Sogni Lucidi e Meditazione Vipassana

Meditazione Vipassana e Sogni Lucidi

Sogni Lucidi e meditazione Vipassana

Scopri:

  • I sogni Lucidi cosa sono e perchè la Meditazione Vipassana aiuta
  • come sfruttare i Sogni Lucidi per la crescita personale
  • La consapevolezza da svegli e da addormentati
  • Risvegliarsi dal “Sogno” della vita di tutti i giorni
  • cosa sono i sogni lucidi
  • La Meditazione Vipassana e i sogni consapevoli
  • Un esempio pratico di sogno lucido
  • La Relatività
  • Vantaggi dei sogni lucidi (top 10 di cosa ci puoi fare)
  • Svegliarsi di buon umore (finalmente!)
  • e molto altro ancora..

Flavio dice: “Sono un appassionato di sogni lucidi. È vero che la Meditazione Vipassanā è utile per il raggiungimento di sogni consapevoli? E in che modo? Tu li conosci? Quali sono i vantaggi?”

Se hai tempo guarda il video di circa ben 28 minuti (altimenti leggi la trascrizione qui sotto anche a pezzi):

cosa sono i sogni lucidi

Allora, Flavio, intanto spiego un attimo che cosa sono i sogni lucidi, che mi rendo conto…quando ne ho sentito parlare io  la prima volta dicevo “No, ma che ficata, bellissimo, saranno difficilissimi da fare!”

In realtà sono molto meno difficili, soprattutto per ci pratica un po’ la meditazione, da raggiungere di quanto si possa immaginare.

Comunque i sogni lucidi sono, mi piace anche chiamarli sogni consapevoli, sono quei sogni che tu fai, stai sognando e improvvisamente durante il sogno non è che ti svegli, ti risvegli stando dentro al sogno, cioè ti rendi conto che stai sognando, ma stai continuando a sognare, quindi stai lì sdraiato..

il tuo corpo è nello stato di sogno, normalmente il corpo in uno stato di sogno è rigido, perché in quel momento è cosi che funziona, la fase, ci sono altre fasi in cui… la fase REM è la fase in cui gli occhi girano in continuazione, e il corpo è rigido.

 E lì stiamo sognando, quindi abbiamo delle immagini oniriche. Improvvisamente io mi rendo conto che sto sognando, e la cosa bella, la cosa veramente fichissima, è che quindi esattamente come coi pensieri, io sono consapevole che stavo pensando, improvvisamente divento consapevole.

Io sto sognando e improvvisamente divento consapevole che sto sognando, e a quel punto posso fare del sogno quello che mi pare, ed è bellissimo, divertentissimo, posso volare, posso…ma posso fare tantissime altre cose, adesso dico quali sono i benefici perché…però ce li ho appuntati, ce li ho appuntati, presi da un libro perché anch’io faccio fatica a ricordarmeli tutti perché son veramente tanti, cioè io posso sfruttare il mio inconscio per creare delle suggestioni oniriche che rispondono a delle  domande anche difficili qualche volta da fare.

Posso incontrare una guida spirituale e ricevere degli insegnamenti.

Uno può dire che okay, va bene, fai conto che adesso io ho incontrato un mio maestro che ha lasciato il corpo, uno dei miei maestri, che quindi è morto, l’ho incontrato e mi ha dato degli insegnamenti, una volta, in un sogno lucido.

Ora, è chiaro che mi chiedo, “Okay, vabbè, ma alla fine sei sempre tu che rispondi a te stesso” sì, è vero, son sempre io che rispondo a me stesso.

Allo stesso tempo il vissuto che ho avuto, è come se questi insegnamenti mi fossero stati dati veramente da qualcun altro…e poi alla fine quando c’è saggezza in un insegnamento dato da una terza persona, in realtà non fa altro che attingere a qualche cosa che in fondo in fondo in noi stessi riconosciamo come giusta, riconosciamo come saggia e quindi anche quando ci viene dato da una terza persona in realtà quello che fa vibrare quell’insegnamento, è qualche cosa che noi stessi in fondo possiamo comprendere, che in fondo riconosciamo, che in fondo conoscevamo già, e che magari era un po’ sopito e magari in momenti di non saggezza ci perdiamo.

