Come Meditare

Come meditare?Meditare è Facile scopri come meditare

Non hai mai meditato e vuoi scoprire come iniziare a meditare?

Oppure vuoi solo ricominciare dall’ABC.

Ecco cosa puoi fare per iniziare a meditare da solo.

ti do subito un paio di opzioni:

1) scarica e segui la meditazione guidata che trovi sulla colonna in alto a destra è gratis!

oppure:

2) segui queste semplici istruzioni

3) (lo so, ti ho appena detto due alternative e questa è la terza… ma non c’è 2 senza 3!) Fai entrambe le cose!

PS se vuoi Meditare Subito Clicca Qui

Gianluca

Grazie Claudio, come appunto scrivi: “è meglio scegliere un punto di ancoraggio ad ogni sessione e mantenere quello per tutta la durata di meditazione.”
Ti chiedo solo una puntualizzazione: 1)durante la meditazione, se perdo quel punto che ho scelto all’inizio, e ne sento un’altro, è meglio rimanere con quello iniziale?
2) Il punto che sento più vivido durante una sessione, potrebbe cambiare in un’altra?

Cioè il punto dove la sensazione è più intensa, è oscillante, non è una cosa fissa?
Oppure è una sensazione legata alla sensibilità biologica? Una persona è sensibile nel naso, un’altra nell’addome e un’altra nel petto per sempre?
Grazie
Gianluca

Claudio

mi hai fatto 2 domande, ti do 3 risposte delle quali la più importante è la 3
1) ti ho già risposto: mantieni quello iniziale (se parliamo di ancoraggio)
2) certo: siamo diversi in ogni istante anche se i condizionamenti ci spingono a rifare quasi sempre le stesse cose

ma soprattutto:
3) sii leggero! Non ti fissare su questi tecnicismi.

STAI SEMPLICEMENTE CON CIO’ CHE C’E’, senza domandarti “devo fare così o cosa? Claudio dice questo, Tizio quest’altro, io cosa devo fare?”

semplificati la vita: non dare troppo peso a questi aspetti, fai la meditazione guidata gratis e segui quelle indicazioni.

Quando l’avrai fatta tua, fai pure senza.

Gianluca

Grazie Claudio per i tuoi preziosi suggerimenti e spiegazioni sul metodo.
Ti faccio, se mi permetti, un’ulteriore domanda per l’altro dubbio che avevo in riguardo; se ho capito bene, quando scrivi”:Un altro giorno potresti scegliere di non averne uno fisso, ma di spostare l’attenzione nel punto in cui lo senti in quel preciso momento.”; significa che posso iniziare una sessione di meditazione, percependo meglio le sensazioni nell’addome, poi nella stessa sessione, posso passare nel punto in cui in quel momento si sente più vivido? Cioè seguire nell’unica seduta, il respiro dove le sensazioni sono più evidenti momento per momento?
Grazie!
Gianluca

ciao Gianluca, è meglio scegliere un punto di ancoraggio ad ogni sessione e mantenere quello per tutta la durata di meditazione.

cos’è l’ancoraggio: è una samatha (scopri cosa è qua: http://www.comemeditare.it/meditazione/tecniche-di-meditazione/la-meditazione-samatha-del-calmo-dimorare/) e serve sia per fermare la mente all’inizio della sessione, sia più avanti, quando sei in vipassana per rifermarti qualora la tua mente vagasse tropo.

tradotto in pratica:
1. prima scegli il tuo punto di ancoraggio
2. ti ricentri mantenendo l’ancoraggio
3. quindi esplori le sensazioni che emergono (vipassana)
da notare che in questa fase di esplorazione può succedere che emerge una sensazione legata al respiro anche altrove e va benissimo, ma perche sei in esplorazione
4. ogni volta che invece ti accorgi di esserti distratto torni al punto di ancoraggio definito all’inizio

questo è quello che ti suggerisco di fare, è un buon modo: ma non è una regola “fissa”

Gianluca

Ciao Claudio, grazie per gli splendidi consigli e insegnamenti sul metodo per meditare. Se non ti dispiace, vorrei chiederti alcune puntualizzazioni.
Tu scrivi di cominciare a sentire il respiro, dal punto in cui si sente meglio. Chiaramente, ti stai riferendo alla singola seduta?
Anche Kornfield scrive: Ora porta l’attenzione a percepire le sensazioni che ti dà il respiro. Fai alcuni respiri profondi per sentire in che punto percepisci il respiro con più facilità. A questo punto lascia che il respiro fluisca spontaneo.

Questo è quello che scrive Rosenberg: Avendo lavorato nel corso degli anni con un certo numero di studenti, penso che i meditanti debbano seguire il respiro dove gli sembra più vivido e tranquillo, dove è più probabile che catturi la loro attenzione. Nessuna di queste aree rimarrà sempre, in ogni seduta, la più vivida.Ma è importante non continuare a passare da una all’altra, alimentando una mente già agitata.Fissate la vostra attenzione sul naso, sul torace o sull’addome, e rimanete lì con una certa costanza. Via via che la pratica matura, può non essere più necessario delimitare con esattezza la vostra attenzione.Potete stare con il respiro mentre emerge e scompare in tutto il corpo.

Cioè, mi sembra di capire, che il punto può cambiare nella singola meditazione, ma sarebbe preferibile tenere come riferimento l’area dove lo sentiamo meglio all’inizio della stessa in quella seduta.

Cordiali saluti e grazie
Gianluca

ciao Gianluca: la tua osservazione è acuta e puntuale.

Si mi riferisco alla singola seduta, tuttavia non esistono regole fisse anche se quello che dici è in generale un buono strumento.

Ad esempio posso scegliere deliberatamente di usare, come zona di ancoraggio al respiro, non un ponto che emerge di più ma l’addome per otterenere un bon livello di rilassamento (ottimo nei casi di ansia).

Oppure la zona tra il labbro superiore e la punta del naso per raffinare le percezioni sensoriali (si nota una sottile differenza di temperatura tra l’aria che entra e che esce).

Come vedi posso usare l’ancoraggio al respiro in modo sempre diverso. anzi posso anche scegliere di usare altro come ancoraggio e non il respiro.

Nelle mie indicazioni cerco di essere il più semplice possibile: ho notato che un eccesso di informazioni, specie per chi comincia, può produrre più confusione che essere di sostegno

Prego e grazie a te del contributo

che tu sia felice e che tutti gli esseri siano felici
Claudio

antonella

ciao Claudio vorrei chiederti una cosa è vero che con la meditazione si arriva percipire oltre ?…insomma non ho piu mia mamma e sono disperata mi hanno detto che farei bene a fare meditazione…che tipo di meditazione fai? che differenza c’è tra questa e quella zen?
grazie

Ciao Antonella, con la meditazione si arriva a “percepire oltre”.

Io consiglio la meditazione per stare con le “cose così come sono” ovvero come tecnica di consapevolezza.
Non mi è chiaro che cosa ti aspetti con “percepire oltre” se vuoi uno strumento per contattare “L’al di la’” io non ti posso aiutare.

Posso consigliarti di contattare tua madre “nell’al di qua” ascoltando il tuo cuore dove lei vive ancora dentro e grazie a te (e a tutti quelli che l’hanno conosciuta).

Io mi riferisco culturalmente alla meditazione vipassana di consapevolezza e quela zen, benche derivi dalla stessa matrice d insegnamenti buddisti, si differenzia un po’ specie se focalizzata sulla postura.

ma sono solo questioni tecniche: la scuola zen è un ottima scuola.

L’unica cosa che mi sento di dire è che meditare ti aiuta sicuramente e ti mette a contatto con te stessa.

che tu sia felice

alex

buonasera.. vorrei farti una domanda…lo scopo della meditazione non è collegarsi con il proprio se divino?
esistono tecniche per potersi collegare?
ti ringrazio anticipatamente…

La meditazione può connetterti al “proprio se divino”, ma non funziona come una “fantasia guidata”.

La meditazione “pura” è una tecnica di consapevolezza: ti riconnette con lo stato naturale delle cose, con le cose “così come sono”, ti fa essere Presente nel “quì ed ora”.
ed è nel “qui ed ora” che ti “connetti col divino”.

Per questo puoi usare la meditazione gratuita di comemeditare.it
buonasera Alex che tu sia felice

alex

cosa intendi per fantasia guidata?
diciamo che ho bisogno di risposte…ho bisogno di leggermi dentro per una scelta…
come potrei leggere dentro di me senza le illusione della mia mente?

Claudio

leggere dentro significa leggere quello che c’è, non metterci tu qualcosa: quello che ci metti è illusione, fantasia.

Puoi usare la fantasia per “ottenere” qualcosa, ma è diverso dalla medtazione: è una tecnica che rientra tra le tecniche immaginative.

Io qui consiglio innanzitutto di imparare a stare con ciò che c’è, a sviluppare la consapevolezza.

alex

un po fuori tema… un giorno dissi alla sciamana che mi segue… mi piacerebbe quando finisco questo ciclo sulla terra visitare ogni stella …. e ogni pianeta…
lei mi rispose… pensa che ci sono persone che riescono a farlo da vive in meditazione….
la mia domanda è se è possibile secondo te in meditazione visitare l universo… e che tecniche o che tipo di meditazione per poterlo fare???
ti ringrazio anticipatamente..x la tua disponibilita e per offrirci il tuo sapere

Secondo me è possibile, ma non sono io a poterti aiutare per questo: il mio lavoro è incentrato sul portare alla luce della consapevolezza quello che ci accade “qui ed ora” non “altrove” per cui non mi sono mai focalizzato su questo tipo di esperienze.

marco

Ciao claudio sono Marco di brescia è un po’ che ti seguo e apprezzo io sono sulla strada da un po’ del miglioramento personale e ogni tanto ho come delle illuminazioni su come sono e quello che mi manca o ho di troppo quello che ti chiedo è come faccio a convincermi di mollare le aspettative nel mio lavoro ? hai esercizi a riguardo sono identificato nel risultato pena l’autocritica e la frustrazionee l’essere bloccato per paura di non ottenere il risultato voluto pensato aspettato mi spiego cosa intendo ?

Ciao Marco, felice di vederti qui :), Le aspettative appartengono al passato e vengono proiettate nel futuro, con la meditazione ci alleniamo a stare nel presente.

Quando meditiamo, inoltre ci alleniamo ad osservare che è molto molto diverso da “giudicare”. Quando giudichiamo ci sono di nuovo schemi passati e idee preconcette.

Ti invito ad usare queste intuizioni al positivo, ad esempio intuisci che il bicchiere è mezzo vuoto (o 3/4 vuoto) puoi vedere la stessa cosa come è (senza fare finta che è diversa) in positivo: è mezzo vuoto ma è anche mezzo pieno (o è 1/4 pieno e posso riempirlo di più), ma anche questa analisi, falla dopo avere meditato mentre mediti osserva se nasce un pensiero un concetto, uno schema e nota come ti fa stare

che tu sia felice

marco

quelli che mi dici è che sto ancora giudicando ??? giusto e non osservando per quello che è ? quella del bicchiere in questo contesto scusami ma non la capisco la capisco come principio ma nel contesto no puoi spiegarti meglio ?? grazie

Claudio

Quello che sto dicendo non è che stai giudicando in senso assoluto (solo tu puoi saperlo)dico di osservare come funzionano certi mecanismi: quando osservi tutto va bene anche la tua parte giudicante, quando giudichi provi repulsione e vuoi modificare le cose “così come sono” anzichè osservarle.

nel bicchiere a metà puoi vedere ciò che manca (tu hai parlato di “quello che mi manca”)essendo a metà il bicchiere L’intuizione è giusta e stai osservando il fenomeno per quello che è (ad esempio appunto vedi che il bicchiere è a meta)solo che ci spruzzi un poco di giudizio dal momento che parli di quello che manca al bicchiere anzichè quello che c’è (ci sono entrambe le realta: sia il mezzo pieno che il mezzo vuoto)

come fare a mollare le aspettative? Osserva.

Allenati ad osservare: persino le aspettative puoi osservarle.

nota come ti fanno stare e scopri anche come funzionano. Potrebbero essere anche utili oltre che disfunzionali.

In un unica parola la soluzione è: osserva nel qui ed ora come funzioni.

Gianluca

Ciao Claudio.. dunque la mia piu che una domanda su qualcosa e’ un parere :
sono diventato zen dipendente.. sento che sto facendo un viaggio affascinante dentro me stesso ma non so dove mi portera’, se sto scavando troppo e se tutto cio’ sia un bene o un male .. ho paura a volte ma non posso farne a meno, la ricerca della verità e’ diventata il mio principale interesse.
Sto impazzendo ? o cosa mi succede ? grazie

Bulimia di informazioni? Tranquillo quando stai con le percezioni ed osservi quello che stai vivendo momento per momento tutto andra bene. Questa tua è una classica Pre-occupazioni anteponi il futuro: stai con quello che c’è ora e vedrai che è tutto ok.

che tu sia felice (scusa se ti rispondo con ritardo: non so perchè mi ero perso questa domanda)

Dario

Ciao Claudio complimenti per il sito e per il tuo lavoro.
Ti scrivo perchè sto cercando un chiarmento.
Pratico Vipassana da poco piu di un anno, un pratica regolare una due volte al giorno .
Mi è sempre stato detto e ho sempre letto che uno dei punti diciamo fondamentale è la non identificazione con pensieri ed emozioni osservare come questi appaiono cosa suscitano in noi il loro permanere e il loro scomparire poichè di fatto noi non siamo i nostri pensieri ne le nostre emozioni.
Alcuni giorni fa però leggendo mi sono imbattuto( premetto che non sono Buddista ) in una frase del buddha che dice :
“Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato.
La mente è tutto. Quello che pensiamo diventiamo. ”
Mi è venuto così spontaneo chiedermi se questo non fosse in conflitto che l’assunto iniziale : noi non siamo i nostri pensieri.
Ho forse frainteso io : il Buddha voleva farci intendere che diveniamo ciò che pensiamo se ci identifichiamo con questi pensieri ?
Spero di esser riuscito a esprimere il mio dubbio al riguardo.
Grazie per il tuo tempo e la tua disponibilità.
Ciao

Ciao Dario è esatto.

Indagare rispetto alla teoria è la cosa migliore che un praticante possa fare per scoprire come funzionano “le cose così come sono”.

L’atteggiamento è quindi quello dell’accogliere le cose teoriche che ci vengono dette per verificarle peronalmente e capire come si traducono nella pratica ovvero nel nostro vissuto quotidiano.

Che vuol dire che tu non sei i pensieri? è vero? fino a dove è vero? quando in vece non lo è? Sono tutte domande la cui risposta sta già prendendo forma in te.

Dario

Ciao Claudio grazie per la risposta e l’incoraggiamento.
Continuerò così indagando e sperimentando
ciò che mi si presenta momento dopo momento.
Grazie ancora.

