Come Meditare col sonno e la Tecnica di Meditazione del contare

Come Meditare anche col sonno e la Tecnica di Meditazione del contare

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Il bello di queste tecniche di meditazione ti aiutano a meditare anche quando i pensieri si accavallano in modo “incontrollato”…

se invece il tuo scopo è avere una meditazione per l’insonnia allora leggi qui

Guarda il video ora! dura solo 8 minuti (o leggine la trascrizione sotto):

Hai sonno e vuoi meditare?

Difficile vero?

Capita a tutti.

Ci sono però dei trucchetti che ci possono aiutare anche in quei momenti, vediamoli insieme.

Meditazione e sonno: controllare la posizione eretta

La prima cosa che io faccio, quando ho sonno e tendo ad accasciarmi, è verificare la posizione: talvolta durante la meditazione ci si incurva, e questo causa sonnolenza (mentre una posizione troppo scomoda invece ci agita).

Tendenzialmente verificare qual’è la nostra posizione è uno dei trucchi più semplici e, al contempo, più potenti; dopo di che, quindi, che cosa faccio?

Verifico che la colonna vertebrale sia eretta e la schiena diritta ma non rigida: il trucco è immaginare una corda appesa alla sommità del capo che ti tira verso l’alto, su cui puoi quasi lasciarti andare sostenuto da essa; in realtà, poggi  il peso rilassato del corpo sulla colonna vertebrale che, se è in una posizione diritta e non rigida, riesce a mantenere un buon equilibrio (c’è quindi un minimo sforzo su cui il corpo si può rilassare).

Focalizzati sull’inspirazione

Un altro accorgimento, un pò più lieve, è quello di focalizzarsi più sull’inspirazione che sull’espirazione: l’inspirazione ci porta ossigeno, energia, mentre l’espirazione, al contrario, ci rilassa e ci fa abbandonare.

Puoi anche immaginare una luce bianca che entra e ti da energia.

Metti i palmi delle mani rivolti verso l’alto

Un altro trucco sottile, se mediti con le mani poggiate sulle ginocchia, è quello di rivolgere i palmi verso l’alto come se ricevessi energia: è molto sottile, cambia forse poco, ma se sommi tante cose sottili una differenza poi la senti; prova a sperimentare.

Un trucco invece più potente è quello di aprire gli occhi.

Apri gli occhi (quanto basta)

Come puoi aprire gli occhi?

Se li tieni chiusi, puoi aprirli quel tanto che ti serve per recuperare energia e depo, se vuoi, puoi richiuderli.

Puoi anche compiere l’intera meditazione con gli occhi aperti: non spalancati ma socchiusi, tenendoli verso il basso a quarantacinque gradi, in una zona neutra senza guardare nulla in particolare (a meno che non sia questo lo scopo della meditazione, in cui devi osservare oggetti o immagini); ti focalizzi su un punto che guardi con occhio sfocato, ti energizza il solo fatto di ricevere luce.

Poi ci sono alcune tecniche, su cui però mi soffermerò poco per non dilungarmi.

Meditazione Sonno? Conta i respiri

Una tecnica molto diffusa è quella di contare i respiri (inspirazione ed espirazione): il numero andrebbe collocato non all’inizio della respirazionemeditazione sonno (“uno” e poi inspiro) ma alla fine del processo (inspiro ed espiro e alla fine “uno”).

Perchè alla fine, dopo l’espirazione?

Perchè, come abbiamo già accennato, è l’espirazione il momento in cui mi lascio più andare (anche ai pensieri); quindi riuscire a mantenere un pochino di concentrazione proprio in quel punto preciso può essere molto utile.

Un altro trucco di questa tecnica è quello, qualora ci si sia distratti, di ritornare all’uno; quindi: “uno; due; tre…occavolo, dov’ero rimasto?” e invece di stare a pensare al numero esatto ritorni all’uno;

contare i numeri in automatico non aiuta quindi, invece di contare da uno a dieci, si conta da uno a otto e poi si rincomincia da uno, in modo tale che ci sia sempre una certa attenzione vigile;

Contare i respiri in meditazione: seconda variante

un altro modo è quello di contare solo il numero uno senza una progressione (“uno”; “uno”; “uno”): ci aiuta a non andare da nessuna parte, ed è importante.

Oltre al contare esiste una tecnica a mio parere molto potente, molto carina che, a dirla a voce, sembra banalotta ma, se decidi di sperimentarla, vedrai quanto funziona; ti invito proprio a  provarla, così potrai vedere se ti sembra una bizzarra teoria o meno.

Espandi la mente verso l’alto

Poichè quando siamo distratti ci sentiamo un pò ottusi, ci espandiamo, apriamo la mente: con gli occhi rigorosamente chiusi, immaginiamo di proiettare la nostra attenzione verso l’alto e verso il fondo;

l’ideale è immaginare la riga del perimetro del soffitto della stanza che ci ospita(se invece sei all’aperto, ancora meglio: ti espandi verso il cielo!): fare questo aiuta davvero ad espandere la nostra mente e a limitare il senso di ottusità che ci ha invaso.

Detto questo non ti rimane alto che sperimentare, divertiti a meditare anche in quei momenti perchè avrai modo di renderti conto delle piccole differenze che fanno ciascuno di questi piccoli trucchi; puoi anche provarne uno per ogni meditazione “assonnata”, e saggiare ognuno di questi stimoli diversi che ti ho fornito.

 

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Paolo Ferrante

salve, molto interessante l’ultimo trucco (espansione della mente all’intera stanza), ma in questo caso, una volta “espansa” la mente… l’oggetto dell’attenzione rimane sempre il classico respiro o la classica meditazione camminata?

Claudio

ciao Paolo, è una cosa che fai per poco (non in camminata ma da seduto) per riaprire la mente quando senti che è troppo ottusa. Un’ altro trucco è quello di aprire gli occhi per un po’. Il tempo necessario a riattivarti, poi li richiudi e torni al tuo oggetto contemplativo (ilo respiro ad esempio).

Non si tratta di usarlo in sostituzione dell’oggetto come il respiro, ma come una “boccata” di aria per permetterti di uscire per un attimo dal torpore e ritrovare la presenza e quindi rifocalizzarti meglio sul respiro.

Per quanto riguarda la caminata, la trovo una potente meditazione specie quando siamo più distratti o addormentati, ma con la camminata personalmente mi focalizzo di più sulla pianta del piede o la parte bassa delle gambe. Puoi abbinarci anche la respirazione (TNH lo fa) personalmente non lo consiglio a chi non sa già come fare perchè può confondere: quindi pura presenza sulle sensazioni delle gambe e dei piedi

spero di esserti stato utile

Francesca

Caro Claudio,
grazie dei tuoi doni sono sempre molto felice quando vedo le tue mail, interessante la tecnica di meditazione nel carcere indiano.
un saluto e un grande abbraccio e grazie grazie grazie
Francesca

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