E quindi in fondo, è come ricevere degli insegnamenti veri, solo che il maestro potremmo essere noi stessi, una parte di noi più inconscia e sono belle cose, si possono fare tante altre  belle cose, e adesso ne parlo un po’, ecco per…insomma rileggo intanto la domanda, che in realtà sono una serie di domande: “Sono un appassionato di sogni lucidi.

È vero che la meditazione Vipassanā è utile per il raggiungimento di sogni consapevoli? In che modo? Tu li conosci? Quali sono i vantaggi?” .

La Meditazione Vipassana e i sogni consapevoli

Allora,  adesso entriamo…ho presentato un po’ questi sogni lucidi, ripeto, sono…io non credevo, sono veramente alla portata di tutti noi,  ci vuole però un po’ d’impegno, questo lo dico, così come ci vuole un impegno a essere consapevoli, a ricordarsi di essere presenti durante il giorno, ecco la stessa cosa, dovremmo farlo anche di notte e vi assicuro che ci sono delle notti in cui non mi va, non mi va, non mi va di mettermi lì ad essere consapevoli anche durante la notte.

Ma quando lo faccio è di un bello, un’esperienza ricca, vai a dormire, non vedi l’ora di andare a dormire per sognare in modo lucido e per…e in qualche modo usi anche il tempo del sonno e del sogno come strumento di liberazione e di consapevolezza, poi entriamo nei dettagli di quello che si possono fare con questi sogni lucidi.

Comunque, in che modo…il clou della domanda della domanda è in che modo la Vipassanā è utile per il raggiungimento di sogni lucidi. Beh, in qualche modo lo abbiamo detto, quando parliamo di  meditazione Vipassanā, parliamo del ricordo di essere, a un certo punto è un allenamento continuo a ricordarci di essere presenti, a ricordarci…

a guardarci un po’ dall’esterno mentre viviamo l’esperienza, quindi non siamo separati dall’esperienza, una parte di noi sta vivendo quell’esperienza e una parte di noi la osserva.

Ad esempio se guardo delle foto del passato, e sto…sono malinconico, io osservo me mentre sono malinconico, mentre guardo le foto del passato.

Allenarsi a questo significa predisporsi anche a domandarsi durante il sonno “ma io sto sognando?”, ad esempio, che tra l’altro è un allenamento che chi fa Vipassana in qualche modo fa anche durante la veglia, noi magari non ci domandiamo esattamente se sto sognando, se questa realtà è vera o no, però una cosa tipica dei sogni è…allora, questa realtà, questa realtà da svegli è una realtà relativa, secondo molte scuole spirituali.

Buddha vuol dire ‘il risvegliato’ e non è un caso, perché così come dentro il sogno, io mentre sto vivendo il sogno, il sogno è tanto reale, le emozioni che sto vivendo sono tanto reali, quando ho studiato nella scuola di psicologia di counseling me lo dicevano, “le esperienze che tu vivi nel sogno, nel momento in cui le stai sognando sono vere!” il dolore fa male, la gioia ti dà gioia, eccome…anzi, sono ancora più forti, e quindi non è che possiamo negare che le emozioni sono vere, sono verissime.

Poi la “realtà” era un sogno, ma quand’è che lo capiamo? Quando siamo svegli!

Normalmente ci svegliamo, siamo in un’altra dimensione che non è quella del sogno e ci rendiamo conto che era un sogno.

“Questa realtà”, che è una realtà comunque relativa, in realtà è una realtà di sofferenza, chi è risvegliato come un Buddha, è un illuminato, riesce a riconoscere questa realtà come una realtà relativa, perché riesce ad avere una visione anche diversa, da un altro punto di vista, da un punto di vista di un essere risvegliato.