Marco

Buongiorno Claudio,

recentissimamente ho letto il libro “The Buddhist Way to Peace of Mind” (ho scoperto avere anche un suo sito internet che ti indico nel caso non lo conoscessi:
http://www.dhamma.com/the-buddhist-way-to-peace-of-mind/ ).
Devo dire che la lettura di questo libro ha generato in me molte perplessità circa la meditazione Vipassana, con mio grande dispiacere.
Il motivo è che su questo libro si legge, ad esempio, che se ritengo che dal mio corpo fisico possano derivarmi talora esperienze piacevoli talora esperienze dolorose allora non ho ancora compreso la verità, cioè che dal corpo fisico non può derivarmi altro che dolore (dice espressamente così).
Oppure si legge che praticando Vipassana potrò raggiungere quel livello di comprensione della realtà che mi farà capire che io non sono il mio corpo fisico, che io non sono la mia mente, che a dirla tutta non esiste proprio quell’io col quale mi identifico… e così proverò sollievo, perché tutto ciò che accadrà al mio corpo fisico e alla mia mente non accadrà a me, bensì a quel “flusso”, a quel “processo”, con il quale erroneamente mi identificavo.
E allora vivrò tutto con equanimità (è il termine giusto?). Un bel tramonto, un buon profumo, un buon sapore, una piacevole melodia, la brezza marina li vivrò consapevole che in realtà non stanno accadendo a me, tanto quanto un brutto panorama, uno sgradevole odore, un cattivo sapore, un rumore fastidioso, il vento gelido invernale.
Ma tutto ciò non è appiattente? Mi chiedo se sono disposto a non soffrire più per le cose spiacevoli della vita al costo di non godere più per quelle piacevoli, in virtù di una equanimità, di un distacco, di una corretta interpretazione della realtà, che mi evita di identificarmi col mio corpo fisico e con la mia mente ma così facendo mi priva anche delle belle esperienze fisiche e mentali che possono capitarmi nella vita.
Quasi quasi mi tengo il dolore per poter godere del piacere quando mi accadesse di incontrarlo.
Insomma come avrai capito sono confuso.
Mi aiuteresti per piacere a fare chiarezza?
Porta veramente “lì” la Vipassana se praticata fino alle sue ultime conseguenze?
Quando tempo fa avevo letto il libro di William Hart “Un’arte di vivere – La meditazione Vipassana come insegnata da S.N. Goenka” ne avevo tratto una impressione completamente diversa e positiva, purtroppo quel libro non dava indicazioni pratiche su come meditare.
Proprio per questo ero contento di essere capitato qualche mese fa “per caso” sul tuo sito; ho scaricato l’mp3 con la meditazione samatha e la sto praticando.
Ma ora questo “benedetto” libro “The Buddhist Way to Peace of Mind” mi genera confusione…

Help!

Marco

Tranquillo Marco, quello che descrive in quel libro è solo una descrizione: parole.

A parole è facile interpretare le cose in un modo diverso dalle intenzioni di chi le ha scritte.

Con la Vipassana impari a stare con le cose così come sono e anche a gustartele di più.

Come mangiare un mandarino in presenza te lo godi di più anziche a non gustarlo.

Un distacco in qualche modo c’è ma in presenza. Tu sei presente mentre mangi un mandarino come mai lo saresti stato senza presenza a quel punto poteva essere cartone.

Quello con cui smetti di identificarti è quel “io” che alcuni chiamano corpo di dolore. Insomma smetti di identificarti con le pippe mentali.

I concetti di “non se” sono molto astratti lasciali perdere e guarda come ti fa stare la vipassana: immagino bene.

se così continua con fiducia, non ti capiterà nulla che non abbia a che fare con una maggiore presenza nella vita anche se con una leggerezza legata ad una forma di non attaccamento: ma la Presenza sarà il cardine.

Presente nella vita

Marco

Grazie mille Claudio per la tua risposta.
In effetti meditare mi fa stare bene e dopo le tue parole mi riconfermo nella mia intenzione di continuare.
Mi impegnerò di più nel fare e di meno nel teorizzare (meno pippe mentali).
Grazie per tutto il lavoro che porti avanti con un entusiasmo che contagia chi ti segue.
Marco

Gianluca

Ciao Claudio
Approfitto del Blog per chiederti un altro dubbio che ho riscontrato durante la meditazione.
Dopo un anno che medito, credo di sentirmi una persona diversa, credo di esser diventato piu solitario, ho tagliato i ponti con tante persone che improvvisamente ho ritenuto amicizie inutili e superficiali, sto apprezzando di piu la solitudine in generale, e sono diventato piu esigente nella scelta delle compagnie,
Oltre questo mi sento piu intransigente verso chi non mi porta il dovuto rispetto, diventando anche antipatico e piu spietato nelle risposte.
Ho sempre sentito parlare di meditazione come pratica per favorire compassione, ed empatia ma.. sto sperimentando invece altre cose, e’ normale? puo essere’ una fase di evoluzione per approdare a qualcosa, o sono diventato semplicemente piu arrabbiato? Non vorrei essere io a sbagliare qualcosa.
Grazie per l’eventuale risposta. Ciao

Claudio

Ciao Gianluca, da una parte va bene se c’è una maggiore selezione delle amicizie in effetti dopo un po’ si tende a privileggiare chi è più in “contatto con se stesso”.

Ma questo non vuol dire isolarsi, anzi… (dedichi più tempo a chi senti più affino ma dispensi amorevolezza in modo equanime anche a ti senti più distante da te)

Puoi essere più sensibile a cosa succede intorno a te, ma in equilibrio con quello che succede dentro di te.

Da un certo punto di vista non c’è differenza (se non nella tua mente) tra dentro e fuori: puoi capire i difetti dell’altro solo se conosci gli stessi difetti in te.

“Dovuto rispetto” di chi? di un Ego che è tuo e che si scontra con gli ego degli altri: osserva come funziona il tuo ego, come difendi tutto cio che è “tuo”.

Un buon esercizio è vedere quante volte usi le parole “io” e “mio”. Quando familiarizzi di più con il tuo ego e su come lo difendi, potrai capire meglio come agiscono gli altri e da questo parte la compassione (prima da te stesso)

Mi piacerebbe che tu vedessi il video contenuto in questo articolo: http://www.comemeditare.it/meditazione/la-meditazione-per-sviluppare-la-pace-il-video-sulla-pace-interiore-ed-esteriore/

se conosci la pratica di metta: inseriscila per un periodo nelle tue meditazioni

che tu sia felice e che tutti gli esseri siano felici

i pensieri sono solo pensieri, finchè si limitano a quelli, ti invito comunque a parlarne a qualche professionista. Spesso negli istituti scolastici ci sono dei consultori: informati e vacci a fare due chiacchiere, vedrai che potrai trarne grandi benefici

Francesca

Ciao
..
Sono francesca..volevo un consiglio…sono più di una settimana..che soffro di ansia…ho paura di uccidere le mie persone più care…e ogni volta che mi viene in mente questo pensiero negativo mi agito di brutto..comincio a tremare,battito accelerato…la meditazione mi può aiutare ????

ciao Francesca: si la meditazione ti può aiutare, specie se mediti osservando il respiro a livello addominale. Io ti consiglio di non limitarti alla sola meditazione, se vedi che il problema persiste, ma cerca anche un appoggio di qualche professionista nelle relazioni di sostegno ed aiuto.

che tu sia felice
Claudio

Gianluca

Ciao Claudio, grazie per avermi risposto su Youtube, non conoscevo questo blog, come da te consigliatomi, ripropongo il mio quesito qui, in modo tale che tutti possano beneficiarne.
Dunque , io ho letto in diversi blog , che la meditazione puo far emergere traumi repressi, e che meditare da soli puo essere pericoloso..
Io pratico da circa un anno la meditazione zazen , che si basa sul respiro consapevole. Ho frequentato per circa 6 mesi un gruppo condotto da un monaco zen, ma non mi sentivo in empatia con lui, ne mi sentivo di fronte a una guida illuminata.. Le mie domande sono tre, si puo meditare da soli senza pericoli ? Come riconoscere un vero maestro illuminato ?

Ciao Gianluca hai fatto bene a postare la domanda qui: questo è il luogo in cui “ragioniamo” assieme..

Pericoli con la meditazione di consapevolezza ne vedo davvero pochi, anzi di per se oserei dire quasi nessuno.

Il punto e che a volta si fa affidamento alla sola meditazione quando i problemi personali richiedono maggiore supporto, magari da parte di amorevoli professionisti nelle relazioni di aiuto.

Non credo che sia questo il tuo caso.

Puoi meditare da solo, io lo faccio spesso, ma avere un maestro di riferimento ti può essere di grande supporto. Come sceglierlo? segui il tuo cuore e “lui” apparentemente troverà te o te lo ritroverai davanti.

Io tendo ad essere più un agevolatore di tecniche ma puoi trovare dei bei maestri spirituali magari, meglio, se in carne ed ossa.

Certo meglio una guida online di qualcuno di cui ti fidi piuttosto che uno in carne ed ossa che non ti ispira (non cercarne uno “illuminato” piuttosto uno che favorisce che tu ti illumini)

che tu sia felice
Claudio

stefano

ciao claudio, ho appena trovato il tuo sito e scaricato l’mp3 che domani provero’ ad applicare (stasera partecipo ad una “presentazione” della meditazione trascendentale). precisando che sono totalamente estraneo all’argomento cui mi avvicino con grande curiosità, per ora ti scrivo queste poche righe per farti i complimenti per l’ottima accoglienza che offrono le tue parole e per la sensazione di grande passione e onestà che fai trasparire. quindi: complimenti!!!

marco

ciao claudio,
ho scaricato la meditazione guidata gratuita del “calmo dimorare” (e anche le meditazioni silenziose) e ho iniziato a praticare con grande contentezza.
ricevo regolarmente la tua newsletter, che leggo sempre con molto interesse.
tempo fa ho letto un libro sulla meditazione vipassana e mi sembra che la tua meditazione del “calmo dimorare” (che mi piace tantissimo) si possa riferire fondamentalmente alla tecnica di anapanasati (consapevolezza del respiro), mi sbaglio?
e così giungo alla domanda che vorrei farti: per quanto tempo è bene praticare anapanasati (soprattutto a quale livello occorre saperla praticare) prima di poter pensare di passare a tecniche successive? se vuoi, in altri termini, per quanto tempo mi consigli di impratichirmi con il “calmo dimorare” prima di pensare di affrontare un cammino come quello che proponi con la tua “meditazione per indaffarati”?
ti ringrazio in anticipo per la risposta e per il grande lavoro di divulgazione che stai facendo.
grazie!
marco

ciao Marco, esatto la meditazione del calmo dimorare è tecnicamente una forma di Meditazione Samatha (la meditazione del calmo dimorare o di concentrazione) e nello specifico è proprio una anapanasati (consapevolezza del respiro) ed è parte fondamentale e iniziale di una Meditazione Vipassana di cui ne diventa cornice e ancoraggio (scoprine di più qui: Meditazione Vipassana: come funziona).

La meditazione Per indaffarati è un percorso che trasforma le 24 ore della tua gionrata in una “meditazione Vipassana” che dura tutto il giorno: meditando soli 7 minuti al giorno e cogliendo quanti più momenti di consapevolezza durante le tue normali attività quotidiane.

Puoi iniziare anche subito, basta andare su: http://www.meditazioneperindaffarati.it/

emanuele

ciao claudio, vedendo casualmente i tuoi video su you tube li ho trovati molto interessati e cosi ho dato un’occhiata alla tua pagina web.
Io ho scaricato il contenuto mp3 per poter iniziare a meditare ( tecnica che mi ha sempre affascinato ma che non ho mai avuto modo di poterla praticare con giusta dedizione)
ho seguito alla lettera tutto quello che dicevi nell’audio e mentre meditavo ho sentito un formicolio che partiva dal viso e si estendeva lungo il mio petto sentendo anche una leggera pressione. Volevo chiederti se ti fosse mai capitato una cosa simile e se potevi darmi spiegazioni.
Grazie

Ciao Emanuele, il campo di esperienze che viviamo quando siamo nel “qui ed ora” è molto vario, la risposta che ti offro è la stessa che ho dato a Giusy (la leggi proprio prima della tua domanda): ovvero di non spaventarti o cercare risposte o spiegazioni: sono solo “etichette” che non ci aiutano a guardare con piacevolezza cosa ci accade momento per momento.

Quello che posso dirti è che spesso ho dei formicolii anche quando non medito ma il più delle volte sono distratto e me ne accorgo di più quano sono in presenza, in meditazione.

Se poi questi dovessero essere legati ad una postura troppo rigida, puoi sempre modificarla (in consapevolezza) e lasciarli andare

giusy

Ciao, io sto praticando la meditazione da circa solo un mese, ma ultimamente quando sono rilassata vedo chiaramente per un istante delle immagini per nulla brutti (tipo un cielo stellato o un volo di uccelli) ma mi spavento talmente tanto che mi ci vuole un pò per riprendermi… e spesso non riesco più a rilassarmi. Perchè succede questo? Non sono sogni… io sono sveglia, rilassata ma cosciente… grazie

Ciao Giusy, ci sono 2 aspetti diversi in quello che dici:

1) Le immagini che ti appaiono chiaramente
2) La paura che ne consegue

corrispondono anche a 2 momenti e atteggiamenti mentali diversi.

Ora immagino che tu vorresti essere tranquillizzata sul primo aspetto e non sul secondo e conoscerne “il perchè”, tuttavia per essere tranquillizata posso parlarti sel secondo aspetto: laddove subentra la paura. Anche perchè “i perchè” succedono delle cose dentro di te non li posso conoscere, inoltre “trovare per forza un perchè” non sempre ci è di aiuto (ti consiglio di leggere questo mio articolo: Perché i “perché” non aiutano a capire perché)

Il secondo aspetto riguarda la “paura”.. ebbene questa sorge probabilmente proprio perchè ti sei detta qualcosa del tipo “che mi sta succedendo? Cos’è questa roba strana? è pericolosa? PERCHE’ accade?”… ebbene questo è un pensiero che ti proietta nel futuro anzichè permetterti di goderti “il panorama” delle cose che emergono nel “qui ed ora”.

Nella pura presenza c’è pace ed i pensieri non trovano uno spazio troppo fertile. Come dico sempre possiamo comunque riconoscere un pensiero quando sorge per poi, dolcemente, lasciarlo andare.

Anche quello “che mi sta sucedendo, che sta per succedermi?” è un pensiero che puoi lasciare andare: non è reale, solo un pensiero.

Francy

Ciao Claudio, innanzitutto grazie mille per i consigli.
C’è una cosa che mi risulta difficilissima nella pratica: lasciare che il respiro fluisca libero e senza condizionamento.
In pratica appena mi focalizzo sul respiro o sui movimenti della pancia o del naso che ne derivano smetto di lasciar libero il respiro e lo controllo. Non riesco ad evitarlo, tranne in rarissimi casi.

Come fare a risolvere?

Se ti ordinassi: “sentiti libera!” cosa succederebbe in te? Semplice che falliresti per forza: se seguissi il mio ordine non saresti libera, se non lo seguissi non saresti libera lo stesso…

Respirare liberamente non necessiata una volonta che controlla ma l’assenza di un controllo.
“Osservare” è molto diverso da “controllare”

al di là di queste parole (che sono solo “parole”) continua a meditare senza preoccuparti del respiro e vedrai che prima o poi respirerai naturalmente: visto che è appunto naturale. Se credi di non riuscirci, va bene lo stesso, abbanona la volontà di cambiare quello che ti sucede e sii clemente con te stessa.

Non c’è nulla da “risolvere” solo da osservare

Osserva ad esempio le sensazioni che il respiro produce vicino le narici: tra la punta del naso ed il labbro superiore… nota la differenza di temperatura tra l’aria che entra e quella che esce..

che tu sia felice Francy

nico

Ciao Claudio, molto spesso mi perdo nella comprensione della meditazione. Il Budda dice vi insegno una cosa sola, la sofferenza e la liberazione della sofferenza, sono due cose, ma in realtà è una sola perche è con la sofferenza che ci si può liberare dalla sofferenza.
Da quello che ho capito, anche in centri di meditazione, in asia o in europa, si dorme per terra, si mangia seduti per terra ci si medita per terra in una posizione che per noi è molto scomoda, i maestri dicono che ci deve essere sofferenza, anche se io ne ho da vendere e non ho bisogno di aggiungerne.
Dunque bisogna soffrire, quando si medita si cerca la calma, la maggior parte, penso io, che medita è perche soffre e dunque in generale agitata, e quando si medita questa agitazione non se ne và anzi si amplia, questo cosa vuol dire, vuol dire che in questo caso, visto che non si trova la calma, uno non può meditare perche è solo con la mente calma che si possono avere intuizioni profonde? Ma allora se io stò bene e sono calmo, forse non sono nemmeno interessato a passare ore su un cuscino, e proprio perche stò male e cerco di uscirne da questa sofferenza se stessi bene e fossi felice non credo che mi metterei a meditare, visto che tutto va bene, si lo so è un benessere poco profondo, il Budda dice anche che è meglio vivere solo un giorno in piena consapevolezza che vivere 100 anni senza. Ti dico tutto questo perche io quando medito ho tantissima energia e sono agitato, vuol dire che non so o non serve a niente continuare a meditare?, però i maestri dicono anche che è meglio soffrire e restare in meditazione con la sofferenza per potersene liberare, non capisco, calma….. sofferenza….., sono confuso.
Grazie e scusa se sono stato un pò lungo.

