ZENO

Ciao Claudio,
da qualche tempo sto provando 2 percezioni diverse e mi chiedo se abbiano un senso o si tratti di auto-suggestione.
Quando medito normalmente tendo a focalizzarmi naturalmente sulla fronte che diventa come uno schermo del cinema su cui proietto, quando va bene, “visioni” e insights.
Quando medito per “aprire il cuore”(circa 2 volte la settimana) tendo invece a focalizzarmi naturalmente sul cuore e a non avere visioni ma piuttosto perduranti sensazioni di amore ed equanimità.
In entrambi i casi non mi sto sforzando ma lo sento come un processo naturale quasi automatico, come se fosse la strada normale da seguire.
Spero di essermi spiegato cn sufficiente chiarezza.
Ti risulta che si tratti di percezioni comuni e possa essere veramente la “strada da seguire “?
Grazie per la disponibilità ed il costante impegno nel sostenere i neofiti come il sottoscritto
P.S. Sto cercando un maestro per confrontarmi su questi aspetti ed al momento ho contattato Mario Thanavaro

Claudio

Ciao Zeno quel che fai potrebbe anche andare bene, tuttavia ti invito a stare con quello che c’è più che creare suggestioni random, anche se per la gentilezza e l’amorevolezza c’è sempre spazio. Lascia che gli insight siano veri insight se dovessero sorgere, non andare a cercarli o proiettarli. Ripeto va bene se lo fai, non è sbagliato, solo vorrei esortarti a stare con quello che c’è e sviluppare consapevolezza di quello che c’è prima di cercare qualcosa che vorresti far emergere. Impara la Vipassana, da Thanavaro sarebbe grandioso!

Leonardo Giorda

Ciao Claudio. Come sai pratico vipassana da circa due anni. La mia domanda è come si può progredire? Nel senso come portare la consapevolezza nella vita quotidiana? Hai Libri o cose da consigliarmi? Io al momento pratico 20 minuti al giorno. È importante per quanto tempo si medita? O basta qualche minuto al giorno? Grazie mille

Luca

Ciao Claudio, la mia domanda in se era rivolta più alla tecnica e all’impostazione che diamo alla nostra pratica. Quello che però credo di aver potuto capire dal tuo prezioso video, è che non dovremmo preoccuparci tanto della tecnica, dello rispettare una scaletta prefissata, ne tantomeno del chiederci se stiamo facendo correttamente. L’invito è sempre quello di rimanere con ciò che c’è momento per momento, e ciò che conta è l’atteggiamento che coltiviamo quando ci accorgiamo che sorgono pensieri, sensazioni, suoni, emozioni ecc…
Stamattina ho provato ad utilizzare il solito timer a step di 10min senza preoccuparmi di dire ad esempio: “ok terza campagna, adesso si va sulle sensazioni corporee”…ho utilizzato infatti come ancora sempre e solo il respiro. Mi è parso di riuscire a vedere cose che prima non riuscivo a distinguere chiaramente, forse perché dedicavo fino ad ora troppe energie al “come” piuttosto che alla pura consapevolezza.
Ti ringrazio quindi per i tuoi consigli.

Claudio

ciao Luca la tecnica ha la sua importanza ma non può il tecnicismo ledere l’esperienza, cosa che mi sembrava stesse accadendo e dall’esito della tua risposta sembra confermare. Poi mi chiedo chi ti ha detto di divire la tecnica in base al tempo e non allo stato di coscienza in cui ti trovi. Temo che non hai un maestro: trovatene uno potrebbe giovare veramente all pratica altrimenti ti perdi in rivoli senza senso.

Luca

Ciao Claudio, personalmente credo che uno dei maggiori dubbi che possa avere chi pratica da un po’ di tempo, e lo dico perché anche a me è capitato molto spesso, di chiedersi se “va bene quello che sto mettendo in pratica”. Ora, sappiamo qual è l’atteggiamento che bisogna avere durante la meditazione, e sappiamo appunto quanto il giudizio sul “stiamo facendo bene? ” sia dannoso ai fini della pratica stessa.
Personalmente ho cominciato circa 2 anni fa con l’ mbsr cercando di crearmi una routine giornaliera. Alla fine sono arrivato a 40 minuti di meditazione seduta la mattina, con un timer a step di 10min (respiro, corpo, suoni, pensieri), ma ultimamente mi sono incuriosito e avvicinato alla vipassana stessa (so che non cambia molto come tu ben spieghi in un tuo video), ho acquistato il tuo libro e letto molto materiale divulgativo. Insomma volevo fare uno step maggiore, sia in termini di conoscenza che di pratica. Ora la mia routine di meditazione seduta mattutina prevede, sempre a step di 10min, una prima parte si samatha con oggetto il respiro, poi un passaggio in cui apro di più il faro su tutto ciò che nasce (pensieri, sensazioni fisiche, ecc…) cercando di mantenerne la consapevolezza con oggetto primario sempre il respiro (fase vipassana), poi la stesa cosa cambiando oggetto primario e portandolo al corpo, e in ultima battuta ritornando al respiro (a volte l’oggetto primario diventano i suoni, ma per breve tempo perché tendo a fare associazioni).
Dunque morale della favola, per tornare al principio, mi capita spesso di pensare se questa routine e come viene messa in atto, vada bene. Non ti chiedo di rispondere se non possibile, oltretutto se la questione ti è già stata posta molte volte, ma ti ringrazio comunque se vorrai lasciare un tuo commento. Se si parla di dubbi, credo che questo sia uno di quelli che più risaltano, nonostante per quel che mi riguarda in circa 2 anni la pratica (chiamiamola mindfulness, chiamiamola vipassana) mi abbia migliorato notevolmente la vita. Grazie, un saluto!

Claudio

ciao Luca anche a te dico la stessa cosa: in attesa di un articolo specifico che estrarrò da questo video, intanto ti linko il video per intero in cui trovi anche la tua risposta ma credo che troverai tutto il video interessante perchè altri, con una formulazione diversa, hanno avanzato dubbi simili ai tuoi:
https://youtu.be/Ok4qkNJ1FgE

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