meditazione ansia: l’ansia che non ti aspettavi meditando

Ti metti a meditare e.. esce fuori un’ ansia che non ti aspettavi?

meditazione per l'ansiaScopri:

  • cos’è l’ansia
  • la meditazione per l’ansia
  • Occuparti anziche preoccuparti
  • quando un problema ha sempre una soluzione
  • i pensieri come servitori
  • la meditazione guidata per l’ansia
  • e molto altro ancora

Ogni tanto mi arriva una domanda, un grosso dubbio amletico, di chi si approccia alla meditazione magari perché è ansioso.

Si mette a meditare e gli esce fuori un’agitazione, un’ansia, una sofferenza mai viste.

E si preoccupa.

Dice “Come mai? Prima ero tranquillo, più o meno gestivo le mie emozioni tranquillamente, mi metto a meditare, magari lo faccio per calmarmi e invece succede proprio il contrario.

Sono io che sono strano? C’è qualcosa che sbaglio?”.

Tranquilla o tranquillo.

Vediamo di capire insieme cosa sta succedendo.

Per farlo ho bisogno di definire cos’è l’ansia e cosa facciamo quando meditiamo.

Mettendo a confronto queste due cose vedrai che sarà tutto un po’ più chiaro.

Cos’è l’ansia?

L’ansia è uno stato di agitazione legato a un’emozione che poi alla fine è la paura. Non è altro che una paura.

Normalmente noi abbiamo paura quando non stiamo nel presente.

Ti sarà più chiaro quando parlerò di meditazione.

Anticipiamo il futuro. L’ansia qualche volta arriva con un futuro molto prossimo.

Per esempio: mi sto sedendo davanti all’esaminatore e lo percepisco quasi come un presente.

Mi sto sedendo adesso ma ancora non sono sotto esame. Ci manca pochissimo e in quel momento l’ansia cresce tantissimo.

Ok, questo è naturale ma come vedi è un pensiero. I pensieri in quel momento dominano me stesso e quindi magari non mi accorgo che c’è un pensiero che mi sta dicendo “Oddio, chissà cosa mi chiederà, chissà come andrà, chissà se sarò all’altezza”.

Questi pensieri generano paure in questo caso sotto forma di ansia.

La paura arriva proprio perché tendenzialmente con il pensiero anticipiamo il futuro.

In realtà noi non possiamo che vivere il presente.

Nel presente non c’è ansia e qui andiamo alla definizione della meditazione.

la Meditazione per l’ansia

Che cosa facciamo noi con la meditazione? Di fatto noi ci ancoriamo al presente.

Le grandi tecniche meditative tendenzialmente ci ancorano al presente.

La tecnica che io amo di più, dopo averci ancorati al presente, ci fa stare con quello che c’è nel presente.

Questa tecnica si chiama “meditazione vipassana”, ma puoi chiamarla anche “Mindfulness” o, come io l’ho definita, “meditazione per indaffarati”.

Queste tecniche storicamente si riconducono alla vipassana e ti fanno stare con quello che c’è.

Anche la tecnica vipassana comincia con l’ancoraggio al presente.

Tutto quello che succede in meditazione è stare nel presente, con quello che c’è nel qui e ora. E non nel futuro.

Tendenzialmente quando siamo ansiosi o quando siamo nella paura anticipiamo il futuro.

Prova a immaginare di essere su una macchina e voler girare prima della curva.

Dici: “Oddio, devo girare, devo girare, devo girare”.

Vedi la curva, si avvicina sempre più, sempre più, e tu giri prima.

Magari solo un attimo prima, ma ti ritrovi fuori strada.

Ecco, con le ansie questo accade spesso.

Torniamo alla meditazione perché probabilmente non sarai ancora convinto al 100%.

Cerchiamo di trovare un esempio nella vita di tutti i giorni che può chiarificare questa cosa.

A me piace essere semplice e pratico quindi vediamo un esempio nella vita di tutti i giorni.

Ti dicevo che l’ansia è una forma di paura, una forma di preoccupazione. E sottolineo la parola pre-occupazione.