Nico è tutto molto semplice: medita e stai con ciò che c’è

non c’è bisogno di aggiungere alcuna sofferenza o alcun piacere: basta quello che c’è.

Ho l’impressione che ti arrovelli su capire cosa devi fare.. ebbene non devi fare nulla: basta osservare
La consapevolezza non è cercare di capire intellettualmente qualcosa o volere cambiare lo stato delle cose: è semplice osservazione di ciò che sperimenti nel qui ed ora

nico

Ciao Claudio, quando medito ho molta energia, il corpo é rilassato ma sento molta energia sopratutto sul lato destro della testa, come posso fare per farla circolare. Grazie

Il punto non è tanto di modificare ciò che c’è, ma di accogliere quello che sperimentiamo per quello che è.

Se ti può essere di aiuto puoi dire a te stesso: “adesso è così e va bene così!”

Mary

Una piacevole scoperta su youtube. Ascolto volentieri i tuoi video, mi sono di aiuto per la mia meditazione, per vivere in modo più sereno possibile nonostante le difficoltà che si hanno nel quotidiano…..
Grazie Claudio. Un abbraccio Mary

nico

Ciao Claudio, mi chiedevo come funziona il pensiero positivo o negativo. Come sai c’è la meditazione Metta, pensiero di benevolenza, la domanda è: i maestri di meditazione vipassana dicono che non siamo i nostri pensieri è la mente che semplicemente pensa, ma allora se è così perche fare la Metta, in questo caso ci si identifica con il pensiero, da quando sono nato mi hanno sempre detto ma guarda quei bambini in africa e vedi che riuscirai a valorare quello che hai, cioè paragonandomi a qualcuno che stà peggio per sentirmi meglio, mi capita che penso ad un amico e vedo che ha problemi con la sua donna allora mi dà una certa soddisfazione, la cosa non mi piace affatto, e poi mi dico che non sono i pensieri, come dicono i maestri, ma allora perche dovrebbe funzionare solamente in una direzione quando si fà la Metta? Se ci si crede nel bene allora ci si deve credere anche nel male.

Metta non è una vera e propria meditazione ma è una pratica di benevolenza.

Con la meditazione tradizionale sviluppi la presenza e osservi i pensieri (o le sensazioni in generale)

Con la pratica di metta orienti il pensiero a favore della apertura del cuore

Due tecniche diverse con obiettivi diversi

Luca

Ciao Cluaudio, ti ho scritto già altre volte, è da un pò che medito (7/8 mesi) ma ho ancora dubbi e incertezze riguardo la tecnica vipassana. In pratica io non ho ben capito quale deve essere l’atteggiamento mentale.
Ad esempio, vedo immagini di persone che meditano ed hanno un volto rilassato ed alcune volte anche disteso e sorridente. Ma se io medito con questo atteggiamento la mente dopo pochi istanti se ne va per “fatti suoi” e difficilmente riesco a stare sul respiro ed acorgermi che la mente vaga.
Invece se mi pongo con un atteggiamento serio, concentrato, determinato ed anche con un minimo di sforzo nella concentrazione riesco a seguire il respiro piu facilmente e per piu tempo e riesco ad accorgermi piu facilmente quando sorgono delle distrazioni e la mente inizia a vagare.
Cioe, il mio dubbio che è quello che poi noto nella pratica è che se si sta rilassati e beati mentre si esercita diventa quasi impossibile porre ATTENZIONE a tutto quello che emerge. Diversamente mi capita che comunque per rimanere vigile e attento a quello che emerge e seguire il respiro devo fare anche un certo sforzo di concentrazione.
Cosa ti senti di dirmi e consigliarmi in merito a ciò?
Grazie.

ci vuole quello che i meditanti chiamano “retto sforzo”.

Ci vuole lo sforzo necessario a non indugiare e farsi trascinare dai pensieri, ma abbastanza leggero da non trasformarsi in un “dovere” o in un impegno difficile da mantenere.

Si tratta di accogliere con dolcezza il campo esperienziale .

se ci fosse troppo sforzo non ci sarebbe più accoglienza, se non ce ne fosse per nulla perderemmo l’attenzione alle esperienze che stiamo vivendo nel qui ed ora

Matteo

Ciao,volevo sapere se nelle meditazioni attive di Osho la musica é fondamentale o è solo diciamo un aggiunta in più alla pratica non essenziale?Grazie mille,complimenti.

Matteo

Ciao,volevo chiederti se nelle meditazioni attive di Osho la musica é fondamentale,o se hanno effetto diciamo anche senza musica? Grazie mille, complimenti.

la musica è sicuramente un buon mezzo di riferimento per passare da una fase ad un altra. In generale penso che la consapevolezza non abbia per forza bisogno di musica, anzi..

ciao Ines qui c’è una spiegazione di come puoi trovare il tuo mantra personale e qualche esempio di mantra:
http://www.comemeditare.it/meditazione/come-meditare/meditazione-trascendentale_come-scegliere-un-mantra/

Il mantra è molto in voga nella meditazione trascendentale, se fosse quella la tua spinta nella ricerca forse ti possono interessare anche questi articoli correlati:

come meditare con un mantra: http://www.comemeditare.it/meditazione-trascendentale/meditare-con-un-mantra/
meditazione trascendentale: http://www.comemeditare.it/meditazione-trascendentale/meditazione-trascendentale/
Meditazione Trascendentale: risposte a Federica: http://www.comemeditare.it/meditazione-trascendentale/meditazione-trascendentale-risposte-a-federica/

Antonio

Ciao Claudio ti volevo semplicemente fare i complimenti perchè è raro trovare una persona come te che spiega per bene cosa fare e come farlo nel migliore nei modi. Oggi ho incominciato la mia prima meditazione e credo proprio di continuare grazie mille.
Complimenti ancora

Richie

Ciao Claudio ti scrivo per avere un consiglio sulla pratica della mindfulness .
Ho notato negli ultimi giorni che quando sposto l’attenzione ai pensieri che noto durante la pratica sopratutto nel momento di pausa tra l’espirazione e l’inspirazione il flusso del respiro nel momento in cui “identifico” il pensiero rimanenedo per un attimo con questo rallenta … a me non sembra di trattenere il respiro o di modificarne il flusso volontariamente ma pensi che potrebbe essere così invece?
Grazie mille per il tuo tempo.

Claudio

ciao Richie: se anche fosse? Stai semplicemente con quello che c’è cercando di non alterare le cose: se il tuo respiro cambia naturalmente che problema c’è? osserva tranquillamente come tutto cambia

Andrea

Cia, mi chiamo Andrea. Sono molto contento del sito e della traccia audio scaricata, sento già molte buone vibrazioni dopo la prima meditazione, ti ringrazio dal profondo per l’aiuto che mi hai dato, ti faccio tanti auguri 🙂

roberto

Grazie davvero . Seguirò il tuo consiglio e un altra cosa : Credi sia “normale” che mi trovi a osservare pensieri molto spesso cioè ogni massimo due inspirazioni e espirazioni mi trovo a veder sorgere un pensiero … Con il tempo la capacita di prestare attenzione alla sensazione del respiro aumenta o é proprio questa la normale attività della pratica. Grazie ancora . Ciao

Claudio

ciao Roberto, la strada è quella giusta, forse è utile che ti dica un dettaglio:

Una volta che osservi il pensiero spesso il pensiero si effievolisce in modo naturale non la fa più da padrone come quando occupava tutto lo spazio della tua mente.

Non c’è bisogno né di trattenerlo, né di respingerlo: basta osservarlo.

se a esempio una volta notato “cosa ti dice” il pensiero, puoi notare “come ti fa stare” specie a livello corporeo e così torni naturalmente al corpo ed al qui ed ora, registrando anche gli effetti che un pensiero produce in te sotto forma di sensazioni, emozioni e sentimenti.

roberto

Ciao Claudio complimenti per il tuo fantastico lavoro.
Ti scrivo per un problema o meglio un dubbio
Da alcuni mesi mi sono avvicinato da autodidatta al mondo della meditazione nello specifico del metodo mindfulness.
Adesso ho un dubbio Pero durante la pratica porto l attenzione al respiro e quando sono distratto da un pensiero o un emozione li noto portando su di loro la mia attenzione.
Con i pensieri accade pero che quando io mi accorgo di essere di distratto nel notargli li ripeta notando e osservando di fatto la ripetizione del pensiero iniziale . Mi chiedevo quindi se fosse un metodo corretto poiché mi risulta molto difficile spostare l attenzione sul pensiero stesso senza ripeterlo per focalizzarlo . Spero di essere star chiaro e di non aver fatto una domanda sciocca . Grazie e buona giornata

Richie

Grazie mille per la risposta e per il tempo dedicatomi cercherò di sperimentare i tuoi consigli nelle prossime pratiche .
Grazie ancora !!!

Claudio

le sensazioni sono come le spie: segnalano qualcosa che succede in noi. Da quelle puoi scoprire se è partita una sequenza di pensieri e che tipo di pensieri.

Ma puoi scoprire mille altre cose.

Le sensazioni sono corporee ed il corpo vive sempre nel “qui ed ora” i pensieri hanno il potere di portarci nel passato o nel futuro.

Ma sono fantasie: la nostra vità è solo nel Presente.

Guarda cosa succede nel tuo corpo: scopri anche se ci sono dei pensieri,e dopo averli osservati, -senza ne trattenerli ne cacciarli- torna pure al corpo.

Richie

Ciao Claudio i penseri piu ricorrenti nelle pratiche di questi giorni sono stai proprio riguardo la pratica stessa dapprima riguardo all’imminenza della sensazione di nausea e tensione che però ancora non c’era del tipo “speriamo che non ritorni ” … quando poi le sensazioni si sono ripresentate nel loro malessere a distogliermi dal respiro ho notato pensieri come ” che cos’è? come mai? ” … ” perchè non mi passa ? e se non mi passa ? ” … ” così non va bene ” .
Ho però avuto l’impressione che volgendo l’attenzione al pensiero che si sviluppava piuttosto che alla sensazione questa si sia affievolita prima rispetto alle prime volte che si presentava .
Quindi mi consigli di osservare si i pensieri ma di continuare anche con l’osservazione dell’effetto per capire da che pensiero puo essre o puo generare fino a che qst magari non diventa troppo invadente allora ritornare al respiro .
Spero di aver capito !!! grazie ancora !!!!

Alessia

Caro Claudio,

oggi, casualmente, ho trovato il tuo sito e ho scovato proprio quello che è adatto a me in questo momento.
Da un po’ di tempo desidero meditare, ma non ho mai trovato una pratica che mi piaccia.
Oggi ho scaricato il tuo file e questa tecnica mi è piaciuta molto.

Mi sono sentita un po’ strana durante l’ascolto, probabilmente perchè non sono abituata a concentrarmi sul qui ed ora ed è la prima volta che medito realmente.
Ho avuto la sensazione di andare oltre e subito mi ha agitata un pochino, ma poi mi ha incuriosita e penso che inizierò a praticare questo tipo di meditazione….

Ti ringrazio molto per questo file e per gli argomenti che tratti!

Un caro saluto, Alessia

Richie

Grazie Claudio per la tua risposta.
Stamani le sensazioni era piu lievi ma sempre presenti .
Effettivamente hai ragione preso e, anche un po”spaventato”da queste sensazioni ho dato subito attenzione all’effetto e su quello mi sono concentrato tralasciando e forse forzando via anche il pensiero che era sicuramente presente.
Cercherò da ora di seguire il tuo consiglio e di portare l’osservazione al pensiero come di norma!!!
Ciao e grazie mille di nuovo.

non vorrei essere frainteso: monitorare le sensazioni è proprio il lavoro giusto. Ma se c’è una ansia o una paura vuol dire che c’è un pensiero: scovalo! cosa ti dici?

Richie

Ciao Claudio ricollegandomi al messaggio di prima stamani avendo a disposizione tempo libero ho deciso di praticare anche prima di pranzo dopo circa un quarto d’ora ho dovuto interrompere oltre ai soliti sintomi che ti ho descritto in precedenza mi ha preso un sensazione di ansia e agitazione e malessere a livello fisico dislocata in tutto il corpo una sensazione difficile da descrivere che non riuscivo a seguire e che mi ha fatto fermare ! Dopo poco che ho terminato e mi sono alzato stavo già meglio .
E’ il caso di insistere ( come vorrei ) o rallentare un po e da cosa puo dipendere stavo cercando anche notizie simili su libri che ho letto sulla meditazione di consapevolezza del respiro non ho trovato casi simili.
ciao e grazie di nuovo per il tempo e la disponibilità.

ciao Richie, ci sono due cose che mi colpiscono:

1) una attenzione alle sensazioni coorporee molto attenta che ti consiglio di portare avanti: la stai facendo veramente bene

2) l’assenza nelle tue affermazioni di pensieri o “frasi che ti dici da solo” che secondo me sono invece presenti. L’ansia ad esempio è probabilmente legata a una frase-pensiero del tipo “che mi sta succedendo? Mi farà male?” e se smetti non è la meditazione che ti fa smettere ma un pensiero.. Un pensiero del tipo: “Secondo me è pericoloso, meglio smettere”.

Spesso le sensazioni corporee sono la manifestazione di qualcosa che succede in noi: indaga su cosa sta succedendo in te da quelle sensazioni, verifica se ti “stai dicendo qualcosa” quando scoprirai i tuoi pensieri, senza cacciarli o trattenerli, ma osservendoli e lasciandoli andare, verai che piano piano troverai delle trasformazioni.

Non c’è nulla di pericoloso nel meditare, ne nelle tue sensazioni, ditro quelle può esserci qualcosa che è comunque meglio conoscere che ignorare. Ad esempio se ho mal dischiena è meglio che io lo sappia anziche fare finta di nulla: altrimenti il mal dischiena peggiorerà.

Fai bene a spostare l’attenzione sulle sensazioni se hanno un particolare rilievo, purchè siano sensazioni corporee, attento a evidenziare i pensieri: “sgamali” come si dice da queste parti: mettili a nudo: portali a consapevolezza: sono loro le causee delle ansie.

Sono i pensieri che invece di farti vivere nel “qui ed ora” ti portano ad esempio nel futuro (esempio: “cosa mi starà per succedere?”)

continua con fiducia

Richie

Bungiorno Claudio ancora complimenti per il tuo lavoro e il tuo impegno.
Ti riscrivo con un nuovo dubbio :
da circa una settimana durante la meditazione dopo alcuni minuti comincio ad avvertire un senso di nausea e fastidio allo stomaco e una strana sensazione come una sorta di impulso dall’interno della nuca .
Negli ultimi giorni questa sensazione si è un pò affievolita ma permane comunque per gran parte della meditazione . Avendo quindi difficolta a rimanere consapevole sul respiro cerco di utilizzare queste sensazioni come il focus della mia attenzione ma alle volte è proprio difficle.
Queste sensazioni comunque mi lasciano dopo poco che è terminata la sessione .
Quindi volevo sapere se periodi con questi avvenimenti possono essere normali durante la meditazione …. se puo essere d’aiuto pratico regolarmente due volte al giorno per 20 minuti mattina appena sveglio e a sera prima di cena .
Grazie mille di nuovo.

