazie a lei ho capito le mie paure, da quella di perdere il lavoro a quella di ammalarmi.

La meditazione mi aiuta su due fronti: da un lato mi ha aiutato a capire e a capirmi, dall’altro mi aiuta a vivere nel presente.

Sento di vivere più pienamente la mia vita nonostante i lavori, i doveri e tutto il resto. Grazie alla meditazione infatti mi gusto di più, mi metto in gioco di più, insomma… vivo di più”.

Complimenti Marco, hai colto l’essenza della meditazione. Sono molto felice che tu l’abbia fatto tuo.

Queste sono parole che cerco di spiegare in modo più o meno diverso da te ma queste sono parole tue e sono felice che tu stia facendo tesoro della tua vita di tutti i giorni, di questa esperienza meditativa.

Mi congratulo.

Finite le domande, possiamo andare ai saluti. Che tu sia felice e che tutti gli esseri siano felici.

Un altro pezzo “rubato” al “come meditare coaching” clicca per saperne di più su come funziona: “come meditare coaching

 

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Michele De Luca

Se si tratta di meditazione indirizzata al successo inteso come autostima,miglioramento della crescita personale,e raggiungimento degli obbiettivi ben venga,dato che già sto facendo un percorso di crescita e di meditazione.Grazie per le risposte,e l’onestà!

Michele De Luca

Ciao claudio,in base alla mail che hai inviato farò il corso online di deepakchopra.
è utile?sono bravi nell’insegnare e guidare?
Attendo risposta

Claudio

ciao Michele, quando chiedi se sono bravi nell’insegnare e nel guidare mi fai venire dei dubbi su cosa ti aspetti dal percorso con Chopra.

Il percorso con Chopra è senz’altro valido e loro sono molto bravi. Ma hanno un limite rispetto all'”insegnare e al guidare” nel senso che è un percorso finalizzato a “cercare il successo” e già questo si allontana un po’ rispetto ad un insegnamento di “liberazione”.

Cercare di “ottenere” qualcosa crea attaccamento e quando ti attacchi a qualcosa, ti leghi e non sei “libero”… Questi percorsi di Chopra sono utili senz’altro specie a qualcuno che sta già seguendo un suo cammino di crescita personale.

Se vuoi un insegnante che ti guidi non lo troverai nel percorso di Chopra

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