Come Meditare per curare l’ansia (prima parte)

Come Meditare per curare e prevenire l’ansia e gli attacchi di panico

 

In questa prima parte stai per scoprire:

  • Perché molti psicologi suggeriscono la meditazione in caso di ansia
  • Come funziona l’ansia (e gli attacchi di panico)
  • Il futuro imminente non è Presente
  • Il potere del momento presente
  • I 3 principali inganni della mente

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Oggi parliamo di ansia e di meditazione, ovvero come attraverso la meditazione noi possiamo curare e prevenire gli stati di ansia, anche gli stati di attacco di panico, che sono in qualche modo una forma di ansia.

 

Innanzitutto perché molti psicologi suggeriscono la meditazione in caso di ansia come strumento proprio per la prevenzione e anche per la gestione degli attacchi di panico o dell’ansia mentre sta salendo? e come funziona, perché funziona la meditazione in questi casi?

 

Innanzitutto ci tengo a dire che la meditazione è complementare ad un trattamento psicologico, non è sostitutivo, nel senso che se hai un’ansia importante e reputi che possa esserti di aiuto un sostegno non rimandare perché stai facendo la meditazione, anche se qualche volta può funzionare, ma è meglio che sia lo psicologo stesso a dirti di lasciar stare e di proseguire tranquillamente con la sola meditazione.

 

Quindi è complementare, è uno strumento in più, che ti aiuta proprio quando stai da solo, quando non hai lo psicologo a portata di mano, ma il mio consiglio è se hai degli stati di ansia abbastanza importanti e gravi comunque di fare una capatina da uno psicologo o da un professionista delle relazioni d’aiuto, perché ti può dare quegli strumenti che poi ti aiuteranno nel tempo.

 

La meditazione è sicuramente uno di questi, e vediamo proprio perché funziona, che cos’è l’ansia, come funziona l’ansia e quindi perché la meditazione invece è così importante e così potente in questi casi.

 

Allora come funziona l’ansia e perché la meditazione è così potente?

 

Intanto la meditazione è uno strumento laico, ci tengo a ricordarlo, è uno strumento, quindi tu lo puoi usare come vuoi, e questo strumento ti aiuta a stare nel momento presente, nel qui e ora, nelle cose così come sono, consapevolmente presente a te stesso mentre sta succedendo qualcosa, ok?

 

Quindi rappresenta il momento presente nel suo fluire “fenomenologicamente”, ovvero osserva i fenomeni così come li stai vivendo, quindi è legato al presente.

 

Normalmente l’ansia invece ti proietta nel futuro, le preoccupazioni sono spesso legate al futuro.

 

Pre-occupazioni, ci occupiamo prima di qualcosa che ancora non c’è, magari appartiene a un futuro lontano, oppure appartiene a un futuro imminente, qualche cosa che sta per accadere, ma non sta accadendo, ed è questa la sfumatura.

 

Esempio: sto per dare un esame, chi di noi non ha sostenuto un esame e non ha avuto ansia prima di sostenerlo?

 

Questa è un cosa abbastanza comune quindi, io sto per sostenere un esame, provo ansia. “Sarò pronto, non sarò pronto, e se mi fa quella domanda che non ho studiato?”

 

Cioè quante cose, quante “pippe mentali”, sai che per me “pippe mentali” è un tecnicismo, quindi non volermene è un tecnicismo, “pippe mentali”, ci facciamo prima dell’esame, anche magari mentre ci stiamo sedendo davanti all’esaminatore, proprio in quel momento magari anche il momento apice, è il momento appunto in cui noi sentiamo l’imminenza di qualche cosa che non è ancora in essere, sta per avvenire e quindi ci pre-occupiamo.

 

Purtroppo quando noi ci pre-occupiamo, il problema in qualche modo ancora non c’è, sta forse per arrivare, non è neanche detto che arrivi, e noi ci preoccupiamo per qualche cosa che non c’è, visto che noi ci preoccupiamo per qualche cosa che non c’è, non c’è neanche una soluzione, perché non c’è il problema.

 

Quando invece noi stiamo con le cose così come sono, ecco che tutto diventa più fattibile, tutto diventa più gestibile, un problema quasi non diventa più un problema perché ci stiamo già occupando, e non preoccupando, di come risolverlo, e quindi è tutto più facile, più gestibile.

 

L’esempio dell’esame, quanti di noi invece sotto esame, mentre ci facevano le domande stavamo lì a cercare le risposte e rispondevamo.