Fabio

Grazie mille per il consiglio e per la lettura consigliatami
Penso che la mente di fatto non possa vedere se stessa perche
essendo legata all’esperienza questa esiste solo e soltanto in funzione di qualcosa di tangibile di materiale che si puo provare … ma si puo osservare la natura della mente del nostro io … che si esprime qiuindi attraverso il pensiero e le emozioni … osservando con consapevolezza pensieri ed emozioni vediamo come questi spariscano dal campo della nostra consapevolezza portando via con se anche il concetto di mente lasciando quindi di fatto solo quello che è l’esperienza vera poiche se osservassimo senza consapevolezza osserveremmo le cose attraverso il filtro della nostra mente quindi in maniera distorta da cio che la nostra mente ha accumulato. quindi quando mi dici che siamo quel processo intendi che siamo un in continuo cambiamento ? non essendo quindi la nostra mente il nostro io o nostri pensieri siamo qualcosa in costante cambiamento attimo per attimo ? spero di essere riuscito a spiegare quello che volevo dire senza intrecciarmi .
Grazie ancora di tutto

tutto è impermanente
insoddisfacente (nel senso che i sensi non vengono mai soddidfatti definitivamente)
e non sè

diceva il Buddha e invitava aindgare per scoprire da se come sono vere queste parole anzichè prenderle per buone: questa è una indagine preziosa per te, ti assicuro che scoprire se la mente puo osservare se stessa o meno ed i perchè non hanno mlta importanza rispetto al resto. complimenti

Fabio

Può essere che partendo dal presupposto che non siamo i nostri pensieri ne le nostre emozioni quando io osservo il mio pensiero o le mie emozioni di fatto sto osservando non la “mia mente” ma il suo processo creativo frutto di esperienze e del vissuto quotidiano ????
quindi la mente non puo osservare se stessa ma bensi il processo del suo pensiero da cui scaturiscono pensieri immagini ed emozioni !!!

Caro Fabio stai ponendoti delle domande molto molto importanti: complimenti.

Rispondere a queste domande con delle fredde parole sarebbe per me sminuire il processo che stai sperimentando.

Continua ad indagare. stai già “realizzando”.

Un aiutino te lo do solo enfatizzando che noi potremmo essere proprio quel “processo”.

Ogni volta che vuoi definire un processo in evoluzione è come fare una foto a qualcosa che si sta muovendo: la foto non rappresenta più il fluire della realtà ma solo un attimo che ormai appartiene al passato e non corrisponde più al presente. La definizione è approssimativa la percezione è più nel presente: avere entrame contemporaneamente aiuta..

guarda questo articolo che ho scritto tempo fa:
http://www.feliceadesso.com/2012/08/fenomenologiacapirelarealtaperche.html

Fabio

Ciao Claudio eccomi con un nuovo dubbio :
durante la meditazione come di consueto osservo il respiro ma quando la mia attenzione si sposta sui pensieri i quali dopo poco abbandonano il campo della consapevolezza
pensieri che però sono frutto della mente ( correggimi se sbaglio )
com’è possibile quindi che la mente osservi se stessa ?
Spero di esser riuscito a spiegare questo dubbio.
Ciao e grazie ancora per il tuo aiuto.

Matt

Quando lavoro al PC, ho continui pensieri che mi rallentano il lavoro, mi chiedevo se la meditazione può aiutarmi a tenere la mente libera da questi pensieri continui.
Grazie

Ciao Angus, anche per te rispondo come per Patrizia:
Consiglio: La meditazione.

L’ansia deriva da prospettare qualcosa che è nel futuro (anche imminente) anzichè stare con quello che c’è realmente nel qui ed ora. La meditazione è una palestra per allenarti a stare nel qui ed ora.

può interessarti questo:
http://www.feliceadesso.com/2013/06/curare-lansia-con-la-meditazione.html
e questo:
http://www.comemeditare.it/meditazione/come-meditare/comemeditare-i-benefici-della-meditazione-in-quanto-tempo-risolve-problemi-come-lansia/

Fabio

Grazie mille della risposta continuerò a osservare per scoprire a
nche se credo che il”rumore”dell’aria che passa ci sia sempre e che certe volte magari essendo ancora nuovo della pratica tendo a infatizzare il respiro e quindi il”rumore” risulrti piu pronunciato.
Grazie mille ancora.
Ciao

Fabio

Ciao Claudio complimenti per il sito e per il tuo lavoro
premetto che sono un neofita della meditazione e magari questa domanda potra sembrarti scontata
ma da alcuni giorni ho un dubbio e dopo aver guardato i tuoi video ho pensato di scriverti…
è normale che quando osservo il respiro nel naso questo si faccia piu “rumuroso” in termini proprio del normale passaggio dell aria nella fase dell’espirazione o sono io che inconsciamente lo forzo…o è solo che portando la mia attenzione del momento al respiro mi accorgo di un suono che c’è sempre ma a cui non presto attenzione …? dico questo perchè generalmnete non mi accorgo del suono del respiro se non quando lo osservo … e ora che ci porto la mia attenzione mi è venuto questo dubbio … Grazie mille Ciao

ciao Fabio, potrebbero essere giuste tutte e due le ipotesi forse anche un mix delle due. Sta a te, con l’attenzione scoprirlo. Consiglio di osservare il respiro nel suo fluire naturale senza alterarlo. Se hai difficoltà inizia pure con 2 respiri profondi e poi lascia che sia il corpo a respirare come vuole e tu osserva e basta.
Prego mille
Claudio

Mary

Ciao Claudio, complimenti per questa tua missione, dai consigli e aiuti le persone nel proprio benessere… Ti fa onore….

Ho bisogno di avere più lucidità per quanto riguarda le attività del cervello….Onde beta – Alpha – theta – e delta…

Sai dirmi qualcosa?
Grazie
Un cordiale saluto
Mary

Ciao Mary la prima volta che ho studiato queste onde era quando studiai i cicli del sonno: ti consiglio di partire proprio da lì: cerca su google “cicli del sonno”

Richie

Ciao Claudio
rieccomi con un altra domanda che potrà sembrarti banale ma che ultimamente diciamo mi si assilla un pò …
negl’ultimi tempi ho allungato i tempi dedicati alla mia pratica
ho notato cosi una cosa che non succedeva prima e cioè che focalizzando l’attenzione sul respiro a livello dell’addome dopo un pò quando l’inspirazione si fa piu lunga comincio a provare diversi dolori a livello proprio fisico nell’addome …ora il mio dubbio è questo : questi dolori possono essre determinati da un troppo “sforzo” nel respirare facendomi quindi trovare in una situazione non piu di totale osservazione del respiro o potrebbe essere come dici te solo una “pippa mentale” … spero di essere riuscito a spiegare il mio dubbio …grazie mille ancora per il tuo tempo e il tuo aiuto !!! Ciao

da quello che scrivi mi viene da pensare che tu sforzi il respiro.

Puoi succedere che all’iniziono i rpimi respiri siano un po’ “voluti”.

Tuttavia il nostro lavoro è quelo di osservare la realtà, osservare il respiro, senza volerlo alterare.

Respirare è una cosa molto naturale, basta osservarlo nel suo normale fluire.

Con lo spirito dell’osservazione possiamo osservare anche eventuali dolorini: si tratta di prendere atto dell’esistente nel qui ed ora, non di alterare il qui ed ora.

spero di esserti stato utile

Luca

Ciao Claudio, grazie per la risposta. Bè diciamo che forse la mia inesperienza legata al sentire (anzi leggere) tante cose
mi ha portato a esprimermi male. Magari ho usato parole solo perche le ho lette da qualche parte o sentite.
Comunuque pero quello che ho notato nella mia esperienza è che l”esercizio di oosservare su un solo oggetto come il respiro è un po piu faticoso rispetto all’ osservare e cercare di sentire ogni cosa a 360 gradi. Comunque seguiro il tuo consiglio per il momento e meditero sul respiro.
Grazie.

Luca

Ciao Claudio, come va tutto ok? … spero di si. Volevo scriverti riguardo a delle cose che ho notato nella mia espperienza di meditazione e volevo qualche consiglio. Sono 8 mesi che mi sono avvicinato al mondo della meditazione e 2 mesi circa che medito tutte le mattina una 30ina di minuti.
In questi due mesi ho notato alcune cose riguardo l’atteggiamento mentale. In pratica ho notato che mentre sono in esercizio meditativo se mi pongo con un atteggiamento mentale di osservazione totale, nel senso che con “gli occhi della mente” osservo tutto intorno a me, le parti del mio corpo, le cose intorno a me, ma anche i pensieri che mi passano per la mente ed il respiro, riesco ad essere piu rilassato mentalmente e di conseguenza queste cose che osservo riesco a vederle in modo DISTACCATO… come se mi disidentificassi da loro. In pratica con questo atteggiamento mentale riesco ad osservare tutto in modo distaccato.
Invece se mi pongo con un atteggiamento mentale di voler osservare un solo oggetto come ad esempio solo il respiro, oppure qualsiai altro oggetto diventa un pò piu difficile il lavoro (o esercizio). Diciamo come se diventasse un esercizio di concentrazione su quell’oggetto e non riesco ad osservare poi le cose in modo distaccato. Non so, ad esempio, osservo il respiro poi magari la mente inizia a pensare quello che succede e che mi accorgo di questa cosa però non risco a farlo in maniera distaccata quindi poi ritorno sul respiro. Mi accorgo che la mente si distrae ritorno sul respiro ma non mi riesce farlo in modo distaccato. Magari sarà solo una questione di pratica ed esercizio. Oppure sarà solo un fatto mio mentale… pero ho notato questa cosa.

Volevo un tuo parere su questa cosa o un tuo consiglio su come procedere.

Grazie.

ciao Luca, è difficile rispondere così a questa domanda, inoltre credo che la parola “distaccato” potrebbe farci fraintendere.

Si dice che dobbiamo “essere nel mondo senza essere del mondo” ma nel mondo ci devi essere.

Buddha diceva di meditare su un ogetto da dentro di esso. Ad esempio: mediti sul respiro da dentro il respiro.

Osservare produce una forma di apparente “distacco” ma non è una separazione dal vissuto, al contrario è un modo di esserci ancora più dentro. Non è un “rifiuto” del vissutto, ma una integrazione totale con lo stesso. Spesso agiamo di intinto senza sapere bene cosa facciamo, osservando ne siamo più consapevoli. Quindi osservando possiamo essere più pienamente nll’esperienza e vederla per quella che è effettivamente, senza fuggirle.

Quando parli della osservazione ti chiedo di domandare a te stesso: dove sei tu? Sei dentro l’esperienza o ne sei separato?

Se hai anche solo dei dubbi, nel riponderti, ti consiglio di tornare a meditare sul respiro: ti sembrerà forse più “fatico”, forse un poco “frustrante”, ma vedrai che svilupperà quella infinita pazienza che permette di accogliere ogni fenomeno, ed avere allora una forma di “distacco”, non intesa come separazione ma come non attaccamento.

alessandro

ciao senti avrei bisogno di un consiglio! io ho 54 anni e da parecchi anni mi rosicchio le unghie, vorrei sapere che tipo di meditazione praticare! non ce la faccio piu! arrivo a farmi sanguinare le mani quasi! tra l’altro da una decina d’anni assumo la serotonina anche se in bassa dose 50 mg x ch’ soffro di depressione!! io sto bene generalmente ma ho questo problema anche estetico che mi affligge! grazie anticipatamente ciao!

qualsiasi meditazione va bene specie quelle di consapevolezza come la vipassana.

Infatti si tratta di mettere dello spazio di consapevolezza prima di rosicchiarti le unghie e scoprire piano piano cosa succede in te. Ovviamente la meditazione ti servirà effettivamente anche per il resto.

Puoi benissimo iniziare con quella che trovi in alto a destra

Claudio

la consapevolezza non è fissare un fenomeno e lasciarlo congelato ma essere presenti e consapevoli nel fluire degli eventi.

Non ho dato indicazioni sul meditare con una immagine al momento. Ma qualora usassi una immagine come oggetto di meditazione, come col respiro, torna all’immagine quando ti accorgi di esserti distratto.

Non viene “mai” male perchè lo scopo non è fissare una immagine quanto piuttosto,essere presenti anche mentre la perdiamo

Mario

Buonasera Claudio,
complimenti per il sito e grazie per i consigli che offri generosamente. Complimenti anche per la chiarezza espositiva, dote fondamentale di chi fa counselling.
Avrei una domanda, anzi più di una: qual’è il procedimento migliore per visualizzare correttamente durante una meditazione, e come posso accorgermi se la visualizzazione è stata ben eseguita? Te lo chiedo perché, per me, non è facile tenere il focus per più di qualche secondo senza , magari vedere l’immagine modificarsi. E’ corretto comunque?
Ho notato inoltre che durante la meditazione la mia percezione dello scorrere del tempo è, per così dire, alterata, ovvero a me sembra di aver meditato ( visualizzato) pochi minuti e invece riaprendo gli occhi scopro che è trascorsa mezz’ora. E’ normale?
Grazie, in ogni caso

Richie

Ciao Claudio complimeti per il sito e per il tuo lavoro ho visto negl’ultimi giorni molti dei tuoi video.
Vorrei farti alcune domande :
mi sono avvicinato da diversi alla meditazione perchè ho iniziato a soffrire di attacchi di panico cosi consigliato dal mio dottore ho letto diversi libri sulla mindfullnes di diversi autori e ho portato avanti un medititazione (per come l’avevo capita) composta di un parte di visualizzazione del corpo e i suoi vari punti – concentrazione sul respiro – poi visualizzazione di pensieri- riconoscimento delle emozioni che da questi derivano – alternati sampre da momenti di ritorno alla meditazione sul respiro – detto in parole povere e veloci.
Il mio dubbio è questo nei momenti in cui mi concentro sul respiro ho l’abitutine di “reperti mentalmente” nella fase di inspirazione e di inspirazione : sto inspirando o sto espirando a volte anche contando . Alcuni giorni fa ho però incontrato un altro ragazzo che fa meditazione da piu anni e scambiandoci impressioni e approcci mi ha detto che ripetersi queste cose era assolutamente sbagliato e che dovevo solo sentire il respiro.
Mi sembrava però che questo mia forma di meditazione mi avesse aiutato lo stesso negl’ultimi tempi a controllare le mie emozioni .
Onestamente ci ho provato ma senza un “appiglio” non riesco a tenere questa concentrazione.
Sto quindi sbagliando ? cosa dovrei fare ?
Inoltre questo ripetremi mentalmente sto inspirando o sto espirando lo faccio anche quando sento che gl attacchi si manifetsano nei momenti piu disparati lasciandomi l’impressione di rimanere senza fiato …la cosa mi aiuta molto …. ma sbaglio anche qui ? dovrei annche in questi casi focalizzarmi solo sul respiro o sensazioni corpore ?
Spero di essermi spiegato.
Grazie per avermi dedicato del tempo.
Ciao

stai facendo bene tranquillo, anche se il tuo amico ha anche le sue ragioni per dire quello che ha detto.

Continua come ti riesce bene specie sul corpo e sul respiro.

Anche contare può essere di aiuto specie nei momenti di distrazione meno quando senti l’ansia crescere, a quel punto meglio il respiro.

Molto efficace nel tuo caso, può essere di focalizzarsi sul respiro specie a livello della pacia: nota come si gonfia e si sgonfia.

Prego Ciao

Flavio

Caro Claudio,
mi chiamo Flavio, ho 49 anni, sono sposato da 25 anni ed ho un figlio di 24.
Mi sono avvicinato alla Yoga a 19 anni per poi praticare la Meditazione Vipassana ogni mattina da circa 8 anni.
Attualmente sono Responsabile Acquisti in un Laboratorio di Analisi ma i ritmi di lavoro stanno diventando insopportabili: lavoro 12 al giorno e spesso lavoro a casa fino alle 02.00.
Mi piacerebbe mettermi in contatto con Lei per scambiare le nostre esperienze e per ricevere qualche consiglio per trovare il modo di ridurre gli impegni lavorativi a far diventare la meditazione una seconda occupazione,

Ringraziando anticipatamente La saluto con affetto.
Flavio

Caro Flavio, oggi il mio calendario riporta questa frase di Gandhi:

“La vita non è aspettare che passi la tempesta… ma imparare a ballare sotto la pioggia.”

Io prima ho imparato a ballare sotto la pioggia e poi, dopo anni, ho anche deciso di cambiare vita. ma è stato secondario: cambiando il modo di vivermi “la tempesta” potevo benissimo continuare a fare il Produttore teatrale, ma con ritrovato piacere e Presenza Mentale.

