Come Meditare Correttamente: Raccolta di errori ed equivoci sui pensieri in meditazione

Come Meditare Correttamente:
Raccolta di errori ed equivoci sui pensieri in meditazione

In meditazione spesso cadiamo in piccoli equivoci che talvolta si trasformano in veri vizi e errori che non ci permettono di approcciare la pratica meditativa in modo corretto.

Molti di questi equivoci riguardano il nostro rapporto coi pensieri.

come meditare correttamente collana errori sui pensieriQui ho pensato di raccogliere assieme, come un filo di una collana, vari articoli in cui parlo degli errori e degli equivoci più comuni circa il nostro rapporto coi pensieri in meditazione.

A parte raccoglierò altri equivoci.. (occhio al prossimo articolo quindi)

Se vuoi vedere direttamente tutti questi contenuti in video raccolti assieme clicca qui per vedere una playlist, altrimenti prosegui la lettura

La prima “perla” della collana riguarda il modo che abbiamo di collocare i pensieri nello stato meditativo e risponde un po’ alla domanda: “i pensieri sono amici o nemici”:

Come Meditare Correttamente
equivoco sui pensieri: sono amici o nemici”

Spesso chi non sa come meditare e comincia magari da solo a casa, può pensare che meditare significhi proprio riflettere, pensare “meditare su un argomento”.

Complice spesso la frase di Cartesio “penso quindi sono”.

Chi medita da un po’ invece capisce che i pensieri non ci sono poi così tanto di aiuto, al contrario ci costringono a dare retta ad una serie di fantasie..

meditazione come si faGià perché i pensieri cosa sono se non fantasie?

Ma quindi alla fine i pensieri sono dei nemici? No la realtà è molto più “articolata” quanto semplice: i pensieri sono degli ottimi servitori ma dei pessimi padroni

Se vuoi saperne di più su questo argomento vai su: come meditare correttamente 2: pensieri amici cliccando qui (si aprirà l’approfondimento in una nuova finestra e potrai tornare a leggere il resto tornando in questa pagina successivamente)

Quindi i pensieri non sono dei nemici, ma una nostra funzione molto preziosa finchè siamo noi a decidere di pensare, il problema è quando questi pensieri si insinuano dentro di noi e non li riconosciamo neppure.

Uno dei modi classici che hanno di insinuarsi è quello di annidarsi dietro le aspettative

Ne parlo nella seconda perla della collana:

Equivoco dei pensieri mascherati da aspettative

“non riesco a meditare” è una sensazione dietro la quale c’è spesso un’aspettativa: una serie di schemi di pensieri giudicanti che ci fanno mettere l’esperienza del “momento presente”, il “qui ed ora” in una casella preconcetta.

Il momento presente, quindi, che dovrebbe essere il fulcro della nostra pratica meditativa, viene ostacolato da idee, concetti idee su come meditare correttamente o no.

Beh in questo articolo (e non è neanche il primo in cui ne parlo) intitolato Come Meditare Correttamente errore 3: Smettere di meditare per le Aspettative -che trovi cliccando qui– parlo proprio di questi preconcetti: idee nascoste ed insidiose.

Come possiamo stare nel momento presente se lo vogliamo incasellare in idee e schemi costruiti nel passato?

La verità è che non è possibile non riuscire a meditare se siamo in grado di stare con quello che c’è nel presente, al contrario smettiamo di meditare proprio per colpa di idee e schemi che ci distolgono dal momento presente giudicandolo sbagliato e quindi ci fanno smettere di meditare…

Se ancora non ti è chiaro e vuoi saperne di più clicca qui

Comunque nella terza perla della collana capiremo meglio come usare la nostra parte cognitiva -proprio quella dei pensieri- a beneficio della meditazione.

Infatti vedremo come meditare non significa affatto “non pensare”

Errore 4 (il terzo sui pensieri): Meditare non è “non pensare”

Se dovessi semplificare al massimo e spiegare come si medita ad un principiante ebbene gli direi semplicemente di iniziare spostando il pensiero sul respiro.

Ma vediamo a rallentatore quello che ho appena detto “spoostaaandoo il peeensieerooo” (abbi pazienza oggi mi è presa così 😊 ).

Hai capito bene: non “annullo” il pensiero, piuttosto lo “oriento”, lo “sposto” su qualcosa da osservare come il respiro.

Questo è tipico delle tecniche chiamate “samatha”, anticipazione fondamentale per la meditazione vipassana, di cui la “meditazione del calmo dimorare” ne è un esempio.

Se non l’hai ancora fatto trovi qui questa meditazione guidata gratis.

Se il mondo dei pensieri mi trascina e mi fa perdere in un mondo fatto di fantasie, di preoccupazioni di recriminazioni, spostare il nostro pensiero sul corpo o il respiro mi riportano nel “qui ed ora”.

Clicca qui se vuoi saperne di più sull’errore 4: Meditare Significa Non Pensare.

 

Se vuoi vedere i contenuti di questi articoli in formato video eccoti una playlist:

 

 

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Claudio

ciao Renata, che bello ti ricordi ancora di me dopo tutti questi anni! Sai che ho avuto modo di seguire il tuo esempio in carcere? Con gratitudine e metta sono anch’io felice di ritrovarti

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