 

Quante volte ci è successo che addirittura ci sentivamo poco pronti prima dell’esame, e durante l’esame ce la siamo cavata abbastanza bene, magari si non abbiamo risposto proprio a tutto, ma alla fine abbiamo portato a casa un bel risultato.

 

Ecco questo ti dimostra che quando stai nell’esperienza, pienamente nell’esperienza, quindi quando sei proprio sotto esame, ti stanno facendo le domande, stai rispondendo, ecco che c’è tensione magari, ma non è ansia, è una attenzione a quello che devi dire, a quello che stai facendo, a quello che ti sta dicendo, magari sei distratto da altri punti di vista, però ci sei, sei lì, e stai nel presente.

 

Ecco, quando stai nel presente tutto è più gestibile, ecco perché la meditazione è un ottimo strumento per gestire questi stati, inoltre fa una cosa molta semplice, cioè ti àncora al corpo, il corpo è un modo, quello che percepiamo, il caldo, il freddo, una tensione a livello della pancia, un mal di testa, un dolorino, qualsiasi sensazione ci da il corpo, in qualche modo se noi la osserviamo, se ci focalizziamo su quello, noi ritorniamo al momento presente e questa è di base una tecnica meditativa eccellente.

 

Con il respiro noi allo stesso modo del dolorino, del freddo, del caldo, quando noi osserviamo il respiro, quindi il movimento del respiro, per esempio la pancia che si gonfia e si ritrae, o il petto che si gonfia e si ritrae, meglio la pancia, e poi vedremo perché, ecco che a quel punto noi ritorniamo nel momento presente, è un attimo, quindi è un attimo che sale l’ansia, ma è anche un attimo poter ritornare nel momento presente.

 

Quindi basta ricordarci di farlo, e farlo, quindi quando tu dici ‘ok, che mi sta succedendo? Ritorno al respiro’, in quel momento tu stai ritornando nel momento presente.

 

C’è un inganno della mente, che qualche volta fa fare a colui che soffre d’ansia, è che nel momento presente, quando tu torni al corpo, hai la sensazione di perderti quello su cui stavi ragionando, come per dire ‘ma come io sto ragionando per cercare una soluzione al problema, e invece torno al respiro?

 

Io mi perdo la soluzione’, e invece è proprio lì l’inganno, perché la mente, mente, cioè la mente cognitiva, quella che ti fa pre-occupare, ti fa preoccupare, ti porta nel futuro, mentre il corpo, portandoti nel presente, ti fa trovare in modo molto spontaneo quasi, la soluzione a quello che in qualche modo sta avvenendo.

 

Quindi se sento freddo, per esempio, mi copro, molto banalmente, ma se invece mi preoccupo del futuro, io non sento freddo e mi ammalo, ecco questo è per dirti un pochino, e poi quello per cui mi sono preoccupato magari non avviene mai, perché magari mi preoccupo di una tigre che mi assale, e la tigre non mi assale, perché le pippe mentali ci fanno sembrare vere qualche cosa che poi in realtà sono possibili, ma non è detto che accadano e spesso non accadono.

 

Però tutto può succedere, anche se dovessero accadere in quel momento non abbiamo la soluzione, mentre nel momento presente, quando stanno accadendo quelle cose, la abbiamo, la possiamo trovare, assolutamente.

 

Ok, ho già detto degli inganni della mente, ci sono altri inganni che spesso colui che soffre d’ansia tende a reiterare, a creare.

 

Ci sono delle aspettative in chi soffre d’ansia, per cui dice ‘ok io allora mi metto a meditare, ho capito che meditare mi fa bene, quand’è che vedrò presto dei risultati? Quand’è che vedo dei risultati?’, questa è una domanda che non fa solo colui che è ansioso, ma è abbastanza comune. Il fratello di questo pensiero è: ‘faccio bene?’, ‘sto facendo bene?’, ‘è così che si medita?’, ‘è così che si fa per bene?’.

 

Allora, se è vero che è utile sapere come si fa una cosa, c’è dietro un senso di prestazione, cioè di nuovo guarda come c’è l’ansia, ‘spero di vedere presto i risultati’, quindi ti proietti di nuovo nel futuro ‘sto facendo bene?’.

