Esci dal conosciuto!

Stessi Partner? Stessi problemi a Lavoro? Esci dal conosciuto!

Scopri:

  • il copione di vita
  • gli schemi ricorrenti a livello neurologico
  • Stai vivendo vita che gli altri vogliono da te?
  • fai “Tabula Rasa” con la meditazione
  • fuori o dentro di me?
  • l’umano senza confini
  • e molto altro ancora

Guarda il video o continua a leggerne la trascrizione sotto:

Ciao e benvenuto su come meditare, oggi ti pongo una domanda: “ti è mai capitato di notare che in amore certe situazioni si ripetono?”

Magari cambi partner però certe dinamiche, in qualche modo, si ricreano e così magari anche a lavoro..

..anche lavoro magari ci sono dei meccanismi che non ti piacciono, ma ricapitano più volte e ogni tanto qualcuno comincia a domandarsi:

“ok gli altri fanno la loro parte, ma non è che ci metto anch’io e del mio?”

Come vedi queste cose capitano spesso, e in effetti c’è un perché!

Come ricreiamo il passato

Noi siamo condizionati dal passato. Lo ricreiamo il passato e questo è il vero sotto tantissimi i punti di vista.

Diceva il Jiddu Krishnamurti “libertà dal conosciuto”, poi diceva Albert Einstein: “non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che lo ha creato”;

ebbene questo un po’ quello che noi ci capita di fare costantemente: tendiamo essere vittime sempre degli stessi meccanismi del passato e non siamo liberi, non riusciamo a liberarcene!

E questo è vero anche da un punto di vista neurologico, da un punto di vista cerebrale, da un punto di vista proprio di organizzazione delle informazioni a livello cellulare, quindi a livello di neuroni, si creano dei collegamenti (i neuroni sono fatti di tantissimi filamenti chiamati sinapsi).

Per comunicare tra cellule queste sinapsi si toccano in un certo determinato modo. Quindi a un pensiero corrisponde tutta una serie di organizzazioni di sinapsi, di collegamenti tra che creano un filo, diciamo che va in una certa direzione piuttosto che in un’altra, tocca alcune cellule e non altre creando una catena di cellule corrispondenti ad un certo determinato stimolo-pensiero.

Ebbene quando un pensiero diventa ricorrente queste sinapsi rimangono già collegate tra di loro come erano prima.

In altre parole quello che avviene è che quando un pensiero e ricorrente noi ci abituiamo molto più facilmente ad avere quel pensiero piuttosto che ad aprirci a nuovi pensieri!

Fai Tabula Rasa con la meditazione

Per fortuna anche in questo la meditazione ci aiuta a fare pulizia, a riorganizzarci a liberare queste sinapsi, a fare un po’ quello che i latini dicevano “tabula rasa”;

cioè a ripulire un pochino la lavagnetta, che diventa vuota su cui possiamo riscrivere tutto quello che vogliamo..

La lavagnetta, la “tabula”, non sarebbe altro che il tablet dell’antichità: che era fatta di cera e gli antichi romani scrivevano su questo tablet e poi, per ripulire bastava schiacciare rendere rasa di nuovo la cera, in modo da poter riscrivere quello che vogliamo.

Quello che vorrei trasmettere oggi è un accenno di una cosa che poi vado ad approfondire in un apposito evento di meditazione che si chiama oltre i confini della mente, la mattina parleremo di quanto siano vittime di queste cose che conosciamo già e di come invece possiamo aprirci ad un’altra forma di intelligenza nel pomeriggio

Tutto ciò facendo diverse pratiche di meditazione, ovviamente se hai difficoltà a venire approfitta comunque di questo articolo, per riflettere un pochino su questi temi e magari per incentivare la tua pratica meditativa.

Ti ricordo che qui se non l’hai già scaricata trovi una meditazione guidata gratis, che può agevolare un pochino a fare questo “tablet ripulito” su cui puoi scrivere qualsiasi cosa nuova.

Stai vivendo la tua vita o quella che gli altri si aspettano da te?

Diceva Steve Jobs: “il nostro tempo è limitato per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro” e anche Og Mandino: “i tuoi unici limiti sono quelli che crei nella mente o che ti lascia imporre dagli altri”

 Questo è tristemente vero, entrambi dicono che noi siamo vittime di questo conosciuto e che questo conosciuto potremo anche averlo attinto da altri e questo è tristemente vero anche psicologia addirittura l’approccio dell’analisi transazionale ci dice che noi addirittura abbiamo un copione un copione vita.

