Quanto tempo meditare, costanti senza cadere nella ritualità e meditare con l’abbiocco

Quanto tempo meditare, costanti senza cadere nella ritualità e meditare con l’abbiocco

3 domande a “raffica” tratte dal corso sull’ansia, lo stress e il doc

D: “C’è un tempo minimo per meditare, o più tempo si medita meglio è?”

puoi guardare il breve video o continuare a leggerne la trascrizione sotto:

Non c’è un tempo definito, qualunque tempo va bene.

Uno studio diceva che 7/8 minuti sarebbe il tempo minimo, però anche 5 minuti vanno benissimo.

Buddha diceva che se puoi meditare per un mese di fila, ok; se puoi meditare per una settimana di fila, ok; se puoi meditare per un giorno di fila, ok; se puoi meditare per un’ora di fila, ok; se puoi meditare per mezz’ora, 20 minuti, un quarto d’ora, un minuto: va benissimo, basta che siamo presenti.

Ogni momento di presenza in più, è un dono che facciamo a noi stessi; un “presente”, appunto, che facciamo a noi stessi.

come essere costanti senza cadere nella ritualità compulsiva

D: “Come si fa a essere costanti nella meditazione: è utile avere un orario fisso o si può scatenare una sorta di disturbo ossessivo compulsivo, se non si riesce a farlo?”

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Un orario fisso aiuta, anche un rituale del genere – che ti da costanza – aiuta, perché anche la costanza aiuta in meditazione.

Quindi, aiuta.

Se però diventa qualcosa che stai male se non lo fai, cambia orario apposta, poi magari ne crei un altro.

Se ti accorgi che poi, attraverso la meditazione, stai facendo rientrare dalla finestra qualche cosa che eri appena riuscito a mandare via dalla porta, attenzione.

Ma te ne accorgi, e il fatto di accorgertene è già una ottima soluzione.

In meditazione, questo facciamo.

Non è che non ci distraiamo, in meditazione ci distraiamo costantemente, ma ci accorgiamo che ci siamo distratti, ed è questo che fa la differenza sostanziale; perché, se ce ne accorgiamo, vuol dire che lo abbiamo usato quel retto sforzo, che siamo stati presenti a noi stessi.

Quindi, va benissimo avere un orario fisso, perché aiuta la costanza, ma è anche altrettanto utile, ogni tanto, dissacrare, rompere gli schemi, provare il disagio nel cercare di cambiare qualcosa e, perché no?, saltare un giorno di meditazione a quel punto.

Meditare con l’abbiocco

D: “Mi è venuto un poco di abbiocco, io normalmente mi addormento in pochi secondi, e quando provo a meditare mi addormento facilmente”.

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Eh, sì: capita.

Poi, queste meditazioni producono tanta calma, quindi ci sta che, quando siamo stanchi, tendono a farci abbioccare.

L’abbiocco è parte integrante di un percorso meditativo, fa parte di quel percorso meditativo di Samatha (come lo abbiamo chiamato prima) e accompagna – ahimè – la pratica del meditante; e può quindi succedere che uno degli effetti collaterali sia un abbiocco.

Però, ben venga, se siamo qui per prevenire e curare ansia e stress, un po’ di riposo non può che farci bene.

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come nasce la Compulsività le radici del DOC

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Come funziona il DOC (la compulsività ossessiva)?

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C’è un disagio profondo e latente, con la presenza di un forte stato d’ansia che in certi casi si fa più marcato, e che scatena anche un’azione compulsiva.

Meditazione DOC disturbo compulsivoIn associazione ad un’idea – quindi parliamo ancora del pensiero: di un’idea ansiosa – si scatena un comportamento.

Quindi c’è sia un aspetto cognitivo che un aspetto comportamentale, ad esempio lavarsi le mani – soprattutto in questo periodo – è sano, lavarsi continuamente le mani è insano: ti rovini le mani, comprometti lo strato protettivo della pelle, e può avere anche delle ripercussioni sociali gravi.

Io ho conosciuto una persona ossessivo compulsiva che non dava la mano a nessuno, non toccava nulla, non si sedeva su di una sedia se non era stata disinfettata prima, e non usciva più di casa: ci sono delle conseguenze sociali per una persona che arriva a degli atteggiamenti compulsivi di questo tipo.

Ma ci sono vari livelli, ovviamente.

Un po’ tutti noi, soprattutto in periodi di ansia come questo, tendiamo ad avere degli atteggiamenti ossessivi compulsivi. Continua a leggere come nasce la Compulsività le radici del DOC