Quindi, allenarsi a mettere in dubbio questa realtà, standoci dentro quindi senza…rimanendo coi piedi per terra, io vi invito sempre a rimanere pratici, coi piedi per terra, è comunque una bella esperienza da fare e nel sogno noi ci alleniamo anche a riconoscere questa relatività della vita di tutti giorni.

Un esempio pratico di sogno lucido

Faccio un esempio molto pratico, tanto per capire come questo può avere degli effetti.

Ho fatto pochi sogni lucidi in realtà, uno era bellissimo, in uno di questi cado nell’acqua, cioè sono lucido, quindi io so, sto sognando, so che sto sognando, stavo volando, stavo combattendo…

in realtà stavo integrando degli aspetti negativi di me, li stavo reintegrando, li stavo riassorbendo in me, ma loro mi stavano aggredendo,  quindi io esplodevo in mille pezzi, poi mi… è un sogno, sto raccontando un sogno…

mi ricongiungevo e riassorbivo anche i cosiddetti nemici, praticamente i nemici ridiventavano me, perché in realtà erano parte di me, sono proiezioni oniriche, proiezioni, quindi sono pezzi della mia mente, sono creazioni della mia mente e quindi le, li riportavo a me.

A un certo punto cado in acqua, in acqua dico: “Oddio, non riesco a respirare, sto in acqua!”, questa è la prima condizione che noi abbiamo e torniamo a parlare di condizioni, io non riesco a pensare di poter respirare in acqua, però mi ricordo che sono in un sogno, in un sogno io posso respirare in acqua…

e poi dico “eh un momento, quindi è una condizione della mia mente, io posso respirare in acqua” e quindi mi rendo conto di quanto io mi condiziono mentalmente, e mi impedisco di vivere un’esperienza, quella di poter respirare in acqua, visto che nel sogno si può fare.

Ciononostante, ho respirato un po’ in acqua, ma mi sentivo comunque a disagio, cioè non riesco neanche durante il sogno, pur essendo consapevole che lo posso fare durante il sogno, a starci.

Ho preferito uscire dall’acqua.

La Relatività

Un’esperienza che si fa è quella di attraversare i muri nei sogni, oltre che volare…sono tutte cose che possono fare…e che servono a riconoscere anche quella che, da un punto di vista dottrinale, buddhista, ma anche che la fisica quantistica dice, a riconoscere la vacuità degli elementi, cioè dicevamo che tutto è relativo.

Einstein ha detto che lo spazio e il tempo è relativo e chi ha approfondito lo studio della materia, lo studio degli atomi, ha visto che tra un atomo e l’altro c’è dello spazio, quindi c’è tanto spazio tra un atomo e l’altro, e lo stesso atomo è fatto di un nucleo centrale piccolissimo, e di tanti elettroni che girano ad una distanza di spazio pazzesca dal nucleo all’elettrone.

Tra l’altro c’è chi dice che gli elettroni non girano neanche, sembrano girare, ma in realtà appaiono e scompaiono.

E alla fine tutta la materia non è altro che un campo di possibilità…è come se la stessa materia vivesse in funzione del fatto che la nostra mente permette a questa materia di esistere.

E…beh certo, sono concetti un po’ difficili da capire, però ecco…il sogno, vedere quanto siamo condizionati persino in un sogno a non riuscire a respirare nell’acqua ci fa capire come…e io ho provato una volta ad attraversare una parete, non ci sono riuscito a farlo durante il sogno, son riuscito a metterci il braccio, sapendo che lo volevo fare, che lo potevo fare, ma non mi sono messo ad attraversarla con tutto il corpo, questo soltanto per dire quanto sono condizionato mentalmente.

