Cosa fare quando si smette di avere pensieri positivi

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  • Cosa fare quando si smette di avere pensieri positivi
  • L’inganno del pensiero positivo
  • Limiti della legge d’attrazione
  • La consapevolezza prima del pensiero positivo
  • Come smettere di aggiungere sofferenza
  • Il potere dell’equanimità
  • E molto altro

 Questo è un pezzo rubato al Coaching di domande e risposte riservato agli abbonati del Come Meditare Coaching che ho voluto condividere pubblicamente perché risponde ad una domanda molto comune e diffusa ovvero: “come fare quando si smette di avere pensieri positivi”

guarda il video (circa 8 minuti) o continua a leggere sotto al video

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Luca dice: “ciao Claudio, quando ho cominciato a meditare, notavo che mi calmavo ed ero pieno di pensieri positivi. Adesso che sto attraversando un periodo difficile noto che si meditando un poco mi calmo, ma non riesco ad avere pensieri positivi. Cosa posso fare?”

Leggo anche la domanda di Carla: “ciao Claudio qualcuno mi parla di equanimità e di apertura del cuore, potresti spiegarmi bene questi concetti?”

Comincio con Luca. Qui ci tengo a sfatare un aspetto. Quando si parla di meditazione si intendono tante cose, persino pensare: “ho meditato una cosa, ho pensato una cosa”.

Si usa con il termine meditazione anche programmazione positiva, programmazione mentale; io faccio anche queste tecniche, ho cominciato anzi a quindici anni proprio imparando questo tipo di tecnica.

La meditazione tuttavia è qualcosa di un po’ diverso, per come la intendo io, o come la intendono alcuni, cioè è uno strumento per sviluppare la consapevolezza.

Quale è il problema, quale è la differenza, perché è utile capire questa differenza?

Perché se tu vuoi sviluppare i pensieri positivi (e fai benissimo a farlo, io stesso ho fatto un articolo dove parlo dei benefici dei pensieri positivi) prima devi fare un’analisi della realtà, solo dopo puoi sviluppare un ensiero positivo o fare quello che desideri.

Vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, può fare la differenza, è utile vederlo mezzo pieno, ma tu sai che il bicchiere è a metà. È questa l’analisi di realtà. E questo è fondamentale.

(se ti interessa fai il test in questo articolo: Il pensiero positivo fa bene? Fai il test di cosa avviene nella tua mente)

Quale è l’errore comune, quale è l’equivoco?

è pensare che bisogna avere per forza pensieri positivi.

Per forza! Anche quando non ce li abbiamo, anche quando non ci vengono, anche quando siamo giù o anche quando stiamo attraversando momenti difficili.

Ma allora a quel punto, non è che viviamo nella realtà ci illudiamo che le cose siano come noi le vorremmo, e andremo in realtà ad aggiungere sofferenza.

Intanto le cose non vanno come vorremmo, la legge d’attrazione in questi casi non funziona.

La legge d’attrazione, funziona quando ci crediamo veramente; tra l’altro e meno importante e questo ci tengo a sottolineare, è importante, ha una sua utilità a sviluppare il pensiero positivo ma è assolutamente meno importante e rischiamo pure di prenderci in giro, se non sviluppiamo prima un aspetto che è molto importante che è quello di stare con le cose cosi come sono.

Consapevolezza. È un’ analisi di realtà: io sto con il bicchiere che è pieno a metà, a metà pieno e a metà vuoto. E’ tutt’e due le cose, quindi prima io sto con questo esamino la realtà, ho un quadro preciso della realtà, sono nella consapevolezza.

Quand’è che sono nella consapevolezza? Quando sto meditando. Io medito per stare nella consapevolezza.

Vedi che c’è una certa differenza, meditare per stare con le cose come sono è molto diverso da programmare la mente perché le cose siano diverse da come sono adesso.

Quindi io voglio sviluppare un pensiero positivo per forza è molto diverso, sono due tecniche completamente diverse.

Allora il mio auspicio è primariamente meditare per stare con le cose cosi come sono: e questo è fondamentale, questo è importantissimo, è la base della felicità, è veramente la base della felicità.

La felicità non sta nel rifiutare le cose che non ci piacciono ed accettare solo le cose che ci piacciono, perché la vita -c’è poco da fare- è costellata di cose che ci piacciono e che non ci piacciono.