 

C’è un giudizio, ‘ma sto facendo bene?’, ‘non sto facendo bene?’, è una mente abituata a fare qualche cosa per ottenere un risultato, e come vedi, quando tu fai qualche cosa per ottenere un risultato, di nuovo la tua mente tende ad andare verso il risultato, qualche cosa che in quel momento non c’è, quindi di nuovo verso il futuro.

 

La ripeto questa cosa perché è sottile.

Se io dico ‘questa cosa la devo fare bene perché voglio un risultato’, la mente avrà già il risultato prima ancora di aver fatto la cosa, è un po’ come mettersi a dieta e mentre stai mangiando, perché chi sta a dieta comunque mangia, mettersi sulla bilancia e aspettarsi di essere già dimagrito no? Ecco, questo è un po’ il paragone.

 

La realtà è che, mentre stai meditando, per meditare bene, non dovrebbe esserci né il giudizio, quindi … e soprattutto nessuna aspettativa.

 

Quindi stai con le cose così come sono. Quando noi stiamo nel presente, stiamo con le cose così come sono, e se c’è preoccupazione, se c’è ansia, se c’è agitazione, noi ci alleniamo a stare con quello.

 

Lo ripeto: se c’è agitazione, noi ci alleniamo a stare con quello, noi proviamo ansia, la osserviamo, più la osserviamo e meno ci diciamo non dovrebbe esserci, e più questa, in modo naturale, comincia a perdere potere, a perdere di consistenza, non magari a sparire, magari svanisce piano piano, ma perde comunque di peso, perché io non faccio un braccio di ferro con l’ansia, non dico ‘non voglio qualcosa che in qualche modo c’è’.

 

No, io faccio pace con quello che c’è. Questo è il primo passo, proprio per raggiungere uno stato, guarda caso, di pace, di tranquillità.

 

Quindi la tranquillità non la ottengo negando l’agitazione, al contrario la ottengo abbracciando l’agitazione. Ecco questo è un trucco importante che chi medita dopo un po’ riesce a capire, è così che medita bene. Quindi non attraverso il ‘sto facendo bene?’, ‘non sto facendo bene?’, ‘quando vedo i risultati?’, ‘quando non vedo i risultati?’, ma stando con quello che c’è.

 

Ovviamente, tra l’altro, noi siamo fatti di alti e bassi, quindi può succedere che ci sono dei momenti in cui la meditazione ti da un grande senso di pace, ci può essere dei momenti, dopo questi, in cui ritorna un po’ di agitazione.

 

Quindi mediti bene se accogli anche quei momenti, e se non pensi che una volta che hai ottenuto quella pace, deve essere sempre così, perché siamo altalenanti e quindi meditare significa riuscire a stare bene, sia quando stiamo giù, sia quando stiamo su, e non sempre volere di essere perfetti al cento per cento.

 

La pace sta nell’accogliere appunto i momenti anche di difficoltà, qualsiasi momento arriva, con un certo atteggiamento di accoglienza. I meditanti spirituali la chiamano la qualità della equanimità, cioè accogliere in modo equanime, in modo ‘uguale’, qualsiasi fenomeno piacevole o spiacevole ci arriva, con lo stesso atteggiamento, con lo stesso tipo di accoglienza.

 

È attraverso questa posizione mentale che tu riuscirai in qualche modo a stare nella pace, nella tranquillità e in qualche modo a fare scemare, a far calare quello stato d’ansia e a gestirlo in modo sempre più facile, poi è una questione di allenamento e vedrai che le cose sono sempre più facili.

 

Magari quando riconosci, e lo riconosci prima, sempre prima, più sei attento a cosa succede in te e più sei sensibile, quindi riconosci prima che sta salendo, sempre prima che sta salendo uno stato d’ansia, e quindi puoi intervenire in modo ancora più efficace, quando ancora non è così forte lo stato d’ansia. Anche quando è forte comunque ci sono delle tecniche e vediamo un pochino quali sono degli accorgimenti che puoi usare in caso di ansia.

 

clicca qui per la seconda parte:

Come Meditare per curare l’ansia (seconda parte)

Maurizio

Ascoltando il video ho avuto modo di confermare ciò che conoscevo in fatto di meditazione e gestione del l’ansia, una cosa che magari forse dovevi specificare è la differenza tra ansia e attacco di panico, l ansia appunto è una preoccupazione per il futuro ancora non presente, l attacco di panico invece è una serie di emozioni compresse per un lungo periodo, energia bloccata, che poi si manifesta in modo violento con l attacco di panico. Comunque sempre interessanti i tuoi video 😉👍

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