E riuscire a capire che tutto quello che è intorno a noi in realtà è una concausa della mia mente, ma anche di quella degli altri, quindi rimaniamo terra terra: il computer è un computer, un muro è un muro, se io ci vado giù con la testa mi faccio male, ricordiamoci queste cose.

Allo stesso tempo è una realtà relativa, e nella realtà relativa io mi faccio male se vado a sbattere contro un muro, ma c’è anche un’altra realtà e comincio a affrontare tutto questo con una prospettiva un pochino diversa. Il sogno lucido mi può aiutare anche a sviluppare questa prospettiva, e quindi questo è uno degli svantaggi…questo è dei vantaggi, questo è uno dei vantaggi meno facili da chiarire, quello della vacuità, quello dell’impermanenza degli elementi ma ce ne sono altri molto carini, te li leggo..

Vantaggi dei sogni lucidi (top 10 di cosa ci puoi fare)

questi sono vantaggi che ho tratto…cioè è come si programma, uno che ha scritto un libro sui sogni lucidi, che si chiama…aspetta come si chiama…Charlie…Charlie, Charlie, Charlie…Charlie Morley, veramente un bel libro, per chi fosse interessato: Sogni di risveglio. Sogno lucido & consapevolezza del sogno e del sonno, lui per esempio ha fatto una top ten in cui decide in anticipo cosa vuol fare con questi sogni lucidi, e nella top ten al decimo posto è:

Prove generali’ cioè praticamente non so, devi dare un esame, devi fare un’esperienza che ti mette ansia, tu vivi quest’esperienza prima, in modo tale da rassicurarti, quindi usi il sogno come una tecnica immaginativa che ti permette quando sei all’esperienza di essere più padrone dell’esperienza. E quindi…’prove generali’ la chiama.

Poi al nono posto mette ‘visione d’insieme’ cioè  praticamente sono delle risposte a delle idee. Per esempio lui voleva scrivere quel libro, e non sapeva come scriverlo, ha chiesto al sogno di aiutarlo a avere una visione d’insieme di questo libro, l’ha avuta durante il sogno e poi l’ha usata nella vita di tutti i giorni.

Poi all’ottavo posto ha ‘interagire con gli archetipi interiori’, dice che, non so, per esempio, “voglio incontrare il bambino che è in me, vieni qui”, e così lo integri ci…ci metti a posto delle Gestalt aperte, come dicevamo prima, okay, quindi puoi fare queste cose…

Fare domande da un milione di dollari’, cioè appunto, se ci sono delle domande insolute, butti la domanda al sogno e vedi che cosa succede, naturalmente il bello è che sono delle suggestioni oniriche che ti rispondono, quindi sono delle cose create dalla tua mente, ma sempre da un punto di vista onirico. Quindi tu lanci il presupposto, in modo consapevole, però poi è il sogno che ti risponde in modo molto creativo spesso.

Camminare attraverso i muri’, quello che dicevamo.

Guarire’, cioè addirittura che lui racconta di aver guarito un’otite proprio durante un sogno lucido, e quindi comunque, a me piace pensare che puoi sviluppare delle esperienze positive rispetto ad una malattia, quindi questo quantomeno può  contribuire, quindi penso che possa funzionare.

 ‘Esplorare la vacuità del sogno’ e anche questo in qualche modo l’abbiamo detto.

Ricevere insegnamenti’ ho detto anche questo.

Integrazione con l’ombra’ l’ho accennato. Quando appunto ci sono delle cose che non ci piacciono del sogno, delle specie di incubi…Quando io divento consapevole, certo posso decidere di scappare, no, che è la strada più facile, ma se so, se sono consapevole che sto sognando e che quello è frutto della mia mente, io lo posso affrontare e riportarlo in grembo, lo posso abbracciare, posso renderlo mio, familiarizzare e alla fine faccio delle esperienze, veramente metto a posto dei tasselli con il mio inconscio in modo molto potente, in modo molto più semplice invece  piuttosto che di sfuggire ad un elemento che mi fa paura durante il sogno, lo posso avvicinare ed accogliere. Ed è un bel lavoro da fare, è quello che lui chiama ‘integrazione dell’ombra’ perché è un termine junghiano quello di integrare le ombre e quindi…è una bella esperienza, è una bella esperienza da fare. E l’ha messa al secondo posto non a caso.

