Tipi di meditazione

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Tipi di meditazione

Stai per scoprire vari tipi di meditazione, se vuoi approfondire alcuni di questi tipi trovi qui sotto uno schemino con dei link che ti riportano a maggiori informazioni sul ciascun tipo di meditazione specifico.

Guarda pure il video (dura circa 15 minuti) o leggi la trascrizione: Immagine anteprima YouTube

 “Quali sono i tipi di meditazione e quale consigli?”

Quali sono i tipi di meditazione e quale consiglio.

Allora… quali sono i tipi di meditazione. Dipende un po’ anche qui che cosa intendi, Giulia. Anche tu non sei online; oggi veramente siamo in pochini online.

E… i tipi di meditazione… per esempio: mindfulness, vipassana, meditazione trascendentale, la meditazione dinamica… questi sono tutti nomi di alcune tecniche, tra l’altro gran parte delle quali hanno un copyright (cioè qualcuno se l’è inventata, tra virgolette, e c’ha messo un copyright)… quindi sono nomi di tecniche.

A me piace classificarle in modo un pochino diverso; però ritorniamo un attimo intanto a questi che sono un pochino quelli un po’ più famosi, no?

La meditazione di tipo dinamico di Osho

Allora, la meditazione dinamica è una meditazione inventata da Osho.

Non so se ha il copyright o no… comunque, insomma, è una meditazione che si fa ballando, in qualche modo, urlando, muovendosi e agitando le braccia, e a un certo punto ci si blocca e porti l’attenzione a quello che stai facendo in quel momento in cui sei bloccato.

È una meditazione anche impegnativa; si fa in gruppo, in qualche modo, ed è significativa… cioè probabilmente lui l’ha pensata un po’ per noi occidentali.

A me sembra un po’ difficile da praticare; io non sono un grande esperto di questa… di questo metodo e non so se suggerirtelo, ecco… io non mi sento di suggerirtelo semplicemente perché non ne sono mai stato attratto e quindi non mi sento di caldeggiartelo, in questo senso.

Ma se vuoi saperne di più clicca qui: Meditazione Dinamica di Osho – tecnica di meditazione

 

La Meditazione Trascendentale

Poi parliamo di meditazione trascendentale.

La meditazione trascendentale, questo sì ha un copyright; attinge alla tradizione vedica, quindi alla tradizione indiana, ed è stata portata in occidente da un certo Maharishi, che ne ha fatto un copyright.

Anzi, dobbiamo alla meditazione trascendentale il fatto che siano stati fatti tanti studi scientifici sui benefici della meditazione in generale, oserei dire.

Poi questo… questa ricerca scientifica oggi continua sempre di più con la mindfulness, e adesso vediamo un po’ tutti questi aspetti.

E la meditazione trascendentale è molto famosa perché era… è un po’ considerata la meditazione dei ricchi, chiamiamola così… cioè, delle star, perché l’hanno resa famosa i Beatles, ma anche recentemente un regista ne ha parlato e ha rilanciato questa moda sulla trascendentale.

È una meditazione che si fa con un mantra segreto; quindi, essendo un copyright, nessuno, se non è titolato Maestro, te la può dare, anche se i mantra sono pubblici, cioè tutti quanti conosciamo i mantra, ma lui ti dà quello che è tuo e tu non lo devi dire a nessuno; quindi, diciamo, non si può copiare, tra virgolette.

Però chiunque di noi… l’ho spiegato prima come si fa a meditare con un mantra, quindi… non… è una cosa abbastanza facile da fare dal punto di vista tecnico recitare con un mantra, e non c’è bisogno di nessun copyright per recitare con un mantra.

Per usare quel metodo formulato, per cui c’è una piccola cerimonia, ti danno il mantra, devi pagare una cifra, che è normalmente… è una cifra considerevole, … molto significativa… ecco che, infatti, ha dei riscontri questa cosa: c’è chi non la fa, proprio perché costa un sacco di soldi, e c’è chi invece la fa dopo aver pagato quei soldi e la fa con attenzione.

Quindi… io devo dire che alcuni amici che l’hanno fatta sono contenti di averla fatta, quindi… anche se hanno speso dei soldini, sono contenti di averla fatta, quindi io non mi sento né di consigliarla né di sconsigliarla.

Non mi sento di consigliarla per il costo più che altro; io personalmente non l’ho fatta, anche perché so già meditare con un mantra… di farmi dare un mantra e recitare solo quello, personalmente, non ne ho sentito il bisogno.

So già meditare con quella che per me è la meditazione che mi apre una certa dimensione, di visione, profonda… io personalmente preferisco fare quella, quindi non ho mai sentito il bisogno di fare una meditazione come quella trascendentale.

