Co-Creazione E Interdipendenza

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Co-Creazione E Interdipendenza

“Se è vero che io creo la mia realtà, e quindi ciascuno è la proiezione della mia realtà, com’è possibile che, ad esempio, la mia partner crei la sua?

È roba mia o è roba sua se, ad esempio, litighiamo?

Vabbè mi dirai che è di tutti e due, ok.

Ti faccio un esempio per essere più chiaro: io non amo che la mia partner si lamenti e mi accorgo che anche io mi lamento spesso; le si lamenta perchè io lo attraggo o lei lo farebbe comunque?

Shanti”.

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Questa è una domanda molto interessante Shanti, io credo che la risposta sia nella stessa domanda: basta sostituire quel “o” (“…o lei lo farebbe comunque?”) con una “e”: lei si lamenta perchè sei tu che la attrai e (quindi non “o”) lei lo farebbe comunque (altrimenti non starebbe con te).

Mi spiego meglio e per farlo mi appoggio a un concetto apparentemente a latere; e al titolo di un libro che mi è piaciuto molto rispetto ai bambini: “I bambini sono competenti”.

Cosa dice di fatto questo libro?

Dice una cosa molto semplice: che i bambini sono intelligenti e rispondono esattamente alle nostre aspettative.

Se io dico a mio figlio di non agitarsi, lui capisce (è competente) e di conseguenza capisce che quello che voglio da lui è…che si agiti, e di conseguenza tenderà a ricoprire questo ruolo.

Se la mia paura è quella di avere a che fare con un bambino agitato, sarò proprio io, con la mia paura, a creare un bambino agitato: sarò molto severo, punirò molto, lo giudicherò come un bambino agitato per ogni movimento che fa creando per lui un ruolo che impersonerà sempre di più.

Pirandellianamente lui, in modo molto intelligente, si sentirà in dovere di aderire al ruolo al quale lo sto relegando.

Noi non ci scegliamo a caso, ogni manifestazione intorno a noi si dice che è manifestazione di noi stessi e, in effetti, è così.

Anche la mia partner o la tua partner hanno il loro vissuto e ogni vissuto, ogni creazione che noi andiamo a fare, si incastra perfettamente, con le necessità e il lavoro animico che ciascuno essere su questa terra è chiamato a fare: ciascuno di nei è chiamato a fare dell’esperienza, ci incontriamo, per un periodo della nostra vita, e ci incastriamo perfettamente nelle dinamiche (purtroppo anche in dinamiche negative, ammesso che esista un positivo e un negativo: è tutto un’occasione di crescita).

Quindi la tua partner è creata da te, da una parte, ma allo stesso tempo, la dinamica con lei è creata da lei: le dinamiche si creano insieme; si co-creano, la realtà è sempre co-creata e noi siamo responsabili di quello che creiamo nel nostro.

Anch’io con la mia partner mi rendo conto che, ogni tanto, entriamo in loop negativi e in lamentele, che non ci aiutano; e quando la sento lamentarsi dico: “Oh, ma che noia”, come se fosse lei il problema, come se potessi tirar fuori da me il problema del lamentarsi e attribuirlo soltanto a lei.

Questa è una visione limitata  e, ogni volta che io porto fuori un problema dal mondo che io creo, mi deresponsabilizzo rispetto a quello che è invece in mio potere per cambiare la realtà.

Se io invece, per la cosiddetta legge dello specchio (di cui ho parlato in altre occasioni), attribuisco a me queste cose, io posso fare qualcosa, io posso agire.

Immagina che io abbia fatto un lavoro talmente bello sulle lamentele (anche grazie al fatto che l’ho potuto vedere nel partner) e ho notato quanto mi danno fastidio, e se mi danno tanto fastidio le lamentele significa che c’è una corda ferita in me rispetto ad esse, riesco a non lamentarmi più: vedo realmente come io sono creatore della mia realtà, e smetto di attribuire ad altri cose che sono una mia responsabilità.

Se riesco a fare questo “salto quantico” e realizzo tutto ciò, e lo realizzo veramente nel profondo, qualora la mia partner continuasse a lamentarsi: da una parte mi entra e dall’altra mi esce, oppure mi dispiaccio sinceramente per lei, ma io non mi lamento e non mi arrabbio.

Potrebbe anche succedere che se la mia partner non evolve come sono evoluto io (ammesso che sia io ad evolvere, ovviamente, e non il contrario!), semplicemente non ci troviamo più: se io non ho più qualcuno con cui lamentarmi, che se la prende con me e che mi da occasioni per lamentarmi, ecco che me le vado a cercare altrove le occasioni per le mie lamentele.

Se non si evolve insieme, ecco che la coppia si può anche separare.

Diciamo che tutto quello che ci circonda è un concorso di colpa e noi ci incastriamo perfettamente, esattamente come un bambino.

Supponiamo che noi crediamo nella reincarnazione: addirittura prima di nascere potremmo scegliere dove andare a nascere, rispetto a quel tipo di esperienza che non abbiamo ancora superato e abbiamo bisogno di sbatterci la faccia più e più volte; così come andiamo a incastrarci sempre in quel tipo di partner, andiamo a incastrarci in situazioni familiari che favoriscono proprio quel tipo di esperienza di cui la nostra anima ha bisogno.

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