E poi lui addirittura al primo posto ci mette ‘Fare esercizi spirituali’, cioè praticamente lui si mette a fare una meditazione, a usare anche il tempo del sogno per meditare. Ad esempio, questo fa riferimento ad una tradizione tibetana dove si fanno delle pratiche un po’ più esoteriche, un po’ più particolari, e quindi lui fa una di queste pratiche. Diciamo che noi potremmo decidere…Io ho fatto per esempio una meditazione di Metta, di benevolenza, in cui auguravo benevolenza alle persone care ma anche a tutti gli esseri di questo mondo, e usare il sogno per fare questo è una bella esperienza.

Svegliarsi di buon umore (finalmente!)

Il punto è questo, non voglio esaltare la dimensione del sogno come una cosa bellissima, unica, ecc.. La consapevolezza quotidiana secondo me è molto più importante, però io che mi svegliavo la mattina:

 stanco, rintronato, io non ricordavo mai i sogni…quando ho cominciato, prima di avere queste prime esperienze di sogni lucidi, ho cominciato semplicemente a ricordarmi dei sogni, normalmente abbiamo più sogni durante la notte, perché abbiamo più cicli che ci portano al sogno, quelli più lunghi li si hanno verso la mattina e cominciare a ricordarmi i sogni intanto mi ha cominciato a far capire perché mi svegliavo stanco la mattina.

Perché c’erano delle cose che spesso non andavano nel mio quotidiano, me le riportavo nel sogno, il sogno era pieno di cose che non andavano, mi svegliavo la mattina con un cattivo umore che condizionava la mia giornata con cose che non andavano, insomma era un ciclo continuo di cose che non andavano.

Cominciare a mettere consapevolezza in questo, mi ha cominciato a permettere di fare delle esperienze molto più soddisfacenti, quindi quantomeno io mi sveglio la mattina che mi sembra di aver fatto un bel lavoro con me stesso, mi sento di non aver perso tempo e mi sento più conciliato con altri aspetti di me, quantomeno mi sveglio molto più felice e riposato la mattina.

Quindi i vantaggi ci sono e sono tanti. Non è così difficile, io ora non sono, non posso entrare troppo nelle tecniche dei sogni lucidi, chi è curioso, consiglio il libro, i libri, ma soprattutto il libro, ora non mi ricordo il titolo, di Charlie Morley, aspetta che provo a…vediamo se lo trovo… Sogni di risveglio. Sogno lucido & consapevolezza del sogno e del sonno
, perché poi c’è il discorso anche della consapevolezza del sonno, ma entrerei troppo nel dettaglio.

Diciamo che possiamo usare la Vipassanā addirittura per quelle fasi prima del sogno e dopo il sogno, ma anche delle fasi intermedie dove c’è un vuoto, la mente è vuota in quel momento e potremmo persino essere consapevoli di quello, però, insomma è una raffinazione che chi sviluppa, chi medita è molto più alla portata liberamente, di quanto possiamo immaginare, è molto più alla nostra portata di quanto possiamo immaginare.

Però ci vuole quella determinazione, prima di andare a dormire, per dire: io adesso voglio ricordarmi del sogno, se divento lucido, anzi, voglio diventare lucido, e se divento lucido voglio fare questo tipo di esperienza…

Poi magari mi sveglio, durante… c’è chi punta addirittura la sveglia, io mi sveglio spontaneamente dopo il sogno se me lo programmo, e poi mi metto a scrivere il sogno, è un po’ un lavoro e ci vuole un po’ di determinazione, ripeto io non sempre ce l’ho, è un po’ che non ne sto facendo di sogni lucidi, ne ho fatto uno perché una mia amica aveva il papà che stava lasciando il corpo, e sentivo di poter fare un lavoro attraverso i sogni lucidi per, in qualche modo, portare almeno un’energia positiva, ecco questo era quello che…per cui lì l’ho fatto, però nelle ultime due settimane non ne sto avendo molti in realtà.