Come vedi anche qui si capisce che c’è un pre-occuparsi, prima di qualche cosa.

Torniamo all’esempio dell’esame.

Esempio di come la meditazione risolve l’ansia e le preoccupazioni

Tutti abbiamo sostenuto un esame: cosa succede normalmente qualche giorno prima di un esame?

Sai che c’è un esame e ti devi preparare, quindi nei giorni prima di prepari.

Se lo noti, più ti occupi di studiare, più sei occupato e meno ti pre-occupi di come può andare il risultato finale.

Ogni volta che pensi a quando sarai sotto esame c’è una pre-occupazione perché ancora stai studiando.

Mentre ti stai occupando di studiare, in quel momento, se ci fai caso, già il fatto di occuparti fa cessare o diminuire l’ansia e la preoccupazione.

Hai studiato o non hai studiato, ti presenti all’esame.

Mentre ti siedi davanti all’esaminatore l’ansia cresce alle stelle, poi l’esaminatore ti fa una domanda.

A quel punto facci caso: che tu conosca la risposta, che tu stia tirando a indovinare, comunque cominci a occuparti di rispondere.

Se ci pensi bene in quel momento non c’è ansia. Ti occupi di rispondere non c’è spazio per la pre-occupazione!

In quel momento semplicemente stai rispondendo alla domanda o te la stai persino inventando.

In quel momento se ci fai caso sei tranquillo o tranquilla.

Magari l’ansia riparte appena finita la risposta perché parte un pensiero di cui non sei molto cosciente che ti fa dire magari “E adesso che cosa mi chiederà? Sarò in grado di rispondere ancora?”.

Ecco, così funziona la nostra mente.

Quando siamo nel presente noi semplicemente ci occupiamo delle cose e smettiamo di preoccuparci.

C’è un bellissimo detto che ho sentito dal Dalai Lama, anche se non direttamente.

Ho comunque avuto la fortuna, come tanti, di seguirlo da vivo.

Si tratta di un modo di dire: probabilmente non l’ha detto solo lui ma io l’ho sentito da lui.

Dice “Se un problema ha una soluzione non è un problema e se un problema non ha una soluzione non è un problema”.

Meditazione Attacchi di PanicoQuando stiamo nel presente ci accorgiamo di quello che possiamo fare nel qui e ora per risolverlo.

Semplicemente smettiamo di preoccuparci perché ce ne stiamo occupando, lo stiamo risolvendo.

Quando invece sappiamo che non ha nessuna soluzione allora non abbiamo motivo di preoccuparci.

Dovremo far buon viso a cattivo gioco o comunque aggirare l’ostacolo in modo diverso.

Quindi semplicemente viviamo nella maggiore tranquillità.

La meditazione ci aiuta ad allenarci, a smascherare questi pensieri. Non significa annullarli, significa smascherarli.

Stare con quello che c’è può anche significare stare con l’ansia.

Se sono preoccupato, mi fermo a osservare il me che è preoccupato.

Già questo aiuta piano piano a diminuire l’ansia.

Nota bene. Io non medito per calmarmi ma medito per stare con quello che c’è; se in quel momento c’è ansia io sto con l’ansia. Non voglio eliminarla. Sto con l’ansia.

Ed è proprio lo stare con l’ansia che mi fa calmare. Non cerco la calma, cerco di stare semplicemente con quello che c’è.

Questa differenza sottile è sostanziale quando si è all’inizio e ci si aspetta di essere calmi. Forse, in parte, sei già arrivato alla soluzione dell’enigma.

Cosa succede quando mediti e l’ansia comincia ad affiorare

Se sei seduto o seduta a meditare, se sei ancora agli inizi e non conosci ancora questo “segreto” (ovvero il segreto di stare con quello che c’è senza bisogno di cambiarlo), osservi delle cose dentro di te.

Magari non ci sei neanche tanto abituato: sei abituato a fare mille cose nel tran tran quotidiano, a occuparti la giornata di mille cose da fare.

La vita è già ricca di stimoli e noi ne aggiungiamo ancora e ancora: non siamo abituati a fermarci un attimo.