Con la “meditazione per Indaffarati” punto proprio a condividere degli strumenti semplici da applicare per portare la pace e la consapevolezza nell’arco dell’intera giornata.

ricambio di cuore il saluto con stima e affetto

Flavio

Caro Luca,
in effetti quando penso alla mia giornata lavorativa mi vedo che stessi facendo rafting in una tumultuosa rapida: seguo la corrente stando attento a non mettermi di traverso.
Il fine settimana lo trascorro invece con papà, alla casa di riposo; visto che è da anni che non mi riconosce a causa dell’Alzheimer cerco di farlo sorridere stuzzicandolo un po’.

Buon week end & arrivederci a presto.

Luca

Ciao volevo chiedere se leggere la sera un libro in modo consapevole (perche a volte capita anche di leggere e pensare ad altro), quindi prestando attenzione alla lettura ed anche al respiro (se si riesce) e quando ci accorgiamo che qualche pensiero ci passa per la testa riportiamo attenzione alla lettura, può essere una forma di meditazione e può essere un esercizio per sviluppare consapevolezza.
Grazie.

si e no, Luca…

si perchè:
Qualsiasi cosa fai in consapevolezza è una forma di meditazione, tuttavia come unico esercizio meditativo te lo sconsiglio.

no perchè:
Il cognitivo alimenta il mondo dei concetti, delle idee, delle fantasie anche se sono in grado di creare delle sensazioni che puoi percepire nel corpo, ti possono portare altrove rispetto al “qui ed ora”

Continua pure a leggere in consapevolezza: è ottimo! Anzi più cose fai in consapevolezza e meglio è!

Ma se vuoi allenare la consapevolezza,facendo esercizio, focalizzati direttamente sulle sensazioni a livello del corpo o al respiro.

In altre parole:
Fai tutto quello che riesci in consapevolezza (ottimo quello che fai col libro) e tieni un esercizio quotidiano (anche breve) in cui mediti tradizionalmente, come allenamento.

Antonio

Ciao ho 24 anni e sono stato sempre un ragazzo molto nervoso fin da piccolo ma da circa 7 mesi mi sono venuti gli attacchi di panico e l’ansia, ho notato che tutto quello che prima mi poteva dare felicità o stare bene ora mi fa l’effetto contrario per esempio uscire a divertirmi con i miei amici (non riesco neanche a bere una birra che mi agita subito) non riesco ad uscire con nuove ragazze e ho sempre paura di stare male ed ho sempre seghe mentali.Ho iniziato a prendere delle gocciole per riuscire a guariti ma hanno fatto il giusto! ora non le prendo quasi più perché non sono tanto per i farmaci,non riesco più a sta tranquillo ed ho notato che quando qualche mio amico mi parla di cose brutte vado nel panico quando prima non mi facevano ne caldo ne freddo!
Mi hanno consigliato fare meditazione perché è molto utile ! e da qualche giorno ho provato ma vedo che mi fa poco anche quando inizio mi sento tutto ansioso poi dopo riesco un po a rilassarmi ma nel giro di poco mi entrato mille pensieri per la testa e mi perdo! Sapresti aiutarmi darmi qualche consiglio perché così non riesco a fare più nulla ! Grazie per l’interesse e scusami per lo sfogo ! ciao aspetto una tua risposta !

ciao Antonio, si la meditazione va molto bene per gli attacchi di ansia e di panico, specie se accompagnati da un percorso che mi pare tustia già facendo.

Anche ai meditatori più esperti capita di avere dei pensieri: questo è normale. Il lavoro consiste nell’accorgersene e tornare al qui e adesso, ovvero al corpo e al respiro.

ad esempio supponiamo che mi accorgo che ero in balia dei pensieri, ottimo, ho l’occasione per tornare alle sensazioni del corpo.

Posso domandarmi come sta il mio corpo adesso mentre c’erano i pensieri? Quali sensazioni (freddo, clado, contrazioni, percezioni, pressioni, eccetera) quali emozioni?

E poi torni al respiro.

In realtà non c’è nessuna prestazione o risultato da ottenere se non quello di osservare tutto quel che ti succede: quando ti accorgi che non osservi più perchè eri in balia dei pensieri torna ad osservare specie il corpo ed il respiro a livello della pancia

Fabrizio

Ciao Claudio

ho letto e sto leggendo con interesse il tuo sito. Penso sia una risorsa importante nel web, per fare cultura e dare indicazioni pratiche sulla pratica meditativa (scusate il gioco di parole).

Io di base sono un “marzialista”, ho frequentato diverse palestre di diversi stili marziali (quasi sempre cinesi o giapponesi) e ahimè non sono mai riuscito a trovarne una dove si potesse instaurare una pratica continua sul discorso “meditazione”. Vuoi per motivi diversi (impronta più sportiva o semplicemente scelte diverse da parte dell’istruttore) alla fine ho raccimolato in quasi una decina d’anni, un insieme di nozioni un pò sparse e qualche base pratica di cui sono più o meno certo.

Il tuo sito è stato importante nel chiarirmi molti dubbi “pratici” (come porsi nella posizione di meditazione, come tenere le mani, etc), me ne rimangono però altri di tipo più “teorico”.

Su un libro di Chi Kung cinese (per chi non lo sapesse Chi Kung è il cosìdetto lavoro sull’energia complementare a diverse arti marziali, se è necessario e vorrai citerò anche titolo e autore) c’è una parte dedicata al Nei Dan (il lavoro interno) e un capitolo molto dettagliato riferito alla meditazione (sia da un punto di vista pratico che teorico).

In tal capitolo si viene messi di fronte all’eventualità (rara ma pur sempre presente) che una pratica medidativa condotta nel modo sbagliato, possa portare a problemi di natura varia, anche duratura, nel corso degli anni.

L’autore in modo particolare si concentra sul discorso della respirazione diaframmatica usata come “mantice” per carburare “Chi”, o energia, nel basso ventre, che dopo molto molto tempo (si parla di anni) potrebbe portare il basso ventre, letteralmente a “traboccare” di energia, al punto che questo “chi/energia” accumulata, andrà indirizzato con la mente attraverso i vari punti meridiani del corpo per fargli compiere un percorso particolare. Un mancato controllo mentale dell’energia attraverso i vari punti del corpo potrebbe portare a una dispersione o deviazione del flusso (che l’autore chiama se non erro “Grande circolazione”) al punto da impedire una corretta circolazione del “chi/energia” causando anche gravi problemi di salute.

La cosa che chiedo a te (e scusami per l’eccessiva prolissità della mia premessa, ma dovevo porre la questione in maniera dettagliata) ci sono rischi a lungo termine di trovarsi, meditanto, in una situazione simile e non saper che fare di fronte a una situazione del genere?

Un saluto

Fabrizio

Ciao Fabrizio, in tanti anni di meditazione non mi è mai successo di avere un eccesso di “qi”.

In generale il problema è una diffusa mancanza di “qi”, mi piacerebbe molto avere questo problema, se mai dovesse capitarmi nella vita. Comunque è un approccio culturale che conosco solo marginalmente e quindi non so esattamente cosa potesse intendere l’autore di queel libro.

Quello che posso dirti e di stare nel “qui ed ora” e di usare la meditazione per sviluppare la consapevolezza: la consapevolezza non è MAI troppa!

Quando hai consapevolezza sai anche quello che ti sta accadendo e trovi anche le soluzioni più adeguate per risolvere eventuali problemi.

I molti studi scientifici sulla meditazione hanno (e stanno) scoprendo benefici incredibili e nessuna controindicazione, se ti va dai una occhiata a questo articolo: http://www.comemeditare.it/meditazione/benefici-meditazione/i-benefici-della-meditazione-come-meditare-fa-bene/

Un caro saluto
Claudio

Luca

Ciao Claudio, io sono Luca e sono capitato qui sul tuo sito facendo un pò
di ricerche su internet e sono contento di averti trovato.
Essendo un neofita della meditazione ogni consiglio o diritta anche piccola può essere di grande aiuto.
Sono circa 4-5 mesi che mi sono avvicianto alla meditazione cercando di praticarla in maniera costante ma sono abbastanza confuso perche non sono riuscito ancora a capire fino in fondo cosa significa meditare e se riesco a praticare nella maniera giusta.
In realtà questa mia confusione probabilmente nasce dal fatto che preso dalla “foga” di capire leggo ogni giorno una marea di cose su internet legate alla meditazione e, visto che ci sono una infinità di tecniche, più leggo e più mi confondo le idee perche ogni volta leggo cose differenti.
Anche se alla fine probabilmente tutte queste tecniche avranno un minimo comune denominatore.
In ogni caso quella che ho iniziato a praticare è stata la tecnica vipassana, forse perchè credo che sia la più semplice (almeno da un punto di vista teorico) visto che richiede di ascoltare il proprio respiro ed osservare le cose cosi come sono.
Da un punto di vista pratico mi sono accorto che poi non è cosi semplice.

Comunque volevo raccontare la mia breve esperienza e magari sentire qualche tuo parere in merito.
Quando medito la maggior parte delle volte mi accorgo di essere teso e mi accorgo che il mio respiro è bloccato e non è fluido, regolare e profondo. Per cui a intervalli cerco di fare dei sospiri profondi per
vedere se ho ancora il respiro bloccato e se vedo che non riesco a rilassarmi e noto che ho ancora il respiro non fluido e regolare allora cambio posizione e passo da seduto a disteso sul letto.
Una volta passato sul letto disteso IL PIU DELLE VOLTE (MA NON SEMPRE) il respiro di sblocca e diventa fluido regolare e profondo e cosi vado in uno stato di rilassamento spaventoso. Entro in uno stato di rilassamento cosi profondo dal quale non vorrei piu uscire. E’ una sensazione difficile da descrivere la si deve provare,
la mente non pensa a nulla ogni tanto affiora qualche pensiero che io osservo e lascio andare. Sto con me stesso e basta, come se non ci fosse nulla intorno a me ed ascolto il mio respiro che entra ed esce.
Sembra di stare in un’altra dimensione. E’ un qualcosa di indescrivibile.
Comunque alcune volte quando ne ho voglia riesco anche a restare seduto senza dover per forza distendermi sul letto.

Ora volevo sapere questo stato di rilassamento profondo cosa è, se è normale ed è una forma di meditazione e se il fatto di cambiare posizione è come se volessi cambiare lo stato delle cose e non rimanere in ascolto con le cose così come sono e cioè non essere rilassato ma teso in quel momento. E in tal caso se devo portare qualche accorgimento perchè sto sbagliando in qualcosa o posso continuare cosi.

Grazie per la tua disponibilità.

Ciao Luca, direi che stai facendo bene. Sia a cercare la calma (del respiro) sia a stare con con le cose così come sono, non tanto perchè queste cose sono entrambe “giuste”, ma perchè quando le fai ci metti la tua consapevolezza.

Ovvero sai quello che c’è e quello che sta succedendo in te. ad esempio immagino tu possa riconoscere una vocina che ti dice: “ok adesso questo non lo voglio” e magari è associata ad una forma di repulsione. Oppure tu ti dica: “ok voglio vedere le cose così come sono e non c’è bisogno di cambiarle: sperimento come è accoglierle”.

La vipassana funziona proprio così: all’inizio è necessario fare una tecnica (samatha) di rilassamento-concentrazione-raccoglimento solo dopo un minimo di centratura può partire la vipassana (di visione profonda delle cose così come sono) vera e propria.

Quando la mente vaga molto meglio tornare a Samatha.

Insomma ok vai bene così.

Una nota sulla confusione: ascoltare molte voci all’inizio è normale, dopo un po’ è meglio se ne scegli una principale: perchè se è vero che c’è un minimo comune denominatore ognuno parla “lingue diverse” e potresti non riconoscere questo “comune denominatore”. Una volta scelta la tua strada maestra, a quel punto, sentendoti più sicuro, puoi tornare a divagare sapendo che se qualche strada secondaria ti confonde puoi tornare alla tua autostrada maestra

Nico

Ciao Claudio, ci sono meditanti che soffrono di torpore e si addormentano, io questa esperienza non l’ho mai avuta, al contrario, io direi che soffro di agitazione, ho sempre tantissima energia nel corpo e sopratutto in testa, ho l’imprssione, durante la meditazione, di camminare in salita con un peso nel corpo, e chiaro che é molto stancante, mi potresti dare una dritta per potere sopportare questa situazione senza che durante la seduta mi senta esausto. Grazie

verifica se hai una postura rigida e verifia anche se c’è in te un senso di prestazione. Qualcosa che ti fa dire “devo farla bene” piuttosto che: “ok, ero in balia dei pensieri ma adesso me ne sono accorto e con infinita pazienza torno alle sensazioni”. C’è una mella differenza di attenzione tra le due

Adriano

Ciao Claudio,
volevo sapere se hai avuto qualche esperienza diretta di Kundalini.
Se si, mi piacerebbe condividere la mia esperienza con te affinchè tu possa darmi dei suggerimenti in merito. Sono all’inizio di questo “percorso” e non ho un maestro, o comunque qualcuno che possa consigliermi. Non sono riuscito a trovare nessuno, in carne ed ossa, che abbia fatto questa esperienza, ovvero che abbia avuto il risveglio di Kundalini.

Grazie

Mi spiace, non sono un esperto di apertura dei chakra, mi occupo più della consapevolezza.

Un compagno di corso mi ha raccontato la sua esperienza e finchè una insegnante di yoga esperta non gli ha spiegato che si trattava dell’apertura della kundalini era molto preoccupato.

Vedo che sai che cosa ti sta succedendo: questo potrebbe già darti tranquillità: se vuoi qualcuno con cui parlarne, che giustamente ne abbia esperienza diretta, ti consiglio di cercare tra gli insegnanti di yoga: quelli più esperti.

Se hai problemi fammi sapere: vedo se posso fare qualcosa

Nico

Ciao Claudio,eccomi di nuovo qui con una domanda.Tutto é impermanente,insodisfacente,e non sé, e la consapevolezza, é impermanente o permanente?, si dice che é come uno specchio che non fà altro di riflettere quello che gli passa davanti senza esserne macchiata, e che é sempre uguale dalla nascita alla morte, che non invecchia, di conseguenza mi viene a pensare che allora qualcosa c’é che é permanente o sbaglio. Grazie

eheheh qui la faccenda si fà molto raffinata…

Qualsiasi cosa dica merita una indagine approfondita e non va presa alla lettera (questo vale in generala e specialmente quando le faccende si fanno così raffinate)

tutto è impermanente. se esistesse qualcosa che non lo è, sarebbe la stessa impermanenza! .. forse.. ma è un sofismo.

Quando parli di consapevolezz parli di una esperienza della Coscienza.

L’esperienza di per se è neutra, come dici tu fa semplicemente da specchio riflettendo il fluire dei fenomeni.

Chi osserva-registra questa esperienza è una Coscienza che non esiste in Sè ma è anchessa mutabile continuamente e quindi impermanente

immagino il fumetto sulla testa tua e di chi legge “mumble-mumble” almeno nella mia accadrebbe questo dei bei “mumble mumble”

La strada che stai sviluppando è nella direzione giusta, cerca di indagare oltre che con la teoria anche con l’esperienza diretta delle cose, è proprio quella che ci permette di capire la Realtà al di la delle parole che usiamo per descriverla.

Come sai cerco di essere un po’ più terra-terra queste cose sotili preferisco lasciartele approfondire altrove.

Forse la chiave Buddista è quella che meglio potrebbe rispondere più esplicitatamente alla tua domanda.

se vuoi saperne di più ti suggerisco di cercare e approfondire: “i 5 aggregati” per scoprire come funziona una coscienza rispetto agli stimoli esterni e come si forma l’idea di un “sè”

e di cercare ed approfondire un concetto, forse non di immediata comprensione, ma meritevole di approfondimento ed indagine: il concetto del “non sé” o “anatta”

se invece preferisci il mio approccio più “terra terra”..