Il copione in teatro è quel testo che tutte le sere è uguale tutte le sere.. sebbene la recita è un pochino diversa perché essendo dal vivo qualche sfumatura cambia se non altro perché il mio umore da attore potrebbe essere divers,o per esempio, o perché l’umore del pubblico è diverso, perché incide anche quello, tuttavia il copione è quello!

Il testo è quello e si ripete sempre lo stesso copione! Ed è questo che ci avviene nella nostra vita: abbiamo un copione ci atteniamo a quello e talvolta dice sempre la psicologia specie l’analisi transazionale e che questi copioni sono fatti di ingiunzioni cioè di cose che in qualche modo abbiamo ereditato dai nostri genitori.

Secondo alcuni approcci spirituali addirittura ce li scegliamo i nostri genitori in un certo determinato modo perché siamo viziati da schemi del passato quelli che queste tradizioni venne chiamato karma del passato, e quindi addirittura è una cosa ancora più antica dalla nostra nascita!

Ma rimaniamo con i piedi per terra il fatto già di essere viziati sin dal nostro concepimento o addirittura prima e avere degli schemi che ci viziano nel presente sono schemi del passato beh la dice lunga su quanto è necessario fare un lavoro per liberarci di questi schemi!

Oltre i confini

Come ti dicevo già la meditazione ci aiuta a uscire dagli schemi, ma fa anche altro (te ne parlo dopo la citazione di Italo Calvino)!

Perché quando lascio andare “chi ero” divento “cosa posso essere” molto bella questa frase di Lau Tzu: “quando lascio andare chi sono, divento cosa possono essere”

Questa frase ti dà proprio il senso di quanto da una parte siamo schiavi di quello che crediamo di essere e dall altra, ce ne possiamo liberare e diventare veramente quello che siamo, e non quelloche gli altri si aspettano da noi:

perché spesso noi viviamo delle vite cercando di soddisfare il desiderio degli altri e dimenticandoci di fiorire per quello che siamo nel mondo, per cui siamo nati, per cui siamo anche chiamati a esprimerci, perché siamo unici!

Ciascuno di noi è unico e meraviglioso e talvolta questa unicità la perdiamo cercando di soddisfare il desiderio degli altri!

Diceva anche Sant’Agostino: “supera te stesso e supererai il mondo”, trovo queste citazioni bellissime e ne ho ancora un paio..

Dice Italo Calvino “l’umano arriva dove arriva l’amore, non ha confini se non quelli che gli diamo” quindi siamo proprio noi a limitarci mentalmente:

io lo vedo tante volte quanto mentalmente mi limito e meditare mi aiuta a vederlo di più. A riconoscere meglio questo schema.

Quindi questo è il nostro lavoro ed è quello che vorrei stimolare con questo articolo, oltre che ad approfondirlo nell’evento di meditazione.

Poi c’è anche una frase di Buddha che dice: “se continuiamo a pensare a tutti i modi in cui gli altri ci hanno tradito, deluso, ingannato o fatto arrabbiare, il nostro cuore sarà per sempre pieno di odio. Impariamo lasciare andare a essere felici”

E proprio questo è il punto non troviamo colpe esterne: magari le prime volte se una relazione andava male, e andava a finire un certo modo, pensavamo che era tutta colpa del partner, per cui lo lasciavano e poi ne troveranno un altro.

Ma quando dopo un po’ di situazioni si ricrea un meccanismo del genere, certo, come ti dicevo all’inizio l’altro fa anche del suo ma, forse anche utile lasciare andare lasciare agli altri ciò che degli altri, e fare un lavoro su di noi per non farci più agganciare da questi meccanismi, per diventarne sempre più libero, magari farci agganciare di meno o non farci più agganciare per niente.

Perché no? questo è comunque possibile!

Quindi il mio invito è fai comunque la meditazione: medita quanto più possibile perché ci aiuta a capire cosa succede e quindi a sfrondare di più questo meccanismo.

Se poi vuoi partecipare ad un approfondimento di meditazione dal vivo vai su: www.comemeditare.it/evento

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michele

Ciao claudio,
sto facendo una tecnica da qualche giorno e vorrei un tuo parere:
La tecnica si chiama ”Sama vritti Pranayama” o respiro quadrato.
La attuo respirando per quattro secondi nelle fasi del respiro (inspiro,pausa,espiro,pausa 4-4-4-4)
Ho letto che è utile per recuperare energie e aumentare la concentrazione:

la conosci?
se si quali benefici porta a lungo termine?
la durata dei secondi è importante o si può modificare?
Ti ringrazio in anticipo!!

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