5 precetti in pratica 1: Non uccidere: Corso Buddismo

5 precetti in pratica 1: Non uccidere

Tratto dal corso di buddismo “Semplicemente buddismo

guarda il video o continua a leggerne il contenuto sotto:

Per ricevere buona parte del corso gratis clicca qui. Per acquistare subito il corso completo clicca qui

Come rendere pratici i 5 precetti con l’esempio del non uccidere

Ciò che consiglio di fare, per rendere pratici i 5 precetti e trasformarli in una occasione di presenza e sviluppo personale, è di cominciare ad adottarne uno e lavorare per un periodo con maggiore assiduità su quello..

Per iniziare sconsiglio di farne più di uno alla volta, meglio capirne le dinamiche in profondità cercando di farle al meglio, piuttosto che farli tutti assieme in maniera superficiale. Appena ti senti di avere lavorato a sufficienza su quel precetto consiglio di alleggerire l’impegno su quello appena esercitato e approfondirne un altro. Almeno all’inizio.

Quando avrai visto e capito le difficoltà che ciascun precetto richiede allora magari ti impegni con più di uno alla volta.

Facciamo un esempio pratico.

In passato mi sono esercitato con molta enfasi sul precetto di non ammazzare.

Devi sapere che io sono la tipica persona che se c’è una zanzara nella stanza quella va da me e non da altri, anzi gli altri sono ben felici che io le attiro così non gli ronzano attorno.

Immagina cosa vuol dire smettere di ammazzarle per uno che un tempo lo faceva con naturalezza e senza pensarci troppo.

Innanzitutto ho cominciato a rispettare anche la vita di una zanzara e rendermi conto che una parte di me le riteneva inutili ed insulse, mi eleggevo quasi a giudice di quali esseri meritano di vivere e quali no.

Purtroppo tendiamo a farlo tutti ma adoperarsi per il rispetto del precetto di non uccidere alcun essere, diventa veramente utile per capire certe dinamiche (come quella del “giudice”).

Avevo cominciato ad adottare questo precetto in un ritiro di meditazione in piena estate in un luogo zeppo di zanzare.

Immagina che stavo ore ed ore seduto immobile a sentirle girare intorno a me e su di me. Dopo diverse punture e molteplici zzz zzz zz mi accorgevo della mia insofferenza: “che cavolo ci ero venuto a fare lì a farmi vampirizzare da quelle creature?” Mi dicevo..

Ma cercando di andare oltre questa dinamica rimanevo comunque immobile ad accogliere tutto: accoglievo la distrazione dei ronzii, accoglievo la mia intolleranza ed il mio nervosismo e sono arrivato a raffinare la mia attenzione a un livello tale che ero sensibile tanto da accorgermi quando una zanzara si posava sulla mia pelle e mi pungeva per succhiarmi il sangue.. e accoglievo anche questo.

Poi arrivò un insight (ovvero un lampo di comprensione): mi affiorò l’immagine vista in un documentario dove degli scienziati studiavano le zanzare e per allevarle infilavano a turno una mano apposta nella teca delle zanzare per farsi risucchiare il sangue. Pensai a quanto è vitale per loro farmi una punturina che per me non è poi così fastidiosa, o meglio, non è vitale per me se ne ho una in più o una in meno.

E così in modo sincero e profondamente sentito ho pensato di fare un “patto” non so con chi, se con le zanzare o solo con me stesso, sicuramente io sentivo di prendere parte a questo accordo.

Il patto era: “ok, va bene voi prendetevi pure il mio sangue non vi ucciderò, né durante il ritiro e nemmeno in futuro a patto che poi mi lasciate stare: non esagerate, una punturina quando è proprio necessario, ma senza insistere ed insistere, ok? Io vi rispetto”.

Ora la cosa sorprendente è che stranamente ha funzionato. Da quel momento in poi solo molto di rado venivo punto ed io non le uccidevo più.

Certo non stavo con la finestra aperta e le luci accese, se ne vedevo una dentro casa cercavo di catturarla viva e metterla fuori, ma non le ho uccise per un lungo periodo e non ne soffrivo più.

Non so se è perché sentono che chimicamente il nostro odore cambia quando siamo nervosi e ti pungono di più o quale altra giustificazione scientifica ci possa essere dietro questo, so solo che funzionava.

Stranamente da quando è nato mio figlio le cose sono in parte cambiate, un nuovo istinto primordiale di protezione è sorto in me ed ho ricominciato, ogni tanto, quando non riesco a catturarle, ad ucciderne qualcuna. Ma non lo faccio più come prima, lo faccio con dispiacere e quindi cerco di evitarlo se riesco.

Insomma non sono “fissato” nel non uccidere, ma faccio del mio meglio -rispettando anche i miei limiti- e col sincero intento di migliorarmi in questo, sapendo di essere ampiamente migliorabile.

Tra l’altro ricordo che in quel periodo davo anche un antiparassitario ad un alberello di pesche le cui foglie erano tutte rovinate, ma poi in quel monastero dove avevo fatto il ritiro, c’erano delle peschi bellissimi e quindi ho chiesto come facevano senza dare alcun prodotto che uccida i parassiti: mi fu esposto uno studio in cui se l’uomo non interviene ci pensa la natura a riequilibrare le cose.

Feci fatica a crederci, ma alla fine non diedi alcun prodotto ed ebbi, negli anni successivi, le più belle pesche di sempre senza aver fatto nulla.

Mentre scrivo ho un parassita che sta infestando il mio amato vecchio albero di fico.. beh attualmente non sono bravo come allora..

Il punto è questo, anche se non sono “perfetto” ci metto attenzione e questa attenzione permette di sviluppare presenza, rispetto per la natura e impegno.

Quando è umido -e dove vivo lo è spesso- escono le lumache: devo fare molta attenzione a non ucciderle per sbaglio.

Insomma il risultato è che certamente, anche se so che posso fare meglio, la mia attenzione, la mia consapevolezza sulla vita e sulla natura è notevolmente migliorata e certamente uccido molto meno di prima sia consapevolmente che inconsapevolmente essendo meno distratto e più attento.

Ecco quindi come scegliere di concentrarsi su un precetto alla volta -per iniziare- ti può permettere di essere migliore e contemporaneamente migliori anche la tua presenza e consapevolezza, proprio quella che alleniamo anche con la meditazione.

Quando poi decidi di abbracciare un altro precetto, ribadisco di  autorizzati ad allentare la tenzione su quello precedente: inevitabilmente ti accorgerai che finirai comunque per portare avanti anche il lavoro su quello precedente ma almeno l’energia e le maggiori difficoltà le metti nel nuovo precetto che hai deciso di adottare senza chiedere troppo a te stesso.

Finirai sicuramente per essere una persona migliore e poco importa se sei ancora migliorabile ma almeno fai un passo alla volta basandoti sul tuo livello di accogliere le difficoltà, momento per momento.

 

Questo articolo è un estratto del corso di buddismo “Semplicemente buddismo” puoi ricevere gratis gran parte del corso in pillole nella tua casella email cliccando qui: www.comemeditare.it/buddismo-corso-gratis

Se vuoi ostenere la mia attività con una offerta (un caffè o una pizza sono graditi) clicca qui: www.comemeditare.it/offerta

Se vuoi puoi acquistare il corso completo cliccando qui: www.comemeditare.it/buddismo è un altro modo per sostenermi e ricevi tutto il corso completo di meditazioni subito.

clicca qui per scoprire altro su questo argomento
Scopri altri approfindimenti successivi qui

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *