Come integrare il passato ed il futuro nel presente

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Come Meditare Coaching:

Integrare il passato ed il futuro nel presente

Scopri:

  • La Meditazione come chiave per il Presente, ok ma cosa fare con i ricordi?
  • Come integrare i ricordi e i progetti nel “Presente”
  • La relatività del tempo
  • Il Presente il tempo “eterno
  • Il “Pensiero” del passato o del futuro come elemento prezioso del Presente
  • Come i sospesi del passato ci rubano energie nel presente
  • L’Adesso il luogo dove “risolvere” il passato
  • Come risolvere relazioni con persone che non ci sono più
  • Cosa è una Gestalt
  • e molto altro ancora..

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Leggi: ok la Meditazione e il Presente, ma cosa fare con i ricordi?

Vado alla domanda di Nino, allora, Nino in diretta chiede:

“Tu ci consigli sempre di vivere adesso e qui. Tutto questo è stato da me compreso e seguito, ti chiedo: come dobbiamo accettare i nostri ricordi, che spesso e volentieri compaiono nella mia mente, sia piacevoli che no?”

Mi diverte tanto questa conferenza, chi è in treno, chi sta in America, chi sta a Londra, mi da proprio un senso di unione, mi da proprio un senso di rete ,di clan, ma di clan in senso buono, di cuori che si uniscono…di cuori e mente che si uniscono per cercare di migliorarsi e di migliorarci, ci appoggiamo in qualche modo l’uno all’altro…

sono anche stimoli, no, che arrivano e si muovono, le domande almeno per me sono stimoli a ragionare insieme …ah sei soddisfatto, Marco, mi fa molto piacere, prego, prego, dovere.

Allora vado a rispondere a Nino.

“Tu ci consigli sempre di vivere adesso…”

Allora, Nino dice, che facciamo coi ricordi sia piacevoli che spiacevoli, che emergono dalla mente stando nel qui e ora?

Allora, vediamo come posso rispondere, allora, nel qui e ora, mi viene da risponderti in modo provocatorio Nino, se ti dicessi che il tempo non esiste, se non come metro di misura, cioè io misuro il tempo, no, allora lo misuro e posso dire che il metro…

insomma il tempo è relativo, ma questo lo dice anche la scienza odierna, okay. Non esiste, perché quando dico non esiste, lo dico con una certa determinazione, è provocatorio, ma non è del tutto solo provocatorio, c’è del vero in questo.

Perché noi viviamo…noi non possiamo vivere nel passato e né nel futuro, la nostra mente ci porta nel passato e  nel futuro, ma noi viviamo nel qui e ora, né nel qui e ora possiamo ricordare il passato, nel qui e ora possiamo programmare il futuro, fatto sta che noi viviamo solo nel qui e ora, il tempo di fatto è il qui e ora, e non c’è altro tempo, non essendoci altro tempo, è solo un eterno fluire di un momento presente.

È quello che… mi piace di Anthony de Mello che lo descrive molto bene “Eternal”, l’eterno non esiste, non significa ciò che si intende per eterno in realtà è il momento presente, è la magia del momento, l’interminabile fluire del momento presente, ecco questo è l’eternità in qualche  modo, è l’accesso alla porta dell’eternità. 

Allora, quando noi viviamo un’esperienza…allora, nel ricordare un’esperienza passata…è un pensiero, cioè io penso al passato, mi riporto alla luce il passato, non c’è niente di male nel fare questo, è utile essere consapevole di quello che sto facendo, così come non c’è male nel programmare il futuro, io posso programmare il futuro e decidere cosa fare domani, lo decido nel qui e ora cosa faccio domani, magari me lo metto in agenda e poi mi vivo il presente.

Programma la vita come se fosse eterna e vivi ogni istante come se fosse l’ultimo

Allora, un detto che a me piace tanto, che mi piace ripeterlo è: “vivi, programma la tua vita come se fosse senza fine”, e quindi fai sempre progetti anche se c’hai novant’anni, continua a fare progetti, tra l’altro allunga la vita aggiungo io, “ma vivi ogni momento come se fosse l’ultimo”, cioè noi viviamo più intensamente se noi siamo capaci di stare nel qui e ora. Io posso prendere un album di fotografie, ho voglia magari di un po’ di malinconia, e perdermici un attimo, ricordare il passato, tutto questo è molto bello.

È un’esperienza che vivo nel presente, le emozioni che sto vivendo nel guardare le fotografie sono emozioni vere, che sto vivendo nel presente, ma sono emozioni vere che sto vivendo nel presente rispetto ad un’esperienza del passato, allora se io riesco a ricordarmi che quell’esperienza non c’è adesso, ma sono io che la sto riportando in auge e non c’è niente di male nel farlo, ecco che io ridò a quel pensiero la sua dimensione, è un pensiero che io sto comandando, o meglio sto comandando quando ne sono consapevole.

Quando è il pensiero che emerge spontaneamente e io non ne sono neanche consapevole che sta emergendo, e io mi lascio trascinare in questa inconsapevolezza legata a fattori del passato, ecco che i rimpianti, il piangere sul latte versato, non aver perdonato…non aver, come dire, ripulito, perdonato, delle persone, degli episodi, me stesso, ecco che sono dei legami che potrebbero in qualche modo frenarmi dal progredire, dall’ andare avanti, e questo succede, succede abbastanza spesso, può essere utile quindi ricordarci questa dinamica, ricordare e non farsi trascinare.

L’episodio è proprio questo, Nino, è proprio quello che noi facciamo con la meditazione: i pensieri emergono meditazione INtegrare il passato e il futuro nel presentespontaneamente, ci stanno trascinando, quando me ne accorgo, io dico “cavolo, sono io di nuovo il padrone dei miei pensieri”, io posso scegliere consapevolmente il pensare, ed è diverso da soffrire, perché il pensiero sta facendo un percorso tutto suo.

Quando sto nel qui e ora è  tutto possibile, ed è possibile anche scegliere di ricordare il passato, probabilmente se il passato emerge nell’adesso, se il passato si riaffaccia nell’adesso, c’è qualche cosa da risolvere…

La Gestalt

nella psicologia, psicoterapia della Gestalt, si parla di esperienze che noi dovremmo vivere e ci sono delle fasi, perché queste esperienze siano vissute completamente che probabilmente sono interrotte, per cui la Gestalt, che è un termine tedesco che significa, rappresenta…non è traducibile in italiano, è un’esperienza, una figura completa che ha significato se intera, ha significato nella sua interezza, ecco una Gestalt quindi ha senso se completa, se portata a termine.

Se è aperta, se è insoddisfatta, sta lì appesa e ci ruba energia, noi siamo pieni di Gestalt aperte, queste Gestalt aperte si riaffacciano nell’adesso e quindi talvolta può essere utile nell’adesso vedere che cosa emerge e magari affrontarlo, mettere la luce della consapevolezza, un po’ come dicevamo… rispetto al…ti faccio, ti faccio, ecco…tornando all’esempio di prima, no, quello che usavamo sull’impulso di prendere il cibo.

Una Gestalt aperta potrebbe essere, ora invento… che mia mamma da bambino non mi ha dato tante attenzioni, quanto ne avrei volute.

Questo crea uno schema: io tendo a cercare delle relazioni con delle persone un po’ distanzianti, che ci sono e non ci sono, okay?

E…e continuo a soffrire. La mia partner magari c’è e non c’è, e quando non c’è io soffro, la cerco e…e in quel momento soffro tantissimo.

Nel presente sto vivendo un’esperienza, uno schema, che io stesso contribuisco a ricreare, perché io stesso vado a cercarmi quella partner che mi ricorda la figura di mamma, e però quella figura tende a…anche lei a ricreare quella realtà, e io tra l’altro la favorisco, perché a mia volta creo delle cause e condizioni simili a quei meccanismi che si verificavano con mamma.

Riuscire a mettere, a capire che cosa sta succedendo nel qui e ora, che quella è una cosa del passato, e perché emerge così tanto nel presente, osservare soprattutto come funziona nel presente, mi aiuta piano piano a chiudere delle Gestalt, a mettere a posto delle cose.

Nell’adesso c’è tutto: passato, presente e futuro

Tanto nell’adesso c’è il passato, nell’adesso c’è tutto: passato, presente e futuro.

È tutto nell’adesso, nell’adesso…l’adesso è l’unico spazio in cui possiamo risolvere cose anche del passato, non è che possiamo tornare indietro e aggiustare le cose, ma possiamo vedere come funzionano nell’adesso e chiarire degli aspetti.

Ti faccio un esempio, anche, io nell’adesso posso anche riconciliarmi con una figura che ha lasciato il corpo, cioè una persona che è morta con cui ho ancora degli schemi aperti, ecco io posso usare delle tecniche:

psicologiche, evocative, posso fare una chiacchiera tra me e me, posso scrivergli una lettera a una persona che non c’è più e riconciliarmi, e dirgli cosa non mi è piaciuto, cosa mi è piaciuto di lui, cosa non mi è piaciuto di lui e vedere se riesco a perdonare, se non riesco a perdonare almeno perdonare il fatto che non ci riesco oggi, e magari un domani ci ritorno, riscrivo una lettera, lo affronto in modo diverso, perché sarò un pochino diverso, e magari prima o poi riesco a perdonare e in questo modo chiudo delle Gestalt che mi assorbono energia nel presente.

Nino, penso di avere risposto alla tua domanda, quando mi hai scritto “ricordare, non farsi trascinare”, mi hai dato l’idea che hai colto esattamente il senso profondo del metodo, anche pratico perché è nel pratico che poi risolviamo queste esperienze, quando capiamo che cosa sta succedendo in noi, quantomeno riusciamo a capire che quello almeno è un pensiero che mi sta trascinando  e in quel momento quantomeno posso osservare come funziona questo pensiero, che effetti ha su di me, quanto mi piace, quanto non mi piace, quanto c’è del giudizio anche nel piacere e nel non piacere.

Tutto, tutto molto in equilibrio, “sai stato chiaro, mi hai aiutato un’altra volta, grazie”, prego, Nino. Sono qui per questo e sono felice di avere contribuito in questo.

Okay, se non ci sono altre domande su questa di Nino, io andrei a leggere quella di Flavio…o se ci sono anche altre domande online eh, ben vengano, tanto Flavio comunque se la ascolta in differita, che non è online, quindi posso dare priorità anche ad altre domande in diretta.

“rubato” al Come Meditare Coaching

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