Quando ci fermiamo magari ricominciano ad emergere cose che non vogliamo vedere. Questo ci dà ansia, perché neanche le stiamo guardando, non stiamo con quello che c’è. Stanno emergendo.

Invece di starci cominciamo a dire “Oddio chissà che cosa sta per succedere”.

C’è un’anticipazione.

Stacci. Non succede niente, è tutta roba tua.

Se quando apri l’armadio ci sono degli scheletri, guardandoli diventano nulla. Non fanno più così tanta paura.

Il mio invito è “Non ti preoccupare, anche se c’è ansia, stai con la tua ansia, fai un bel respiro, osserva il respiro”.

Osservare il respiro a livello della pancia ci aiuta ad abbassare l’ansia, che spesso invece è determinata da un respiro corto a livello del petto.

Se invece respiro di pancia, con respiri lunghi, se osservo la pancia che si solleva e si abbassa, sto facendo un ottimo esercizio.

Puoi farlo e non soltanto in meditazione.

Allenati a farlo in meditazione, ma se sei un tipo ansioso puoi ritrovarlo anche nella vita di tutti i giorni.

Osserva il respiro nella pancia, come si solleva e si abbassa.

Questo ti ancora al presente, interrompe il loop mentale, quel chiacchiericcio di cui neanche ti accorgi, quello che ti dice “Oddio che sta per succedere?

Che sta per succedere? Che sta per succedere?”. Sono solo pensieri.

Non sta succedendo niente: io sto qua, ci posso stare. Anche se sta per succedere qualcosa io osservo cosa succede. Senza voler modificare, senza affrettarmi a scappare via per non vedere quello che sta per succedere.

Spesso gli attacchi di panico sono paure della paura. Se io smetto di avere paura della paura e sto con la paura, mi tranquillizzo.

Voler cancellare tutte le paure, voler cancellare tutte le ansie nutre l’ansia, è una forma di ansia: sviluppa la paura della paura che diventa la paura della paura della paura.

Alla fine vengono gli attacchi di panico, sempre più frequenti, sempre più velocemente.

Quindi stai con quello che c’è.

il “Segreto” della meditazione

Questo è il segreto della meditazione e non è neanche tanto segreto perché è meno intuitivo di quello che uno possa pensare.

Uno dice “Mi metto a meditare per calmarmi”.

No. Medita per stare con quello che c’è: questo ti calmerà quasi certamente.

Non preoccuparti se non avviene, continua a meditare.

Se vedi che non sei calmo o calma, quasi certamente c’è un pensiero.

Non preoccuparti di inseguire quel pensiero, semplicemente riagganciati all’adesso. Come? Con il respiro.

Noi respiriamo nell’adesso. Anche il corpo vive nell’adesso, quindi fai più affidamento al corpo che non al respiro.

Lo so: siamo abituati a pensare che è più importante la mente del corpo ma in realtà il corpo ci aiuta tantissimo a radicarci nell’adesso e a riscoprire la purezza della mente, invece di stare con quella mente che chiacchiera di continuo con il pensiero.

meditazione come si faUn altro bel detto è: “I pensieri sono degli ottimi servitori ma sono dei pessimi padroni”.

Non sono dei nemici, sono una nostra funzione, usiamoli ma non facciamoci usare dai pensieri.

Quando ci facciamo usare dai pensieri siamo nell’ansia.

Medita, medita, osserva il respiro nella pancia, anche quando non mediti. Vedrai che tutto tornerà normale e, anzi, proverai una pace come mai l’hai conosciuta.

Datti però del tempo. Ok? Se non riesci sin da subito, non sei tu che non riesci in assoluto.

Se non si è abituati è normale.

Se ti dai del tempo e smetti di preoccuparti della meditazione che non funziona, vedrai che invece la meditazione funziona eccome.

E potrai cambiare radicalmente la tua vita.

 

Se vuoi una meditazione guidata per l’ansia puoi scaricare gratis l’mp3 del calmo dimorare particolarmente indicata in caso di ansie, paure ed attacchi di panico

 

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