Meditare con un mantra lo faccio, ogni tanto mi piace farlo; non lo faccio così spesso, perché ha un difetto: meditare con un mantra… dicevamo prima che ti àncora il mantra, no?

Per cui se io recito per esempio: “OMM OMM OMM OMM”… il mio oggetto di attenzione è il mantra, per cui quando mi distraggo, ritorno al mantra; e sono molto legato.

Cioè, così come mi àncora questo mantra, io in qualche modo mi sento legato a questo mantra e non spazio, non vado oltre, non vado in profondità, perché rimango legato al mantra.

Non è del tutto vero, è un’approssimativ… cioè, la mia è un’approssimazione, però è un’approssimazione… ecco, in quanto approssimazione è vera.

Nel senso che, quando ci leghiamo a qualcosa e ritroviamo il qui e ora, qualcosa succede, comunque; nel trascendente, appunto, ci andiamo.

Però diciamo che, quando invece fai una tecnica come la mindfulness o come la vipassana, ecco che tu lì… come oggetto a quel punto… all’inizio ti àncori, ogni tanto ti ricordi la tua àncora, quando ti rendi conto che ne hai bisogno perché ti stai allontanando troppo, ma cominci a osservare tutte le cose così come sono; quindi non sei più così legato all’àncora e sviluppi maggiormente la consapevolezza.

 

Tipi di meditazione di “Ancoraggio” e meditazione di consapevolezza (Samatha Vipassana)

Questo permette di fare un salto in qualità da un mio punto di vista, ma non solo da un mio punto di vista; ci sono delle persone (credo Osho stesso e sicuramente l’ho sentito dire da Brizzi) che mettono in guardia dall’uso di… se vuoi risvegliarti.

Poi, se ti vuoi calmare soltanto… per carità; ma se ti vuoi risvegliare ho sentito dire un po’… che legarsi troppo, per esempio a un mantra, o legarsi troppo o fare delle meditazioni che ti legano molto, in questo caso di Samatha, ecco che poi non riesci in qualche modo a sviluppare quella presenza, quella qualità di attenzione in ogni cosa che ti succede.

Invece, la vipassana ti aiuta e ti allena a stare con le cose così come sono, esattamente le cose così come accadono; e questo ti permette di avere un’attitudine diversa, un’altra qualità di presenza. E queste sono le meditazioni… sono la meditazione vipassana.

 

La Meditazione Mindfulness

La mindfulness e anche la mia meditazione per indaffarati attingono dalla vipassana, non è che ci siamo inventati un granché, ecco; nel senso che, sì, ognuno poi mette delle virgole in modo un pochino diverso, però la tecnica di riferimento culturale, per esempio per la mindfulness, è proprio la vipassana.

Kabat-Zinn, che è quello che in qualche modo l’ha formulata, ha attinto da quella fonte.

Quindi, ricapitolando, ritornando alla domanda:

quali sono i tipi di meditazione e quale consiglio?

Allora, sicuramente quella che consiglio, l’ho detto, è la vipassana. È la meditazione e visione profonda.

Se stai facendo… se hai fatto la meditazione per indaffarati, sai cos’è la vipassana: falla e sei nella strada giusta.

Quindi quella che consiglio è la Meditazione Vipassana.

Clicca qui per avere maggiori informazioni su un corso di meditazione vipassana

Un’ altro modo per definire i tipi di meditazione:

Un’altra angolatura con cui invece a me piace definire i tipi di meditazione è un pochino diversa, no?

Per cui, io ti ho detto quelle che sono le più comuni, però, diciamo, io le divido, le classifico in modo un pochino diverso; secondo me c’è la meditazione… ci sono delle meditazioni di ancoraggio…

Allora, intanto per meditazione si può intendere il fatto che io penso no?

Quindi medito, e quindi sto facendo una meditazione; in realtà sto facendo una riflessione, che, chi medita, sa che è molto diverso dalla meditazione tradizionale per cui noi, al contrario, invece di essere succubi dei pensieri, li osserviamo, ne diventiamo autori e padroni, piuttosto che lasciarci condizionare.

Si dice che il pensiero è un ottimo servitore e un pessimo padrone: ecco noi, in quel caso, torniamo a essere padroni.

E quindi non è esattamente “pensare” il significato che noi attribuiamo alla parola “meditazione”. E questo è una versione.

Un’altra versione è quella di consapevolezza, che l’ho appena spiegata: la vipassana è una meditazione di consapevolezza.

Ma poi ci sono tante forme di meditazione di ancoraggio, quelle che nella tradizione Theravāda vengono… (che usa la lingua Pāli) vengono chiamate Samatha, e sono il mantra, per esempio, che, come vedi, poi è usato anche nella meditazione trascendentale, nella meditazione vedica, nello yoga, nella meditazione del suono primordiale, quella di Deepak Chopra… quindi il mantra è molto diffuso.

