Karma – Corso Buddismo

Karma (Corso Buddismo)

Tratto dal corso di buddismo “Semplicemente buddismo

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Karma

il Karma è una legge meccanica, la “legge di causa ed effetto”.

Per cui se io semino delle zucchine è assai probabile, anzi altamente probabile che raccoglierò zucchine. Piuttosto non raccolgo nulla o erbacce, ma difficile che raccoglierò pomodori se ho seminato zucchine.

La causa è l’azione del seminare zucchine e l’effetto e raccogliere ciò che ho seminato.

Ricordo che la prima volta che qualcuno azzardò provare a dare un significato alla parola Karma lo tradusse come destino. Beh il destino c’entra poco e nulla specie nella visione buddista.

Carl G. Jung diceva: “Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”.

Anche la psicologia moderna parla di cause e condizionamenti, di copioni di vita, di coazioni a ripetere.

Possiamo osservare nel nostro vissuto come certe esperienze tendono a riproporsi nella vita di ciascuno.

Prova a dire ad un fumatore di smettere di fumare! Non è facile, è assai probabile che io possa dire che lui continuerà a fumare quasi come se fosse quello il suo destino: continuare a fumare.

Nel buddismo questo meccanismo, questa legge, è comunque relativa e lavorando su noi stessi è possibile spezzare e cambiare karma. Un fumatore, lavorando su sé stesso può davvero smettere anche se sappiamo che non gli sarà facile. ma è comunque possibile.

Dipende da quello che fa.. certo se compra ancora un pacchetto sarà ancora più difficile che smetta.. ma non è detto: fino all’ultimo tutto è possibile.

Certo se oltre al pacchetto compra anche l’accendino e si porta il pacchetto con sé, e lo annusa.. insomma se ogni cosa che fa va verso quella direzione la strada per continuare a fumare sarà sempre più marcata e sarà sempre più difficile vedere un effetto diverso dal fumare.

Dipende da quello che fa ed in effetti la parola Karma (kamma in pali) significa letteralmente appunto: azione.

Sono le nostre azioni che determinano il Karma. Il modo in cui agiamo in questo mondo fa la differenza.

Buddha ci invita ad agire quindi in modo “retto” a creare del karma buono, altrimenti creeremo del karma negativo.

La legge di causa effetto tuttavia è una legge meccanica e non ha nulla di morale. Non c’è nessuna punizione se raccolgo per quello che ho seminato. Nessuno mi punisce è semplicemente l’effetto di quello che ho seminato.

Se metti una moneta in una macchinetta e quella ti dà una bibita è pura meccanica non c’è né premio né punizione: così anche il karma.

Molti pensano che ci sia una connotazione morale nelle conseguenze del karma ma non è così. La morale dovremmo semmai assumercela noi nel decidere come vogliamo agire se nel bene o nel male, specie alla luce della conseguenza delle nostre azioni.

Quindi non c’è nessuna punizione o premio divino solo un ritorno meccanico. Qualsiasi evento è un’occasione di crescita dipende come noi agiamo a quegli eventi.

Ad esempio se ci danno uno schiaffo e noi meccanicamente ridiamo uno schiaffo si instaura una serie di cause ed effetti in cui ogni effetto (lo schiaffo che do in risposta) diventa a sua volta la causa di un altro effetto (un altro schiaffo che facilmente riceverò magari più forte del precedente).

Ma se io reagisco ad uno schiaffo vinto dalla rabbia ho veramente agito proattivamente o come la macchinetta delle bibite non potevo fare altro perché ridare lo schiaffo era “più forte di me”?

Spesso siamo obbligati dai nostri schemi mentali, dal nostro inconscio direbbe Jung, dalle nostre formazioni karmiche -direbbe un buddista- ad agire in quella determinata maniera e non in un’altra: basta che qualcuno tocchi quel nostro “nervo scoperto” e parte già la nostra reazione senza soffermarci neanche a pensare se siamo liberi di agire diversamente.

Uscire dal karma è possibile nel buddismo e implica il poter vedere con chiarezza quello che accade (i fenomeni), significa uscire dalla legge di causa ed effetto e aderire ad una profonda osservazione consapevole di tutte le dinamiche in atto.

Finché non sarò libero di scegliere qualsiasi azione anche diversa ad esempio porgendo l’altra guancia come suggeriva Gesù.

Porgere l’altra guancia è un atto di libertà, non di sottomissione: spiazzi tutti agendo in modo diverso da come tu e gli altri si aspetterebbero. Stiamo parlando a questo punto di azione (pro-attiva) non di reazione (reattiva-meccanica).

Posso persino decidere di ridare lo schiaffo purché lo faccia sapendo cosa sto facendo. Non più vinto dalla reattività ma alla luce della visione chiara e consapevole di quello che sta accadendo dentro di me e intorno a me.

In altre parole anziché aderire ad una legge meccanica e duale posso aderire e uniformarmi alla Legge Universale, la legge dei Dharma. Vedendo con chiarezza quali sono le fonti della sofferenza mi sarà più facile lasciarle andare e smettere di alimentare azioni che provocano sofferenza in me e intorno a me. Smetto di buttare benzina sul fuoco.

Forse in qualche modo aveva senso anche quello che mi aveva detto la mia amica nell’affermare che il Dharma si “contrappone” al Karma, solo che non agiscono allo stesso piano, non c’è una vera contrapposizione.

Il karma è una legge con la “elle” minuscola, mentre il dharma è la Legge per eccellenza.

Piuttosto quando -nel qui ed ora, in piena consapevolezza- aderisco alla legge delle “cose così come sono”, la vera legge, posso comprendere e contemplare i meccanismi che si manifestano in ogni fenomeno e quindi anche come funziona la legge karmica di “causa ed effetto”.

Infatti anche il karma non è altro che un fenomeno naturale. Anche il karma non è altro che uno dei tanti dharma, dei tanti fenomeni che si manifestano in natura.

 

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Anna Maria

Grazie Claudio per questo articolo ,molto chiaro ,semplice e immediato e ,anche, affascinante ,perchè si legge molto piacevolmente e quindi risuona con quello che siamo veramente ,senza sovrastrutture cervellotiche ,
con infinita gratitudine e ogni bene e tutto il meglio .

Paola

Ciao Claudio,quanto mi piace ascoltarti.In particolare questo articolo,molto interessante. Ogni azione ha una conseguenza Ma cercare di non rispondere allo “schiaffo” ,che può essere qualsiasi cosa ,anche parole che ti toccano e ti infastidiscono o anche la rabbia che può manifestare un’adolescente,bhe come si fa’? Lasciare andare,non rispondere ? Credo solo così si può cambiare direzione.Cambiare la conseguenza Però non è facile.Ciao un abraccio e saluti Paola

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