…ecco come uso la chiave psicologica per qualcosa di vagamente simile a come funziona la nostra percezione della realtà (secondo me è spiegata meglio nei 5 aggregati” ma forse questa chiave te li rende più comprensibili):
http://www.feliceadesso.com/2013/03/diventa-padrone-delle-tue-emozioni.html

..ed ecco come descrivo il processo fenomenologico:
http://www.feliceadesso.com/2012/08/fenomenologiacapirelarealtaperche.html

Buona indagine 🙂

pietro

caro Claudio,
come altri che ti scrivono ho trovato il tuo sito per caso. avevo provato a meditare spesso in precedenza sempre pensando che meditare volesse dire estraniarsi completamente dal mondo aspettando che accadesse qualcosa di magico che mi aiutasse a risolvere i problemi di tutti i giorni.
alla fine mi sono sempre stufato presto continuando tuttavia a fare i miei esercizi yoga piu che altro per migliorare il fisico e fondamentamentalmente il mio diventava un bello stretching prima e dopo l’allenamento sportivo.
grazie al tuo metodo da un mese pratico 20 minuti tutti i giorni (prima non li trovavo e ora li trovo sempre) ma soprattutto se nel corso della giornata mi trovo confuso, con mille cose da fare senza sapere da dove iniziare (io dico come sbucciare un fico d’india che nn sai mai da che parte prenderlo), riesco a fermarmi per pochi minuti e concentrandomi sulla respirazione torno ad essere focalizzato.
continuo ad avere gli stessi impegni e problemi di sempre e di tutti, ma non mi sento piu sopraffatto.
una delle cose che mi ha davvero colpito (e che io uso come ancora) e’ forse la piu banale di tutte ma a cui nn avevo mai pensato e cioe’ la consapevolezza che nella mia vita da quando sono nato l’unica cosa costante e’ la respirazione, un filo continuo ed ininterrotto.
con tutto questo volevo solo ringraziarti e farti i complimenti.
ciao
pietro

ciao Pietro, io mi complimento con te.

Sono davvero felice che da “aspettare” che qualcosa accadesse da fuori, hai trasformato la tua vita in qualche cosa che pur avendo il “sapore di sempre” ti da la facoltà di stare con la tua vita di tutti i giorni con maggiore presenza mentale, al punto di permetterti di sapere “come sbucciare un fico d’india”.

La vera illuminazione o trasformazione avviene cessando di aspettare qualcosa dall’esterno, in una visione dualistica, ma cominciando ad accettare quello che siamo e dall’interno.

Mi piace pensare che anche il mio contributo possa essere stato di aiuto per te ed altri e mi incoraggia ad andare avanti.
Grazie quindi del tuo commento e della condivisione dei tuoi successi.

ciao
Claudio

Simone

Ciao Claudio,
cosa pensi delle meditazioni per fare viaggi astrali? sono cose effettivamente funzionanti? mi pare di capire che le meditazioni di cui parli siano volutamente “con i piedi per terra”, ma trovo molto interessante approfondire anche questo tipo di meditazione fuori dal corpo.

Hai qualche suggerimento sul come entrare in questo mondo?

Inoltre, ti volevo chiedere se sai dirmi con quale criterio scegliere il proprio mantra per meditazioni tipo la trascendentale.

Grazie di tutto.

ciao Simone,
si esatto, la mia parte pratica mi spinge a rimanere con i piedi per terra, tuttavia ricordo con interesse un incontro sull’argomento con i coniugi Giraudoux avvenuto ormai nei primi anni ’90.

Mi sono sembrati seri e molto convincenti le loro esperienze, quindi ti consiglio di informarti su di loro: digita “giraudoux viaggi astrali” sui motori di ricerca e troverai sicuramente il loro sito

sul modo in cui in meditazione trascendentale si scelgono i criteri posso dirti che favoriscono una natura speculativa, da una parte, ma anche una forte motivazione dall’altra: paghi profumatamente un loro insegnante che con una cerimonia ti da il mantra in modo segreto e che custodisci segreto.

Se vuoi recitare un mantra, in internet trovi sicuramente uno che fa per te (sono in sanscrito io ritengo utile che tu ne conosca il significato). Se, invece, vuoi approcciare speficatamente la meditazione trascendentale, devi rivolgerti ad un maestro riconosciuto (credo che ci sia anche il copiright)come ti dicevo sarà anche per l’importante transazione economica ma è un approccio di cui ho sentito ben parlare.

Io quelle volte che ho meditato usando mantra ne ho tratto un gran beneficio

prego 🙂

Pietro

Ciao Claudio! sono una persona molto spesso nervosa e non riesco a fare una giornata senza arrabbiarmi o prendermi male, quindi , ho deciso di scaricare il tutorial della meditazione per provare a vedere se questo riuscirà a calmarmi e soprattutto a capire cosa c’ è doetro tutta questa frustrazione!

Daniela

Ciao Claudio, ho gradito e fatto la meditazione del sole è stato un viaggio interessante grazie, ora vorrei acquistare la meditazione per indaffarati ma essendo io poco tecnologica ti chiedo se il pacchetto è un qualcosa che scarico sul mio computer o in che modo mi arriva,scusami ma è la prima volta che acquisto in questo modo quindi non so come funziona,grazie della pazienza!

Daniela

Caro Claudio ciao, ho ricevuto la tua meditazione guidata grazie. Io medito da circa un mese e mezzo……pochissimo lo so ma lo faccio tutti i giorni. Per ora sto facendo solo meditazioni guidate perche’ non so fare da sola.Mentre faccio queste meditazioni oltre ai miei pensieri molesti mi giungono immagini che non appartengono alla mia vita sembrano ricordi di altre persone e questo mi accade anche nel dormiveglia, deduco che la mia tecnica non vada bene perche meditando vado in una condizione che forse non è quella giusta,hai qualche consiglio da darmi?Felice di questo incontro.

ciao Daniela, si ho qualche consiglio da indagare non da prendere alla lettera:

e se quello che dici fosse vero al contrario? (o anche al contrario)
se quando dici che c’è un modo “giusto” ed uno “sbagliato” fosse un “giudizio” o un “pre-giudizio” di “qualcun altro”?
se quando dici che le immagini “non appartengono alla tua vita” fossero invece prodotte dalla tua mente?

La tecnica la stai facendo bene quando e quante più volte ti accorgi che immagini e pensieri ti hanno distratta e torni ad esserne consapevole. La stai facendo male quando non te ne accorgi e lasci che il fluire dei pensieri sia il solo protagonista della tua vita.

Questo accade ma la tecnica serve per tornare ad “OSSERVARE” semplicemente osservare senza giudizi, preconcetti, aspettative, prestazioni (faccio bene o faccio male), e senza etichette o senza “perchè?”.

pura osservazione nel “qui ed ora”

va bene tutto: pensieri, immagini che sembrano di altri, eccetera eccetera, basta che li osservi
Qu

Gianmarco

Ciao Claudio, ho 15 anni ma sono molto affascinato dalla meditazione. Ultimamente mi sto interessando anche del Buddhismo e dei suoi insegnamenti. Sento il bisogno di fermarmi un momento e di vedere e sentire le cose così come sono.
Secondo me non c’è un età minima per cominciare a meditare, non credo che sia troppo presto, anche perchè sono un ragazzo che ha sempre mostrato più anni di quelli effettivi, spesso qualcuno mi dice che sono troppo “vecchio” per la mia età e per le cose che dico.
In sintesi, per te c’è un limite d’età? Posso cominciare fin da adesso?
Ti auguro molta felicità

certo che puoi cominciare: non c’è un limite per iniziare. Normalmente è una esigenza sentita di più da chi ha già un po’ di anni di vita alle spalle, ma prima inizi e meglio è!

un caro saluto

norberto

Ciao Claudio, sono Norberto. Sto provando ad eseguire da circa una settimana la meditazione guidata che ho scaricato dal tuo sito. Ho notato, però, che ho difficoltà nel passare dalla fase iniziale di rilassamento delle varie parti del corpo alla fase di consapevolezza del respiro: è come se il fisico il cervello si assopisse e non riuscisse ad avere la dovuta lucidità ed energia per svolgere la consapevolezza, che in ogni caso mi sembra che richieda un minimo di forza mentale. Ecco allora la domanda: potrei saltare gli esercizi di rilassamento? oppure se essi sono necessari, sbaglio io nell’eseguirli e vi è un altra modalità per praticarli? Ti ringrazio per la tua risposta e ti auguro felicità. Norberto

no non la saltare: serve a radicare la mente rispetto alla vita frenetica. Va bene lo stesso: vai avanti.

indaga che significa “avere la DOVUTA lucidità e energia”: Stai con le cose “così come sono”? o le vuoi incanalare in una aspettativa? Stai vivendo nel “qui ed ora” o stai obbligando il fluire dell’esperienza in un idea proveninte dal passato, preconcetta?

i pensieri vanno e vengono: non si tratta di cacciarli ne trattenerli ma osservarli nel presente. Non cercare la “prestazione”, non c’è nulla “da fare” semplicemente osserva. Vedrai potrebbe essere più “leggero” come atteggiamento

che tu sia felice Norberto e che tutti gli esseri siano felici

Alex

Ciao Claudio,
questo è il secondo commento che scrivo qua su “come meditare” e per la seconda volta ti ringrazio per il tuo lavoro.

Iniziare a meditare è stata una bella svolta per la mia vita. E’ più di un anno che medito ma è diventata una vera e abitudine quotidiana da qualche mese a questa parte. I benefici sono veramente tanti e, inutile dirlo, penso che la meditazione mi accompagnerà per tutta la vita.

Torniamo a noi, documentandomi su internet sono nate un paio di curiosità.

Mi ha incuriosito la pratica della meditazione dinamica. Di cosa si tratta e quali sono i pro e i contro rispetto alle meditazioni “statiche”?

Cosa mi sai dire rispetto ai suoni binaurali? Può essere utile accompagnare una seduta di meditazione con questi suoni?

Mi farebbe piacere sapere cosa mi sai dire e cosa ne pensi al riguardo. Ciao e grazie ancora!

ciao trovi la risposta sulla meditazione dinamica qui:
http://www.comemeditare.it/meditazione/tecniche-di-meditazione/meditazione-dinamica-osho-tecnica-meditazione/

sui suoni ne so poco per darti delle indicazioni, ma io tendo a meditare senza troppe “interferenze” o “appoggi” esterni: prediligo il “conosci te stesso”.

Se ho modo proverò a fare un video sui vantaggi e svantaggi dell’andare “random” sulla rete, quando è utile e come è utile

Nico

Ciao Claudio e grazie per tutte le tue sagge informazioni, grazie anche per la video ” Come so se medito nel modo giusto?” che ho guardato con molto interesse. La mia domanda è semplice: e poi?,
voglio dire, so che stò meditando sono consapevole delle cose qui e ora, e poi cosa?, il semplice fatto di sapere che respiro o qualsiasi altra sensazione e esserne consapevole cosa c’è dietro questo sapere o esserne consapevoli?
Con amicizia e simpatia
Nico

Vediamo l’alternativa… Se sei consapevole di quello che stai facendo: esempio stai mangiando un mandarino, ti stai vivendo pienamente il mandarino, ovvero STAI VIVENDO. Se non sai quello che stai facendo non stai vivendo. Viviamo solo in un flusso costante di “qui ed ora” solo quando stai in questa dimensione “vivi” altrimenti vivi nel mondo dei pensieri fatto di futuro e di passato, fatto di “pippe mentali”.

In altre parole vivi.

altro esempio pratico:

ad uno schiaffo “Tizio” reagisce sempre con un altro schiaffo: è più forte di lui, parte in automatico. Un giorno “Tizio” riceve lo schiaffo, e per un attimo sente il dolore alla guancia, la pancia che si tende e la rabbia che sale, si accorge di tutto questo e not anche che la mano sta per partire. In quel momento “Tizio” è libero: non è costretto a rispondere allo schiaffo con un altro schiaffo e può scegliere di fare qualsiasi cosa: anche di dare quello schiaffo, ma è LUI a deciderlo in piena libertà.

claudio

Ciao Claudio, una mia amica medita recitando un mantra,nam myoho renge kyo, e vuole convincermi a provare …io non so niente su questo tipo di meditazione.tu cosa ne pensi???

come meditazione in se non ho nulla da eccepire, l’organizzazione che c’è dietro è molto controversa. è una organizzazione molto strutturata e alla ricerca di adepti (a me piacciono poco le strutture) che si ritiene buddista ma l’associazione di tutte le forme di buddismo non la riconosce. Tra i suoi intenti c’è la voglia nobilissima di sviluppare la pace del mondo.

Meditano per ottenere qualcosa. a me piace meditare per sviluppare la consapevolezza. Insomma tu segui il tuo cuore, il mio personale parere è una grossa forma di diffidenza e di stima per la costanza allo stesso tempo. Io per me non li seguo

Dalida

Ciao Claudio, grazie per il tuo sito, ti scrivo perché ho un problema. Tutte le volte che inizio a meditare seguendo la tua meditazione, tempo 5 minuti e mi addormento. Non importa se sono seduta o sdraiata, mi addormento e mi risveglio a fine meditazione.
Vorrei seguire le tue parole ma mi rilasso cosí tanto che cado in un sonno profondo e quando mi risveglio ho solo voglia di coricarmi a letto.
Che cosa posso fare?
Grazie per i tuoi preziosi consigli 🙂

Ciao Dalida, cosa puoi fare? eheheh dormire!!

Voglio dire è possibile che hai molto bisogno di riposo e in fondo per un po’ e ogni tanto va anche bene.

Certo questo non è esattamente meditare, ma rilassarsi…

Cosa puoi fare:

A) finchè capita un poco va bene, non fare nulla ed accogli questa cosa: ci sono dei monaci che piompono da sonno per anni.

B) dopo un po’, se continua il sonno però è meglio cambiare qualcosa… ecco degli esempi:

1) cambia orario: se mediti dopo i pasti o prima di coricarti sarai piu preda del sonno, meglio prima dei pasti o a inizio giornata.

2) cambia guida, segui un’altra meditazione guidata o fai senza magari con un ororlogio: puoi usare le meditazioni segna-tempo. Oltre a 3 campane a inizio-fine hanno il suono di un “toc”,un tocco di legno ogni 5 minuti, che ti richiama l’attenzione.

3) inizia facendo meditazioni più brevi

4) fai la meditazione camminata

5) trova tu una idea che permetta di cambiare qualcosa.

Roberto

Ciao Claudio posso farti una domanda?
per prima cosa voglio specificare che io soffro di attacchi d’ansia da circa 2 anni grazie ai tuoi consigli sto imparando ad uscire dalle ” pippe mentali” …
però alcune volte mi sorgono dei dubbi leggendo altri articoli, volevo scriverti il mio schema mentale che adotto…
sto lavorando e mi accorgo di essere in preda a pensieri giramenti di testa e confusione allora mi dico che sto pensando e subito dopo mi concentro sul respiro o sulle cose che sto facendo come metodo va bene ?
perchè leggendo in altri post o letto che bisogna immedesimarsi nel pensiero e accoglierlo …. a me sembra piu efficace la prima…
Aspetto un tuo consiglio..

si: è proprio così. Va benissimo. Tanto più che mi dici che stai vedendo che funziona.

Quando dico che possiamo accogliere il pensiero non dico di immmedesimarsi, ma di accoglierlo come una parte di noi (il pensiero è un nostro strumento) è poi utile LASCIARLO ANDARE e tornare al respiro: comunque!

Quindi se questa cosa ti sembra contraddittoria e le mie parole possono confonderti tranquillo: tornare al respiro specie a livello della pancia (anche alle sensazioni del corpo) è ottimo!!

Va benissimo quello che stai facendo, Roberto: vai avanti così!!