La felicità è poter stare con equanimità (e qui introduciamo il concetto espresso da Carla) di stare con la stessa posizione d’animo accogliendo quello che succede nel nostro campo esperienziale: siano cose che ci piacciono, siano cose che non ci piacciono.

Anzi, notare quando aggiungiamo il giudizio, quando aggiungiamo il “mi piace” o “non mi piace” e notare anche come ci fa stare questo giudizio.

Quindi il lavoro è un lavoro di fino: prima registro le cose cosi come sono, sempre di più. Poi mi rendo conto che ci aggiungo l’etichetta, il giudizio “mi piace”, “non mi piace” o “mi è indifferente” (questa è un’altra forma di etichettare i fenomeni) e noto come tutto questo mi fa stare, lo posso osservare con consapevolezza.

Quando io osservo con consapevolezza e sono nella posizione dell’osservatore, colui che osserva, io posso attraversare anche periodi bui e faticosi con una certa gioia nel cuore:

sto faticando, sto tribolando, sto soffrendo, non è che non c’è questa sofferenza.. c’è e rimane: ma una parte di me è serena tranquilla e sa fronteggiare meglio quella situazione, e soprattutto non aggiungo un’ulteriore sofferenza, non faccio una lotta con quella sofferenza aggiungendo un “ non lo voglio non lo voglio uffa perché tutto a me” ecco questo è ciò che normalmente ci diciamo e che ci fa veramente soffrire.

Questo è un valore aggiunto della sofferenza che aggiungiamo noi! Se noi riusciamo quanto più a stare con le cose cosi come sono tanto più noi saremo felici.

Ecco perché rispondendo a Luca è più importante stare nella consapevolezza piuttosto che sviluppare il pensiero positivo.

Perché sviluppare il pensiero positivo può portare facilmente a ritornare nell’errore di non volere il fenomeno, non volere il bicchiere a metà, “io lo voglio pieno, invece sta a metà; uffa”, il bicchiere sta cosi come sta e bisogna accogliere questo stato delle cose cosi come è!

Poi posso decidere in cuor mio che, una volta visto che è a metà, lo posso riempire di più;

e qui c’è già vedi un campo di possibilità e positivamente mi posso aprire a questo campo di possibilità, lì puoi sviluppare il pensiero positivo, prima però accetti che il bicchiere è a metà, ecco questo è una distinzione fondamentale.

Quindi Luca diceva che nonostante un periodo difficile si sta calmando ma non ha più pensieri positivi, va benissimo, accetta lo stato delle cose, vedrai come stai notando comunque, la meditazione ti aiuta a calmarti, ed attraversare meglio questi periodi di maggiore difficoltà, noi è importante che accogliamo nel nostro campo esperienziale anche questi momenti con un atteggiamento “equanime”; e qui passo alla risposta a Carla, cioè con atteggiamento di accettazione delle cose che si stanno manifestando e accogliendo con lo stesso atteggiamento, questa è l’equanimità, sia le cose che ci piacciono sia le cose che non ci piacciono. E questo è il concetto di equanimità.

Continua con la risposta a Carla sulla equanimità e sulla “apertura del cuore”…

 

se vuoi tornare a delle semplici istruzioni per fare la meditazione clicca su: come meditare

Alessio

Grazie davvero Claudio per questo video! Ho sempre sentito questo “stare con le cose così come sono” della meditazione Zen ma purtroppo con la poca informazione che avevo non ho mai capito il suo vero significato… lo interpretavo sempre come “bisogna accettare tutto, sono ‘solo’ eventi della Vita; quando togli la volontà di voler cambiare le cose spiacevoli sei felice perchè non devi fare più nulla: accettazione di tutto e non far nulla per cambiare”. Così invece è tutto perfetto!
Grazie.

da quel poco che ne so, non si tratta di una tecnica di presenza nel qui e ora ma di una integrazione cognitiva del vissuto di una intera giornata a fine della stessa: sono comunque tecniche interessanti a mio avviso

Mario

Grazie, potresti fare un video e/o un articolo perché non ho ancora capito come funziona, quali benefici dà e quale è il suo scopo. Comunque so che si usa per aumentare la probabilità di avere un sogno lucido.

Mario

Sfortunatamente non ho trovato informazioni sulla meditazione riepilogativa,potresti darmi qualche link su questo argomento (meditazione riepilogativa) visto che io non l’ho trovato?

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