Poi sono… normalmente i mantra sono in lingua sanscrita. Ok. E questo è il… è un’altra forma di ancoraggio.

Quindi… un’altra forma ulteriore di ancoraggio è il… allora uno è il mantra, uno è il respiro, che in lingua Pāli si chiama Anapanasati; per esempio nella tradizione yogica si usa un altro termine, che adesso, porca miseria, in questo momento mi sfugge, ma insomma… sicuramente tu che mi ascolti lo conosci perché l’avrai sicuramente sentito dire tante volte… comunque è molto diffuso. Il respiro è un’altra forma di ancoraggio: mi àncoro al respiro e sto attento; il corpo… quindi io posso scannerizzare il mio corpo, sentire le sensazioni: son tutti strumenti di presenza, di consapevolezza, di ancoraggio.

Ecco, questi… tutte queste àncore hanno un potere particolare che ci riporta al qui e ora, quindi la mente si distrae e noi, attraverso il corpo, attraverso il respiro, attraverso il mantra, attraverso l’osservazione di quello che sta succedendo in questo momento, io ritorno nel qui e ora.

Molto semplicemente.

Ecco, queste sono tutte forme di ancoraggio.

Quindi io le divido in questo modo.

Poi ci sono delle pratiche un pochino diverse (che vengono spesso chiamate meditazioni) che possono essere delle autoipnosi – chiamiamole così – dei training autogeni, delle programmazioni mentali, dei giochi di fantasia, e che producono degli effetti un pochino diversi.

Per esempio, la pratica di Metta (la pratica di benevolenza, quella dell’apertura del cuore) è una pratica… quella che a me piace chiamare “meditazione della pace interiore”, ho fatto anche un corso sulla meditazione della pace interiore: questa pratica è una pratica che crea delle suggestioni.

Quindi non è più una tecnica di consapevolezza, ma è una tecnica che favorisce delle suggestioni.

Allo stesso modo, una fantasia guidata, una programmazione mentale positiva va a – come dire – autosuggerirmi di fare una cosa; quindi va ad alimentare uno stato mentale.

E queste già per me sono qualche cosa di un pochino diverse da una stretta pratica meditativa. Io le chiamo fantasie guidate.

Chi sta da qualche mese nel “come meditare coaching” ne trova ogni tanto qualcheduna. Ed ecco, quindi, come le classifico io le meditazioni.

E poi ci sono anche delle meditazioni, delle… degli esercizi fisici, tra virgolette, che sono invece delle vere e proprie… meditazioni dinamiche le chiamerebbe Osho, cioè delle meditazioni in movimento.

Una di queste, per esempio, la meditazione che si usa sempre nella tradizione Theravāda (quella in lingua Pāli), che è la meditazione camminata: io cammino e faccio attenzione alle sensazioni derivanti dai piedi, dalle gambe, dal… nel camminare.

Quindi l’ancoraggio in questo caso sta di nuovo nel corpo, nei piedi, nel cambio di sensazioni dovuto al cambio… al movimento.

Ma il Tai Chi, il Chi Kung, lo Yoga… se io le faccio in modo reale e tradizionale, non come esercizio ginnico per cui vado in palestra, faccio lo yoga come se fosse una palestra, ma faccio lo yoga in modo orig… come lo dicono i veri maestri: Yoga….

Anche quelli che lo fanno nelle palestre, ma insomma, non mettendo l’enfasi sulla consapevolezza mentre fai l’esercizio: ecco che anche quelle sono delle meditazioni, anche se sono delle meditazioni in qualche modo in movimento.

Perché l’Asana, cioè una posizione dello yoga, tu la mantieni, è vero, ferma (tra virgolette) per qualche minuto, ma il lavoro vero non è sforzarti, ma al contrario assecondare il tuo corpo, sentire che cosa succede nel tuo corpo quando lo stimoli a assumere una posizione particolare e vedere se ce la fai a mantenerla; se non ce la fai, usi una posizione più semplificata… insomma è un esercizio anche quello di consapevolezza.

Però diciamo che spesso noi occidentali lo trasformiamo in un esercizio ginnico e questo ci confonde un po’, ma sono… in origine i Maestri lo insegnano come strumenti di consapevolezza.

Ecco quindi che anche in questo modo penso di aver risposto, a livelli un pochino diversi, quali sono i tipi di meditazione e quale consiglio.

Ti ho fatto l’elenco di alcune meditazioni più comuni e ti ho detto quello che consigliavo, e poi ti ho anche detto quali sono per me le categorie, quindi quali sono i tipi di meditazione in questo senso; e quindi penso di averti risposto.

Un altro pezzo “rubato” al “come meditare coaching”
clicca per saperne di più su come funziona: “come meditare coaching

se vuoi tornare a delle semplici istruzioni per fare la meditazione clicca su: come meditare

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