Ne ho avuto uno che mi stava piacendo tanto di sogno, cioè stavo facendo un sogno, sono diventato lucido durante quel sogno, ma mi piaceva talmente tanto quel sogno che ho deciso di riperdermici dentro e di perdere la lucidità. E quindi…ogni tanto la pigrizia vince sul sogno, quindi ci vuole un po’ di attenzione, un po’ di determinazione, ma se c’è…beh allora è alla portata veramente di tutti noi.

Allora, chi avesse voglia di approfondire questa realtà, consiglio il lavoro di Charlie Morley con questo libro: Sogni di risveglio. Sogno lucido & consapevolezza del sogno e del sonno, ho visto c’è anche un sito che è www.sognilucidi.it, e quindi chi volesse comprendere meglio questa realtà ha pane per i suoi denti._

Castaneda e il guardarsi le mani

Flavio, penso di aver risposto anche alla tua domanda, spero e mi auguro che abbia incuriosito anche altri, non solo noi, ma, insomma è una bella esperienza da vivere. Io quando sentivo che c’erano dei maestri che facevano queste tecniche, usavano addirittura il sogno per ricevere insegnamenti, viaggiare, meditare, mi sembrava veramente un’esagerazione.

Alla fine ho scoperto che…è veramente parte del cammino di ciascuno di noi che cerca di ricordarsi di essere presente con tutte le difficoltà del quotidiano nel quotidiano, ed è semplicemente un’estensione di questo lavoro che facciamo anche durante la vita quotidiana.

Claudia scrive: “Ha scritto di sogni lucidi anche Carlos Castaneda” esatto. Tra l’altro dice di una tecnica, la condivido, giacché me l’hai ricordato, Claudia, è una tecnica…quello che dicevo prima, no…per ricordarci di…se stiamo sognando o no e quantomeno mettere in dubbio questa realtà apparente, una cosa che si fa anche durante il giorno, per esempio io adesso sto sognando o no?

Per capirlo io mi guardo le mani. Per esempio se guardo ripetutamente il palmo, quindi guardo il palmo, giro la mano, poi riguardo il palmo, se io continuo a vedere il palmo, probabilmente non sto sognando, sono nella realtà…quantomeno nella realtà relativa, ma la realtà relativa in cui vivo tutti i giorni, quindi la realtà di tutti i giorni.

Questo perché la mano ha una struttura abbastanza organizzata, che richiede una mappatura, quindi richiede l’attivazione della parte cognitiva del nostro cervello, quindi la parte sinistra, quella che riorganizza le informazioni, quella della parola…mentre durante il sogno è molto poco attiva, durante il sogno è proprio fantasia pura, creatività è tutta la parte femminile che è molto attiva, e questa parte femminile non è in grado di  ri-mappare due volte consecutivamente lo stesso schema.

Un altro gioco di test della realtà è quello di guardare un cartello stradale per esempio, o un cartello, la scritta, io leggo la scritta, una volta la posso leggere, distolgo lo sguardo, lo riguardo e non ci sarà scritta più la stessa cosa probabilmente, se è un sogno lucido, se è un sogno, se è un sogno a quel punto io scopro che sto sognando, già soltanto il fatto di mettere in dubbio che la realtà che sto vivendo è reale o è un sogno, mi aiuta poi se lo faccio durante la vita di tutti i giorni, durante il sogno potrei domandarmelo e riscoprirmi lucido, e riscoprirmi che stavo sognando.