Nives

Ciao Claudio,
Mi sono imbattuta sul tuo sito casualmente perché cercavo di capire se il mio percorso di meditazione appena iniziato stesse effettivamente servendo a qualcosa, in quanto mi ero sorpresa a chiedermi: ma a cosa devo mirare durante e alla fine di una meditazione? Il tuo sito mi é venuto in aiuto e anche le risposte che hai dato tramite video a persone con il mio stesso dubbio mi hanno lenito la sensazione di inutilità.
Già che c’ero ho scaricato la tua lezione di meditazione e debbo dire: venti minuti spesi benissimo! Sono riuscita a fare ciò che da sola non sono riuscita: non accorgermi del passare del tempo, entrare in contatto con il mio corpo, non sentirmi in colpa per il sopraggiungere dei pensieri nel corso della meditazione.
Pertanto grazie! 🙂
Brevemente: ho iniziato un corso di meditazione la scorsa settimana ed é stato molto interessante, fermo restando che mi sia risultata molto piu semplice ed efficace la parte dove si poteva meditare suonando la campana tibetana. Ahimè la parte di meditazione “inattiva” non é stata il mio forte invece! Ma credo sia normale per una mente prettamente occidentale riuscire ad estraniarsi dai pensieri facendo materialmente qualcosa. Ad ogni modo non demordo e riproverò seguendo il tuo consiglio di dedicare almeno dieci minuti al giorno a meditare.
Grazie ancora! 🙂

Alex

Ciao Claudio, piacere, Alex :).
Ti scrivo perchè avrei un paio di cose da chiederti ma prima ci tenevo a ringraziarti perchè grazie a te ho conosciuto la meditazione.

Tempo fa ho passato un periodo della mia vita emotivamente intenso e burrascoso. Per colmare i miei disagi interiori, ho dovuto fare ricorso alla psicoanalisi e ai farmaci.
Ora questo brutto periodo è finito, non seguo più sedute psicoanalitiche e non prendo più alcun farmaco; ora medito e basta :). Grazie alla meditazione riesco a conoscere ogni giorno me stesso e a gustarmi di più la mia vita.
Quindi, grazie ancora.

Arrivo al dunque: quasi sempre, quando medito, sento che le gambe mi si addormentano e incomincio ad avvertire un fastidioso formicolio. Questo piccolo disagio spesso mi deconcentra e, quando finisco di meditare e mi alzo, devo sempre aspettare un paio di minuti che le gambe si “sveglino” prima di riprendere le mie normali attività. Ecco: è normale questo disagio? Posso continuare a meditare anche con i formicolii, oppure possono nascere dei problemi?
Un altra cosa che ti volevo chiedere è come devo comportarmi quando sento le orecchie che fischiano. Questo perchè quando mi iniziano a fischiare non smettono più a meno che sono preso dal respiro o da qualche pensiero e quindi non penso più al fischio.
Infine…più volte, quando medito, sento che ho una postura fastidiosa e spesso bisogno di aggiustarmi, di mettere dritta la schiena, spalle e braccia in simmetria. Quando mi aggiusto sento le vertebre (quasi tutte) scrocchiare sincronicamente e quando faccio dei respiri addominali profondi, sento dei leggeri dolori sulla schiena appena sopra la zona lombare.
E’ utile aggiustare spesso la postura e sentire questi dolorini mentre si respira? Come devo comportarmi rispetto a questi disagi?
Grazie e buon proseguimento.

ciao Alex piacere mio 🙂

complimenti per il tuo percorso e grazie per la bella testimonianza, mi ha riempito il cuore..

dunque dunque, in sintesi: non c’è bisogno di soffrire, agitarti troppo non serve ma stare immobili a soffrire equivale ad agitarti troppo. muoviti pure basta che lo fai con consapevolezza

rispetto ai disagi ti rimando a questo articolo specifico:
http://www.comemeditare.it/meditazione/disturbo-e-meditazione/

mentre ti scrivo ancora non è disponibile ma tra poche ore sul blog uscira un altro articolo con un bellissimo video che ti consiglio: l’articolo si chiama: La meditazione per sviluppare la pace?
Buona pratica

dimenticavo di dirti “prego”: io ho solo offerto dei semini.. poi c’è chi come te, fa il vero lavoro vero e propio e li fa crescere, io ne sono contento e plaudo al lavoro che hai fatto su di te (anche mettendoti in gioco con dei professionisti quando ne avevi bisogno) e che stai facendo ancora con la meditazione

namaste (un saluto rispettoso)
Claudio

maurizio

Ciao Claudio,
come tanti, per caso, sono giunto nel tuo sito. Mi sono scaricato il video e mi sono iscritto alla newsletter.
Son giunto qua perche’ non sono sereno, perchè non riesco ad esser felice come vorrei. Ansie e paure mi travolgono.
Ho letto molti articoli del tuo sito, ma pero’ non riesco ad individuare un percorso da seguire.
Ci sono tanti spunti, ma per chi è inesperto, è facile il rischio di perdersi tra le varie tecniche e le varie metodologie consigliate.
Potresti cortesemente aiutarmi a trovare un percorso chiaro da seguire come principiante.
Ho letto tanto di Osho, Tolle, Morelli, Dalai lama, ecc ecc Ho appreso i concetti ma non riesco, proprio non ci riesco, a tradurli in pratica. E questo mi scoraggia, Perchè sono certo della correttezza dell’approccio.
Spero di poter ricevere un tuo aiuto.
Grazie
Maurizio

Ciao Maurizio, sono felice di dirti cosa ne penso che in sintesi è: lascia andare per un po’ le teorie e datti di più alla pratica.

Le coincidenze non esistono e sei capitato quì un motivo c’è. Questo mi spinge ad informarti che io ho un mio sistema e tengo un corso che però ti sconsiglio di seguire (http://www.meditazioneperindaffarati.it). Non è che non ti voglia come allievo, anzi ne sarei felice, ma l’impressione che ho e che, benchè cerco nel mio approccio di essere il più semplice e pratico che posso uso sempre la parole per esprimermi e la parola, se non tradotta in pratica, finirebbe per diventare un ennesimo concetto astratto.

Buddha diceva: non fissarti sul mio dito che indivca la luna ma fai l’esperienza tu stesso della luna e, anzichè guardare al dito, alza gli occhi e guarda la luna.

Prendi una meditazione, quella gratuita mia va benissimo, anzi se la fai per conto tuo focalizzati soprattutto sul respiro, cerca di percepirlo soprattutto a livello della pancia. Falla tutti i giorni, almeno una volta al giorno. se salti un giorno pazienza, ricomincia il giorno dopo.

“se non è zuppa è panbagnato” si dice. Solo se hai mangiato da quel piatto puoi dire: poco importa come la chiami il sapore è simile. Mangiare significa farne esperienza.

L’alternativa è leggere Osho che parla di panbagnato, il Dalai Lama che parla di Zuppa, quell’altro parla di Ribbollita; potresti nobn capirci più nulla ma stanno parlando della stessa identica esperienza.

Immagina di chiedere che sapore ha il mango a chi l’ha mangiato, ti darebbero tutte descrizioni diverse a parole, apparentemente in contrasto, ma se assapori il mango alla fine, capisci cosa tutti intendessero dire.

Da quello che mi dici in questo momento hai la testa piena di concetti che seppur utili e saggi, hanno poi bisogno di essere compresi con la pratica. Da qui il mio consiglio, lascia andare per un po’ (solo per un po’) i vari approcci, scegliti una meditazione (meglio un approccio che ha a che fare con il respiro) e datti più alla pratica, una pratica quotidiana.

Se riesci a infilare, durante la giornata tre respiri in consapevolezza ogni volta che riesci, specie quando senti che le ansie cominciano a sorgere, poi fai bingo!

maurizio

Ciao Claudio,
grazie. Grazie per la correttezza e integrità morale in ciò che mi hai scritto.
E’ vero….mi sto “ribollendo” il cervello con tutte queste letture. E la mia avidità di lettura è tale che già ho preso il libro di De Mello che hai citato nel sito.
E via ancora concetti, esperienze (degli altri), consigli, ecc ecc.
Farò come dici tu. Stop alle letture e mi prenderò l’impegno a meditare almeno 10 minuti una volta al giorno. E se poi trovo ulteriore tempo potrò meditare estemporaneamente.
Grazie ancora…..per adesso! 🙂

Nico

Ciao Claudio,quando si ha una sensazione come la paura, cosa bisogna fare, continuare il bodyscan, andare sul respiro oppure restare sulla paura? e come si resta sulla paura? mica è una sedia, una cosa concreta, e poi sò che c’è la paura e la riconosco come paura ma questa mica se ne và, non capisco?, si osserva, si sà, si sente, e ci si aspetta (parola chiave) un cambiamento, come può essere diversamente, siamo degli esseri umani.Con Amicizia Nico

Nico

Ciao Claudio, sono molto confuso e ti spiego il perche: la vipassana mi sono accorto che non é una sola tecnica di meditazione, alcuni la insegnano come Goenka altri diversamente e ho visto almeno una decina di modi diversi. Perfavore mi potresti spiegare il tuo modo, meditazione di 1ora, si comincia per calmarsi e restare sul respiro(addome o narici), dopo si fa il bodyscan e dopo? Per essere sincero mi piacerebbe conoscere nel dettaglio la pratica Goenka ma visto che faccio uso di ansiolitici, soprattutto per poter dormire la notte, non c’è modo di poter fare un corso con Vipassana Goenka e sul web non ho trovato nessuna iformazione per spiegare passo per passo la tecnica, questa cosa mi dispiace tanto visto che a casa potrei comunque praticare la meditazione. Mi potresti dare delle idee, oppure consigli. Molte Grazie

la tecnica Vipassana è una tecnica. La tecnica ha uno scopo, scopo che da il nome alla tecnica stessa: farti fare una ESPERIENZA: l’esperienza di “visione profonda”.

Se continui a cercare tecniche in giro cercando di capire quale “è la tecnica giusta” rischi di smettere di fare la cosa essenziale: l’esperienza. Per carità cerca pure tutte le tecniche che vuoi purchè vivi l’esperienza.

Se ti senti confuso, puoi sospendere la ricerca di tecniche e farne UNA: segui una sola meditazione e falla ogni giorno per diversi giorni.

Scrivi un diario di come sei stato, quali sensazioni e, se vuoi anche le difficoltà. è possibile che tu abbia delle aspettative, osservale e nota come cercano di non farti vivere l’esperienza, che è sempre nuova, libera ed unica, volendola indirizzare incanalandola nei binari stretti limitati e preordinati dell’aspettativa stessa.

Insomma, fermati e medita: semplicemente. Fai esperienza e lascia andare le teorie, gli schemi, le strutture: non sono altro che strumenti. Assapora la pietanza e gustane l’aroma, osserva i colori, lascia stare la forchetta e il coltello, quelle servono solo per agevolarti nel mangiare, non è in se l’esperienza, solo lo strumento per accedere ad essa.

Se continui a cercare coltelli e non ti siedi a tavola a mangiare non fai esperienze stai nella mente e nel mondo vago delle idee

quindi: medita, medita, medita, porta l’attenzione al corpo e al respiro anche durante tutta la giornata

Nico

Ciao Claudio e grazie per le informazioni utili che dai, cosa ne pensi della tecnica Goenka, 3 giorni sul respiro e poi il bodyscan, mi sembra diverso da altre tecniche, normalmente si và dove c’è la sensazione mentre invece con la tecnica Goenka si continua a fare il Bodyscan e non dargli più importanza a una o all’altra sensazione, e quando c’è una forte sensazione nel corpo in questo caso la mente lo sa ma continua ugualmente con il Bodyscan, un po’ come un bambino capriccioso se si và sempre da lui questo continua a fare i capricci mentre invece se si è coscienti che stà facendo i capricci ma non si dà più importanza che agli altri bambini, questo lo capisce che non serve fare i capricci e si calma, questo è per quando riguarda la pressione forte che ho sul lato destro della testa e che stò provando con diversi modi di capirlo, certo che non è facile. Tu cosa ne pensi?

Ciao Nico, Goenka è un grande maestro di vipassana, ho apprezzato molto diversi suoi insegnamenti.

Il Bodyscan è una ottima meditazione propedeutica alla vipassana, si te la consiglio caldamente (nelle mie meditazioni facciò sempre un riferimento al corpo: sarebbe un “bodyscan sintetizzato 🙂 )

Nico

Ciao Claudio, grazie per la tua risposta che cercherò di mettere in pratica, poi ti farò sapere. Sai vivo in Francia a Montpellier e qui purtroppo non ci sono centri Vipassana così colgo l’occasione per chiederti un’altra cosa, poiché hai molta più esperienza di me. Mi è sempre stato detto che il pensiero di mia madre non è mia madre ho un pensiero d’acqua non vuol dire che sono bagnato, cioè che il pensiero è giusto un pensiero, ok fino a qui ci siamo, quando ho dei bei pensieri e ci s’identifica al pensiero la cosa è piacevole ma quando i pensieri sono brutti, allora la cosa fa piuttosto male e quando i pensieri sono ricorrenti, non ne parliamo proprio e sofferenza pura, adesso chi decide che questo pensiero è brutto e allora si mette da parte e invece quando è bello, si accetta, quando si hanno pensieri di Metta allora tutto ok, e quando si hanno pensieri con malizia, allora non va bene, io pensavo che belli o brutti non facesse nessuna differenza e che non ci s’identifica né con uno né con l’altro. E troppo semplice se no, questo è brutto via, questo è bello allora lo tengo. Non so se afferri il concetto, devo dire che anch’io ho difficoltà a seguirmi dunque se non hai capito, non fa niente. Ciao e grazie

Infatti Nico non funziona così: non è che quando un pensiero è brutto lo elimini o quando è bello lo tieni.

Rispetto al brutto o bello il lavoro che puoi fare è su tutte le sensazioni, pensieri inclusi di vedere come ti fa stare senza giudicare, ne emergeranno 3 diverse sensazioni: neutra, piacevole spiacevole. Queste sono gli effetti di 3 veleni: lo spiacevole crea repulsione, rabbia. Il piacevole, eccitazione, brama e attaccamento. Il neutro distacco, ignoranza menefreghismo. Come vedi “non se ne salva uno”. Non si tratta di cambiare o eliminare o filtrare, ma di osservare come ci fa stare. Questo nella fase della vipasssana

quello che fai normalmente col pensiero è qualcosa di sottilmente diverso.

quando ti accorgi di esserne in balia, riporti il pensiero al’oggetto di attenzione (ad esempio il respiro).

In sintesi non si tratta di filtrare i pensieri ma di spostare la nostra posizione rispetto ad essi: dall’esserne in balia a esserne protagonisti. Tu orienti il pensiero anzichè esserne trascinato via dal loro proliferare incondizionato.

La pratica di metta è n pochino diversa da una meditazione tradizionale (infatti spesso viene definita solamente “pratica”) ma anche in questo caso orienti il pensiero da protagonista.

Ci sono anche delle meditazione in cui orienti il pensiero a cose “spiacevoli” come la decadenza del corpo. Ma te la sconsiglio se sei all’inizio.

in sintesi una vipassana è fatta dprima di una altra meditazione la samatha. Questa prima orienta i pensieri ad un oggetto di attenzione e successivamente , diventando vipassana, osserva ogni sensazione prodotta dai sensi e dalla mente “registrando” senza filtri o giudizi, come ci fa stare: solo consapevolezza, pura consapevolezza.

se vuoi guarda questo articolo:
http://www.comemeditare.it/meditazione/come-meditare/come-meditare-non-riesco-a-fermare-i-pensieri/

Nico

Ciao Claudio, mi chiamo Nico e vivo all’estero, volevo chiederti come fare per liberarmi di una sensazione spiacevole, sopratutto quando medito, seguo la meditazione vipassana da 4 anni e da ca. 3 anni mi è parsa questa sensazione, adesso ti spiego, la parte destra della testa direi intorno alla tempia incomincio ad avere una leggera pressione e poi con il passare del tempo che medito si fa sempre più forte fino al punto, questo di sera, diventa insopportabile, la sento come una palla con un’energia fortissima con dei raggi che vanno fino al lato destro del viso e tutto sembra molto teso e duro. Di conseguenza, puoi immaginarti, è difficilissimo concentrarsi sul respiro, il respiro a confronto è un granellino di sabbia e praticamente impercettibile. Ho cercato, malgrado tutto, di forzarmi a restare sul respiro ma questo non fa altro che intensificare questa spiacevole sensazione, se rimango sulla sensazione mi rendo conto che cambia a volte diminuisce per poi riprendersi, un po’ come le onde del mare, si ritirano e ritornano a schiantarsi sulle rocce. A presto

Ciao Nico in effetti fai bene, quando emerge questa sensazione a spostare l’attenzione su questa sensazione. Anzi se riesci prova ad “attraversarla”. Mi spiego meglio. Dici “come faccio per liberarmi… spiacevole”. Più ci fai a braccio di ferro più si intensifica e rimane lì.