E a quel punto, tra l’altro se dovesse mai capitare a qualcuno di voi di viverla come esperienza, consiglio…ecco, è un po’ come i pensieri, no,  prima i pensieri ci comandavano, a  un certo punto ci rendiamo conto che stiamo pensando, a quel punto il pensiero diventa timido, quasi se ne va per conto suo, no, e noi possiamo anche lasciare andare, possiamo intanto vedere com’era, come ci stava facendo stare…

Un po’ anche la stessa cosa succede nel sogno, c’è una suggestione onirica, succedono tutta una serie di cose, divento consapevole che stavo sognando, e a quel punto è come se prima a guidare la macchina del sogno era il sogno, e improvvisamente mi ritrovo io col volante in mano.

Il sogno ha bisogno di scorrere, per cui se io non do subito una direzione al sogno, con una certa velocità, e quindi non decido che per esempio voglio volare, voglio vivermi un’esperienza e poi il sogno a sua volta mi suggerisce la sua suggestione dopo che io l’ho invitato ad andare in una direzione, ecco che se io invece mi ritrovo il volante il mano e tentenno troppo, probabilmente tendo a svegliarmi.

E quindi esco dal sogno. Come dice questo Charlie Morley, stare nel sogno significa stare un po’ in equilibrio, un po’sul filo da equilibrista, tra il sogno e lo stato di veglia, io posso perdermi nello stato di veglia e risvegliarmi completamente e quindi uscire dal sogno e quindi non sto più in un sogno lucido, sono nella veglia, oppure posso rifarmi distrarre da un elemento del sogno, e rifarmi catturare dal sogno, e quindi perdere la lucidità. È sempre un equilibrio tra queste due cose.

Mi auguro che abbia incuriosito anche gli altri…Claudia, sì, Castaneda ne parla, perché è anche quella una pratica di consapevolezza, di risveglio, di comprensione della realtà, di gioco di scatole cinesi in cui vedo come la realtà relativa funziona e come io comunque funziono all’interno…i condizionamenti che ho…posso reintegrare degli aspetti di me, posso lavorare integrando di più l’inconscio, no, c’è chi va in ipnosi e io posso invece fare un lavoro con i sogni, per capire meglio come funziono, per appunto, mettere a posto delle Gestalt aperte, cioè delle cose insolute del passato, che sono ancora attive nell’adesso e  che nell’inconscio fervono e nel sogno in qualche modo emergono, e quindi posso fare tutta una serie di lavori molto interessanti…Infatti viene usato anche in psicologia, oltre che nel mondo spirituale…e devo dire, ripeto, Flavio, se questa me domanda me la ponevi solo qualche mese fa, io non avrei potuto rispondere, invece è un esperienza per me vivida in questo periodo.

Marco scende dal treno e saluta “Ciao Claudio, ciao a tutti, devo scendere dal treno, scusa se non ho scritto ma è solo un problema tecnico, ti ho seguito con grande interesse”

Bene, mi fa piacere, Marco, ma io direi che siamo giunti alla conclusione, quindi…domande intense come abbiamo visto, molto particolari, molto tecniche anche…spero che, come dire, siamo riusciti a sognare da una parte e a rimanere pratici da un’altra, come siamo entrati molto nel dottrinale da una parte e pratici da un’altra.

Insomma mi piace pensare che abbiamo approfondito un po’temi e allo stesso tempo abbiamo degli strumenti per applicarli nella vita di tutti i giorni, degli strumenti di maggiore comprensione, mi piace pensare questo.

Okay, io non ho altre domande, se non ci sono altre domande online, chiuderei qui questa sessione di Tele-Coaching, che insomma, devo dire, ha superato l’ora ed è stata per me molto intensa, spero anche per voi. Grazie, Nino, Nino dice: “ciao a tutti, e grazie e che siate felici” anche tu, Nino, e che tutti gli esseri siano felici, e tutti i partecipanti e anche chi ascolta in differita e anche tutti gli esseri.

Che siate felici, tanta gioia!

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