Ovviamente non posso parlare per te e per la tua esperienza posso raccontarti di alcune mie ad esempio del crampo al piede. Spesso ne soffro. La mia tendenza e non volerlo e irrigidirmi “per contenerlo”. In effetti quando faccio così non succede nulla e il dolore non diminuisce. Un giorno (e da allora il più delle volte faccio così) mi sono permesso di osservare il dolore senza contrastarlo. Non mi sono irrigidito ed il dolore si espandeva. Esatto mi faceva più male e la sensazione era acnhe che stava peggiorando. Un crampo è già molto doloroso e quando si espande, apparentemente senza freni fa anche paura. Lasciandolo espandersi per un momento sembra esplodere e poi… puff i muscoli hanno smesso di accavallarsi e tutto è ritornato tranquillo.

Il mio consiglio tuttavia è di spostare si l’attenzione dal respiro alla sensazione, ma di tornare a sentire fluire per bene l’aria. Al limite immagina di portare il respiro proprio in quel punto.

Fammi sapere

Buona esperienza
ciao
Claudio

federico

ciao claudio!! avevo una piccola domanda da farti.
recentemente su un articolo in rete, ho letto di una certa arte che riguarda i rapporti interpersonali, chiamata “arte del distacco”.
chiedendo anticipatamente perdono se tale dubbio è pertinente all’argomento della meditazione, volevo appunto sapere se quest’arte del distacco ha qualche legame con la meditazione, e se si quale..
ti ringrazio anticipatamente della risposta!!!! 🙂

ciao Federico non conosco questa arte, a meno che non si tratta del processo di separazione-individuazione della Mahler. Ovvero le fasi che intercorre tra un bambino e la madre che si ripropongono nella interazione tra le coppie adulte. Ma anche in questo caso con la meditazione ha in comune solo il minimo comune denominatore della “consapevolezza”. Insomma non so se con quella arte si intenda quello ma c’entra poco con la meditazione in senso stretto

Ciao Daniele, grazie per la fiducia, al momento sto dedicando ogni residuo di tempo al mio primo corso online di meditazione ( http://www.meditazioneperindaffarati.it ) in cui offro anche la mia assistenza telefonica, per cui, almeno al momento non riuscirei a seguire anche nuovi clienti di counseling. Sarei felice di proporti dei colleghi con cui puoi iniziare intanto a fare un primo incontro (anche via skype) gratuitamente e poi, se ritenete opportuno, potreste proseguire. che ne pensi? nel caso ti contatto in privato e ti do i contatti 🙂

Simone

Claudio,mi è venuto un dubbio:
ma quando meditiamo,bisogna sempre stare in uno stato di veglia,come si dice solitamente,e quindi attenti a quello che sentiamo o comunque accade attorno e dentro di noi,oppure dobbiamo stare in uno stato di abbandono totale come quando si dorme,ovviamente evitando di addormentarci del tutto?
Grazie

“bisogna” stare con cio che c’è mettendoci un poco di “sforzo” (non eccessivo, ma lieve) nel cercare di non abbandonarsi del tutto e recuperare ogni volta che ci riusciamo la posizioni di chi osserva.

In poche parole se ti addormenti non succede nulla solo che hai smesso di meditare :).

Per rispondere in modo ancora più chiaro: entrambi gli stati che descrivi sono stati osservabili durante la meditazione. Se stai con ciò che è ogni meditazione è diversa come esperienza dalla precedente.

Semplicemente perche la nostra vita in quel momento è unica! Satre con cio chè c’è significa rinoscore l’unicità di quel momento unico e irripetibile.

Ogni tanto sarai più vigile altre volte più asonnato: va bene tutto, corrisponde alla nostra vita

La meditazione significa adoperarsi con un minimo sforzo lieve a repurerare l’osservazion e ridiventare protagonisti in prima persona di cio che ci succede.

Bello no 🙂 Anche semplice 😉

Simone

Infatti il mio dubbio era proprio questo xchè avevo sentito parlare delle diverse fasi possibili della meditazione,nella quale si può riuscire a entrare nelle onde alpha,tetha e infine delta,ma mi sfuggiva appunto come potesse essere che posso entrare in uno stato profondo di sonno,se devo rimanere vigile.
Ad ogni modo non ho molte difficoltà nella meditazione,anche se penso che mi fermo alle onde beta:),+ che altro ho difficoltà a capire come fanno quelli che la utilizzano come stile di vita,e quindi cercano di rimanere (a meno che non sia necessario ovviamente) senza pensieri in testa.
E’ difficile abituarsi a tutto quel silenzio;credo ci si annoi parecchio:),ma probabilmente è anche quella questione di abitudine,anche xchè solitamente si tende a crearli apposta i pensieri,o xlo- delle musichette,in modo da tenere la mente occupata e non annoiarsi appunto!

Claudio

Vivere Pienamente il momento presente non è mai noioso, anzi!

Ti annoi quando non sai come “ammazare il tempo”.

Quando sei nel presente sei semplicemente in una dimensione, l’unica in cui viviamo veramente, priva del concetto del tempo (esatto il tempo è solo un concetto)

Ricorda un momento in cui eri totalmente preso dall’esperienza che stavi vivendo, il tempo in quei casi scorre veloce!

Nicola

Ciao Claudio, complimenti per il sito. Ho provato la tua meditazione guidata trovandola piacevole e ben realizzata.
Mi sono avvicinato a questa pratica da poco più di due mesi ed ho le idee un po’ confuse a causa delle numerose tecniche reperibili qua e là sulla rete. Mi sono soffermato sul tuo sito perché risponde ai miei canoni di chiarezza e semplicità. In questi tempi di tuttologia e grande abbondanza di nozioni avere un porto sicuro nel quale approdare non è cosa facile. Per me la meditazione rappresenta questo porto dello spirito, un luogo in cui ripararsi dal mare in tempesta dei pensieri.
Fino ad oggi ho praticato la meditazione trascendentale con la seguente tecnica:
-Occhi chiusi e silenzio mentale per un minuto
-Recitazione mentale del mantra per 20 minuti (La gestione dei pensieri è tale e quale a come la descrivi tu)
-qualche minuto di silenzio mentale poi dischiudo lentamente gli occhi.
Secondo la tua esperienza, questo tipo di meditazione è efficace? Che differenza c’è con una meditazione guidata? Ed infine, è bene soffermarsi per molto tempo su una meditazione guidata o è necessario sviluppare la capacita di farla in completa autonomia?

Cordialmente Nicola.

Ciao Nicola, mi fa piacere che hai colto del mio sito proprio il mio obiettivo: spiegare con semplicità come meditare evitando paroloni complicati, religiosi o new ages.

Quello che fai mi sembra efficace: la tua esperienza come è? Questo è quello che conta di più. Non c’è una grossa differenza se non nell’uso del mantra. Io prediligo, specie all’inizio, una maggior focalizzazione su ciò che emerge, dal “silenzio” o dal brusio delle cose dentro e fuori di noi.

Il mantra è un ottima tecnica specie per le “vibrazioni” che percepisci nel corpo che per le suggestioni che suggeriscono il significato delle parole che usi. Per questo lo trovo molto personale: le parole che uso per me potrebbero non piacere a te e viceversa. Se per te va bene continua pure con questa tecnica il procedimento è buono.

Fare in autonomia è, secondo me, quanto di meglio possiamo fare per noi stessi. Questo non vuol dire “cacciare via” gli strumenti che funzionano: significa usarli fintanto che servono e riusarli ogni tanto quando sentiamo di averne bisogno.

Se ad esempio fai tua la mia meditazione guidata puoi farla senza la mia voce magari mentre stai seduto in autobus o in fila ad aspettare. Col mantra risulteresti parecchio “strano” 🙂

a proposito la tecnica che personalmente trovo più “potente” la tecnica “per eccellenza” è, sempre secondo la mia esperienza: la vipassana: ovvero la meditazione di visione profonda. Qulla che hai scaricato guidata da me è una vipassana.

A me piace spaziare da una tecnica all’altra ma effettivamente potrbbe confonderti. Il mio consiglio è scegliti un punto di riferimento stabile, segui quello ed integra pure, ma dando priorità ad una strada: in questo modo, in caso di messaggi apparentemente contraddittori sai quale seguire prioritariamente. Quando poi avrai acquisito una maggiore comprensione ti sarà più facile abbinare cio che prima ti sembrava contraddittorio. Io faccio così: ho più di un maestro ma uno solo è il “mio” maestro. (a proposito se sei di Roma te lo consiglio si chiama Thanavaro lo trovi su google, se non sei di Roma te lo consiglio lo stesso fa ritiri in tutta Italia)

Normalmente il maestro lo riconosci: ti si palesa davanti in modo chiaro. Evita quelli che si proclamano grandi ed usano paroloni, scegli quelli che sanno sedersi affianco a te e ti offrono le tecniche per permettere a te di fare la stessa loro esperienza, senza indottirnamenti da prendere per buono concettualmente e basta.

Io almeno è quello che voglio offrire, da compagno di viaggio, non da guru, sia gratuitamente con questo blog, sia offrendo un corso completo più avanzato a chi lo volesse.

Prima di spendere soldi (non spenderli nemmeno con me in questa fase) vedi se tra le risorse gratuite che trovi qui ti aiutano a delinearti una strada e poi vedi cosa succede, magari ti si palesa il tuo maestro fisicamente davanti a te, o magari ero proprio io a farti da compagno di viaggio: chissà.

Vedi, fai chiarezza, scegli un percorso, poi integri.Forse in cuor tuo sai già da chi andare: ascolta il tuo cuore. Questo è quello che faccio io e questo è quello che mi sento di suggerirti.

Che tu sia felice, Nicola e che tutti gli esseri siano felici

Gio

Ciao Claudio io ti volevo chiedere se meditare aiuta chi soffre di attacchi di panico e volevo anche sapere che differenza c’è tra lo yoga e la meditazione.

E’ possibile scriverti in privato?

Ciao Gio, si la meditazione è un ottimo strumento per prevenire gli attacchi di panico.

Lo yoga si focalizza di più su delle figure da fare con il corpo, la meditazione osserva di più i processi mentali. Ma sono entrambe valide per focalizzare l’attenzione sul qui e adesso.

Purtroppo faccio molta fatica a rispondere a tutti in privato 🙁

Spero di avere risposto alle tue domande 🙂

Simone

Ciao Claudio,ti volevo chiedere una cosa che non ho ancora capito sulla meditazione; e nello specifico sulle ‘famose’ onde alpha che si dovrebbero poter raggiungere con essa.
Si dice che una volta raggiunto questo stato la mente può avere importanti intuizioni ed interrogarsi x trovare soluzioni a quesiti,e quindi vagliando le varie ipotesi può creare soluzioni ai problemi.
Ma io non ho capito: questo vuol dire che allora nello stato alfa si possono avere dei pensieri?

Quando siamo nella veglia possiamo scegliere consciamente cosa pensare, quando siamo nel sonno, lo fa l’inconscio. Nella fase intermedia possiamo orientare meglio il nostro subconscio.

Siamo più a contatto con un abbassamento delle oscillazioni cerebrali e più vicini alla zona inconscia ma siamo ancora potenzialmente consci. Più riesci a essere consapevole in quella fase e più riesci ad integrarti con la fase successiva. Sei più a contatto con la tua zona d’ “ombra”.

In adolescenza avevo fatto degli studi per orientare la mente concentrandoci e allennandoci a stare in quella fase.

Ora che medito francamente mi piace vivere l’esperienza nel suo fluire anzichè etichettarne il processo. Ovvero preferisco “percepire” anziche stare lì a dirmi “adesso staro nella fase alpha o…” Per questo mi piace distinguere tra “pura consapevolezza” e tecniche per “cambiare lo stato delle cose”

Nel primo caso sei a contatto con la realtà nel secondo te la perdi per volerla condizionare.

ciao Maurizio, portala con te nel cuore.

Ogni volta che siamo in lutto (lasciarsi è una forma di lutto) la cosa migliore che possiamo fare è portare e recuperare momenti di vissuto assieme nutriente per te dentro al tuo cuore.

a parole sembra facile ma il lutto va comunque elaborato: possono volerci mesi

che tu sia felice
Claudio

Riccardo

Ciao Claudio,
anche io ho trovato il tuo sito per caso navigando in cerca di sollievo a tutti i problemi che mi affliggono.
Era tanto che volevo meditare ed avevo provato altri sistemi, sempre trovati via web.
Per la prima volta, grazie al tutorial che ho scaricato ed anche alle istruzioni dettagliate che ho trovato su questo sito, sono riuscito a provare sollievo.
Lungi da me dire di “saper meditare”… credo che sia un percorso di autoapprendimento praticamente infinito… ma penso di aver trovato un buon punto di inizio grazie al quale la mia costanza e la mia perseveranza (sperando di averle…:-) mi potranno portare verso una consapevolezza che era quello che mi auspicavo.
Grazie di tutto e spero che questo sia solo l’inizio di un dialogo costruttivo.
A presto

sono molto felice Riccardo che tu sia riuscito a trovare sollievo. Come hai detto giustamente è un percorso infinito, ogni tanto riperderai questo “sollevo”, ma lo ritroverai, il bello di questo percorso e che piano piano questo sollievo sarà più la tua dimora abituale.

federico

ciao claudio! sono federico, forse credo tu abbia letto la mia mail dunque, emm,…niente volevo sapere un pò appunto dopo quanto tempo si iniziano a vedere i risultati concreti della meditazione, e poi se il problema che ti ho detto io e possibile superarlo con questa tecnica..

Francesca

ciao claudio, sono Francesca. Mi sono trovata casualmente in questo sito… anzi..direi che lui ha trovato me.. già, perché è incredibile cosa accade quando impariamo ad osservare la realtà in modo oggettivo, accettandola semplicemente e facendosi trascinare dalla vita. Era da un po’ che ti cercavo e finalmente ti ho trovato.. e già.. perché ho proprio bisogno di qualcuno che mi aiuti in questo percorso.. ti ringrazio per i piccoli ma grandi consigli che ho ricevuto leggendo il tuo blog. mi piacerebbe potermi confrontare con te..dove posso scriverti? a presto.

Ciao Francesca benvenuta su comemeditare.it! Se vuoi rimanere in contatto con me basta compilare il modulo in alto a destra, riceverai una mia email (con relativo indirizzo) e una meditazione guidata. Se non vuoi la meditazione guidata nella stessa barra a destra, ma in basso, trovi un altro “box” in cui puoi ricevere la email di conferma di adesione alla newslettere. Ovviamente sei completamente tutelata nella privacy e puoi cancellarti con un semplice click.Sono felice che “ci siamo trovati”. è una sensazione piacevole che ho provato quando incontrai il mio maestro e che continuo a provare anche per tutti i compagni di percorso che incontro. è bello sapere che non sono il solo a praticare queesto cammino di consapevolezza e benessere. Benvenuta e che tu sia felice

Claudio

Ne approfitto per ricordare che la Meditazione puoi farla da subito scaricandoti gratis la meditazione guidata in mp3.

è secondo me il modo più veloce per iniziare. Visto che la meditazione è una pratica è meglio farla (praticarla) anzzichè riempirsi di troppe teorie.

Certo anche le teorie sulla meditazione possono essere utili ma le più utili sono quelle che ti aiutano a metterle in pratica…

Ricapitolando scarica (e falla) la meditazione guidata audio gratis che trovi compilando il form in alto a destra e…

Buona meditazione! 🙂

La meditazione.
L’ansia deriva da prospettare qualcosa che è nel futuro (anche imminente) anzichè stare con quello che c’è realmente nel qui ed ora. La meditazione è una palestra per allenarti a stare nel qui ed ora.

può interessarti questo:
http://www.feliceadesso.com/2013/06/curare-lansia-con-la-meditazione.html
e questo:
http://www.comemeditare.it/meditazione/come-meditare/comemeditare-i-benefici-della-meditazione-in-quanto-tempo-risolve-problemi-come-lansia/

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